Archivio per il 'riflessioni'Categoria

[il vizio di leggere]

2 maggio 2012
Il vizio di leggere.
Un vizio che mi appartiene da sempre.
Un vizio a cui non rinuncerei mai.
Proprio Mai.
La lettura mi ha salvata fin da bambina, in tempi in cui il buio sembrava volermi soffocare nelle sue spire.
Un vizio che vorrei contagiasse ogni essere umano sulla terra…perchè leggere è cibo ed energia per vivere e imparare dalla vita.
Ed ora che viviamo in tempi di crisi e ci sembra di non trovare la luce, la luce della cultura è la nostra àncora di salvezza…leggere, leggere per non trasformarci in esseri senza cuore, senza anima.

Un grazie specialissimo ad Elisabetta Bucciarelli per questo meraviglioso video.

[questo non è un post poetico]

31 marzo 2012
Forse  ne uscirà la parte più asprigna di me ma in questi ultimi giorni mi sta veramente montando dentro una gran irritazione; un’irritazione intensa, quasi collera, che la parte più razionale cerca sempre di ricondurre su piani di discussione civile e pacata…ma – appunto in questi ultimi due giorni – leggo e ascolto in tv [su repubblica e rainews, principalmente] che:
il divario prezzi-salari non è mai stato così grande
lo zucchero e il caffè sono carissimi
 la luce aumenterà ancora, così pure il gas
 la metà degli italiani dichiara 15.000 euro
 per vivere dignitosamente una famiglia italiana ha bisogno almeno di 2500 euro mensili
……maddai, ho pensato “finalmente se ne sono accorti!”
Anche se, devo dire, mi pare di essere finita in un altro film, un brutto film…ché per chi deve vivere con uno stipendio da lavoro dipendente, il pane quotidiano è trovare la misura giusta per fare la spesa senza sentirsi salassati, così come pagare le bollette, star dietro ai figli che crescono e si scontrano con il mondo del lavoro che gli chiude le porte in faccia…e fare in modo che le addizionali regionali e comunali e tra poco l’IMU siano il meno possibile invasive….
Nel mio piccolo quotidiano erano lampanti certe storture e leggerlo qui oggi, ha un sapore amarissimo. Sono certa si sapesse già, benissimo ed il malcostume è diventato così normale da farti sentire quasi una mosca bianca, tu che invece sei corretto e le tasse le paghi tutte.
L’Italia, per ritrovare la retta via, deve prima di tutto prendere le distanze dalla disonestà civile che è anche data dall’evadere le tasse. Deve davvero riscrivere il significato della parola equità e i politici devono smettere di litigare e rabberciare idee…devono ritornare ad essere vicini alla gente, ma vicini davvero.

[...]

29 febbraio 2012
L’importanza del viaggio non sta tanto nel sapere dove siamo, ma verso quale direzione stiamo andando, senza perdere nulla di ciò che troviamo durante il percorso.
Romano Battaglia

20 marzo 2011

[ tsunami ]


 

UNA SCOSSA AL CUORE DELLA TERRA
 

L’immenso oceano Pacifico ha reagito alla scossa come uno stagno colpito da un sasso. Le ondate si sono irradiate a catapulta contro ogni sponda, fino al Polo Sud. Succede alla terra quello che succede al cuore sotto la pressione improvvisa di un dolore o di una felicità: scatena nel sangue l’onda di piena fino ai capillari, da lì rimbalza e torna indietro. La terra è un cuore che ha sobbalzi, scosse. La superficie che abitiamo appartiene a un organo vivente, non a materia inerte.
Si sono viste terre, campi, edifici cancellati dalla schiacciante muraglia di oceano lanciato a 700 chilometri all’ora. Per una volta in più si è saputo che la natura è, alla latina, ambiens, cosa che circonda, che può scavalcare qualunque sbarramento e diga. L’energia atomica s’impiega con la presunzione di poterla controllare: sotto la scossa, pure ben prevista, ha fatto saltare il coperchio della sua pentola carica. Il Giappone rasenta la terza devastazione atomica.
Nella devastazione emerge la compostezza e la tenuta civile di un popolo abituato a fidarsi delle sue istituzioni. Nelle condizioni di pericolo un apparato statale si dimostra efficace o superfluo.
Capitasse da noi, sismici come loro ma sotto custodia di protettori civili dei fattacci e sotto autorità senili, imbellettate e in fregola, sperimenteremmo il solo soccorso dell’anarchia.
 
