Archive for maggio, 2005

30 maggio 2005

 

C’è un posto in ognuno di noi dove si tengono chiuse memorie di affetti profondi ed intensi. Affetti che hanno lasciato dentro di noi tracce luminose. Memorie che sono fili preziosi. Fili  intrecciati che creano trame e disegni unici. Scolpiti nell’anima:  per questo indelebili.

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29 maggio 2005

Il Bacio

chiudo gli occhi e sorrido radiosa
mi abbandono allimmensa profondità del tuo essere
hai dipinto il mio cuore con i tuoi colori caldi e luminosi
la mia anima ora, finalmente, brilla di una luce abbagliante
che si riflette nei tuoi occhi
le tue labbra si posano leggere sulle mie
in un unico
immenso
respiro di noi

(settembre 2004)

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28 maggio 2005

Ricordo che da bambina vedevo negli arcobaleni la magia di una fata che, con la sua bacchetta magica, creava giochi di luce. Mi piaceva guardare gli arcobaleni dopo un temporale. Rimanevo immobile e nei miei occhi di bambina la luce e i colori assumevano forme sempre diverse. Ho un grande desiderio: essere capace di conservare per sempre dentro di me la mia parte “bambina”. L’incanto e lo stupore, la meraviglia delle cose semplici che si perdono, che dimentichiamo di avere dentro di noi. L’ho ritrovata da poco la mia bambina e di questo sono felice. In questi giorni ho lasciato nei commenti, ad alcuni post di amici, questo mio desiderio. Oggi lo faccio qui perché per me è un giorno speciale. Di solito non amo festeggiare i compleanni, ma questo desiderio è una specie di regalo e voglio fermarlo qui, su queste pagine, che tanto amo.

Un abbraccio speciale a tutti voi.

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26 maggio 2005

E il vecchio diceva, guardando lontano:
"Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti e immagina i fiori
e pensa alle voci e pensa ai colori
e in questa pianura,
fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli
il ritmo dell uomo e delle stagioni…"
Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
e gli occhi guardavano cose mai viste
e poi disse al vecchio con voce sognante:
"Mi piaccion le fiabe, raccontane altre"…

Francesco Guccini – Il Vecchio e il Bambino

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26 maggio 2005

Raccolgo il testimone da Gradisca.

Non mi piacciono le catene, ma non posso dire di no alla bella signora! In ogni caso, alla prossima, metterò in conto almeno tre mimosa, che dovrai bere per rendermi felice   
E sottolineo, almeno tre….

1. Volume dei file musicali sullHD:
non ne ho la minima idea

2. Lultimo Cd comprato:
Sunrise  di Nora Jones

3. Canzone che sta suonando ora:
My Immortal  Evanescence

4. Canzoni che ascolto molto ultimamente:
Those sweet words – Nora Jones
See the sun – Dido
Emozioni – Lucio Battisti
Piccola stella senza cielo – Ligabue
Diamante – Zucchero

5. Persone a cui passo il testimone:
bandiera bianca
xandria
portami via
veracinna
torakiki

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24 maggio 2005

Marc Chagall – Lovers in the Moonlight

le tue mani strette nelle mie

ti guardo

mi sorridi in silenzio

ed io mi perdo nella magia del tuo sguardo

il tuo sguardo che mi accarezza

che brilla di luce

di spazi sconfinati

di terra profumata di sole

di vento che scuote gli alberi

di tramonti silenziosi

di pioggia che coccola un sogno

di luna  e di stelle che guidano i pensieri

di prati fioriti

di armonia e colore

un nodo di emozioni invade il cuore

resto così

immobile e sospesa nel tempo

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22 maggio 2005

“Anche se so di aver perduto forse per sempre la donna che amo, devo sforzarmi di vivere tutte le grazie che Dio mi ha concesso oggi. Le grazie non possono essere risparmiate. Non esiste una banca dove io possa depositarle, per utilizzarle quando sarò di nuovo in pace con me stesso. Se non userò queste benedizioni, le perderò irrimediabilmente. Dio sa che noi siamo gli artisti della vita. Un giorno, ci dà un mazzuolo per scolpire; un altro, i pennelli e i colori per dipingere un quadro, oppure la carta e una penna per scrivere. Ma non potrò mai impiegare il mazzuolo per le tele, o il pennello per le sculture. Dunque, sebbene sia difficile, devo accettare le piccole benedizioni dell’oggi, che mi sembrano maledizioni, perché io sto soffrendo e la giornata è davvero splendida, con il sole che brilla e i bambini che cantano per la strada. Solo così riuscirò a uscire dal dolore e a ricostruire la mia vita”.