Erri De Luca, da VanityFair  del 23 marzo 2011
 
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Le parole di Erri De Luca racchiudono l'essenza di una tragedia che avrà ripercussioni a lungo, nel tempo. Non solo perchè le ferite della terra non si rimarginano con facilità,  ma anzi hanno provocato danni irreversibili; a pulsare sono anche le ferite nell'anima e nel cuore dei giapponesi, un popolo così dignitosamente composto nel dolore  e  con molta forza nell'affrontare le conseguenze di questo disastro naturale.
Io sono contraria all'energia nucleare, profondamente contraria.
E mi sto impegnando in questo senso. Sto cercando di aiutare chi lavora per sensibilizzare l'opinione pubblica al referendum, ma anche nel mio piccolo cercando di limitare i consumi di energia…e sono convinta che lo si può fare e si può vivere benissimo.
La politica non la pensa così, anzi.

Siamo davvero sicuri che il nucleare sia l'unica via possibile?

Vi lascio due link  qui e qui  su questo argomento in attesa di sentire le vostre opinioni.

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5 marzo 2011

[ dalla parte della scuola pubblica ]
 

 

Dalla Costituzione:

Articolo 33

L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo stato.
La legge nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statatli che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. […]

Articolo 34

La scuola è aperta a tutti.
L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto dir aggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere distribuite per concorso.

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[…]  La Costituzione stabilisce dunque una chiarissima gerarchia. Assegna allo Stato il dovere di
provvedere all'educazione dei cittadini (obbligatoria per i primi otto anni) e di garantirne l'uguaglianza con provvidenze ai "capaci e meritevoli". Fa della scuola di Stato il modello a cui le scuole private devono adeguarsi, e non ipotizza nemmeno alla lontana due modelli di educazione alternativi e concorrenti. Ma come può esser mantenuta l'efficacia del modello, se la scuola pubblica viene continuamente depotenziata tagliandone personale e risorse, e per giunta irridendo chi ci lavora? Lo smottamento in direzione della scuola privata comincia coi governi di centro-sinistra (decreti Berlinguer del 1998 e 1999, legge 62 del 2000, governo D'Alema), e coi governi Berlusconi diventa una frana: si taglia la scuola pubblica e si incrementano i contributi alla scuola privata, sia in forma diretta che con assegni alle famiglie, e senza alcun rispetto per il merito degli allievi. A meno che il merito non consista, appunto, nell'aver scelto una scuola privata. Ed è dal 1999 (riforma Bassanini) che il ministero oggi ricoperto dall'on. Gelmini non si chiama più "della Pubblica Istruzione", ma "dell'Istruzione" (senza "pubblica").  […]

Salvatore Settis, su LaRepubblica del 1 marzo 2011 qui tutto l’articolo (che consiglio vivamente)

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La scuola pubblica è fatta di persone serie e preparate, persone che quotidianamente si confrontano, affrontando con determinazione, le difficoltà che i tagli  di bilancio hanno determinato, in un ambiente che dovrebbe essere il più sereno e tranquillo possibile.
Non dirò quanto io abbia a cuore la scuola pubblica – ci lavoro ormai da trent’anni, per scelta – e non ho mai pensato di potermi arrogare il diritto di “inculcare nelle menti principi contrari a quelli delle famiglie”. Anzi. Ho sempre avuto la ferma convinzione, tanto da farla diventare un punto fermo nella mia professionalità, che collaborare insieme alla famiglia nella crescita educativa, oltrechè culturale dei bambini con i quali ogni giorno costruisco pezzetti di vita, sia imprescindibile per creare percorsi che abbiano come fine una crescita equilibrata, costruita nel confronto con gli altri, anche con i diversi. Solo così un cittadino consapevole può operare scelte meditate nella pluralità di idee e culture. Vorrei continuare a lavorare in una scuola che abbia mezzi e strumenti idonei per continuare a farlo. Una scuola che promuova la formazione continua dei docenti che già vi operano. Una scuola che possa disporre di fondi per progetti di approfondimento e che per farlo non debba essere costretta a chiedere alla famiglia contributi extra, dal momento che la scuola è di tutti e che per i primi otto anni è obbligatoria e gratuita.

 

[ immagine dal web ]

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Piccolo Aggiornamento :

Qui , Qui  e Qui  per approfondire con altre riflessioni.

Qui, se volete firmare a sostegno della Scuola Pubblica.
 

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