Si apre così, con questa riflessione del protagonista l’ultimo capitolo, quello che chiude il libro. Ho voluto partire da qui perché, seconde me, in questo breve passo c’è il senso della ricerca narrata in questo libro.

Lo scrittore, protagonista della storia, non sa ancora se “ritroverà” la moglie ma è sicuro di aver trovato se stesso, di aver dato un senso alla sua vita. Tutto ha inizio con la scomparsa improvvisa della moglie. Così senza una spiegazione che fosse per lui logica, dopo anni di matrimonio felice (secondo lui), lei fa perdere le proprie tracce. Inizia per lui un periodo molto intenso, fatto di domande che non hanno risposte immediate, lei diventa il suo zahir.

“Lo zahir, secondo lo scrittore Jorge Luis Borges, è un’idea che nasce dalla tradizione islamica e in arabo significa visibile, presente che non passa inosservato. Qualcosa o qualcuno che, una volta stabilito il contatto, occupa tutto il nostro pensiero, fino al punto che non riusciamo più a concentraci su nient’altro. E ciò può diventare santità o follia”. (Enciclopedia del fantastico, Faubourg Saint-Pères,1953).

Nell’evolversi della storia scopriamo che lei lo ha lasciato perché non era felice; la sua solitudine era il non poter condividere i sentimenti più intimi con l’uomo che amava, essendo lui concentrato su se stesso. Tutto questo lui lo scoprirà attraverso alcuni personaggi che incontrerà nel cammino di ricerca, personaggi che saranno il punto di partenza per una profonda riflessione interiore e sul senso del matrimonio. Scoprirà molto di sé. Soprattutto di amare la moglie come non pensava fosse possibile. Un amore che non deve essere abitudine o dipendenza, o riflesso di sé, ma amore puro. L’amore che dà senso ad ogni cosa, che riempie di gioia e paura. Per fare questo occorre, secondo lui, allontanarsi dalla propria storia personale. Riempiendo i propri vuoti con altre storie, con altre esperienze. Trovando dentro di noi un evento o gli eventi che hanno smesso di farci progredire in questa conoscenza. Per cambiare dentro. Per far crescere l’amore. Per diventare grandi insieme all’amore. “Ogni azione ha come fin la ricerca di amore, di affetto, di qualcuno che ci voglia davvero bene”.

La lettura di questo libro ha riempito tutto il mio tempo libero. È un viaggio all’interno di se stessi. Un viaggio alla ricerca del senso dell’amore. Sono perplessa sull’idea di dimenticare la propria storia personale che ci pone dei limiti, per riempire i nostri vuoti con altre storie o esperienze che non osiamo o non vogliamo avere. Staccarci da quello che siamo stati richiede molta forza. Non sempre è possibile. Oppure diventa possibile nel momento in cui si ha la consapevolezza che sia condizione necessaria per il nostro essere felici. Mi chiedo, se non fosse possibile allora significherebbe non trovare mai l’amore puro ed essere felici?

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20 maggio 2005

un’ombra scura vela il mio sguardo

disegnando i contorni della mia solitudine

una solitudine che riempie uno spazio vuoto

galleggio

in una bolla sottile e delicata

nel mare in tumulto delle mie emozioni

seguo la luce

la luce del sogno

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19 maggio 2005

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello che vorrei dirti di più bello
non te lho ancora detto.

Nazim Hikmet

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17 maggio 2005

 

 

come un’onda

mossa da un vento impetuoso che si frange sugli scogli

il mio cuore

sommerso da un oceano tempestoso

di emozioni intense e improvvise

emozioni a cui non so dare forma né colore

lo ascolto

mi ascolto

è un vortice che mi attira verso sé

e mi lascia vuota e priva di forze

occhi smarriti si perdono nell’infinito

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