Archive for settembre, 2005

29 settembre 2005

 

 

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emozioni

fili di seta

sottili e delicati

 stemperati nella tavolozza dell’anima

si fondono in sfumature intrise di colore

galleggiano in uno spazio vuoto

prendono forma

come foglie d’autunno

piene di intensa poesia

attimi

palpiti di Vita

piume di sogno
<span style="FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: Times New Roman; mso-fareast-font-family: Times New Roman; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA”>gocce di luce negli occhi
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27 settembre 2005

A. Wieth – Christinas World

La malinconia mi ha presa per mano e non vuole lasciarmi andare; mi stringe in un abbraccio, un nodo che vela la luce e i colori e che riempie il cuore di inquietudine togliendomi energia. È come un grido che non vuole uscire, che rimane chiuso nell’anima, silenzioso eppure intenso. Un mantello che avvolge ma non scalda. Una lacrima che appare improvvisa. Mi ascolto e cerco di ritrovare la luce, la mia luce. In silenzio.

(colonna sonora del post:  "Blue Skies" di Eva Cassidy)

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24 settembre 2005

Carissimi,
la connessione adsl mi ha momentaneamente abbandonata
in attesa di tornare, sono ospite di un pc amico, vi abbraccio e vi ringrazio tutti, uno ad uno!
A presto…

Blue

Aggiornamento: 26 settembre, ore 20.40.
Lefficientissimo Servizio Clienti Tiscali oggi pomeriggio con un sms mi ha comunicato che il problema era stato risolto. Caspita! Cinque giorni e oplà…Telecom rinsavisce e torna la linea…sembra quasi una magia…durerà? non durerà?…chi può dirlo?! Intanto vi ringrazio per la presenza e laffetto…siete splendidi.
un abbraccio e buon tutto…

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21 settembre 2005

Nessuno sa che i poeti
grondano acqua
come pianto assoluto
e che cè sempre
una rondine che migra
bellissima e sola,
che va a posarsi
sui loro talenti.

Alda Merini – Uomini miei

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20 settembre 2005

Notte scura, notte senza la sera
notte impotente, notte guerriera
per altre vie, con le mani le mie
cerco le tue, cerco noi due.
Spunta la luna dal monte
spunta la luna dal monte.
Tra volti di pietra tra strade di fango
cercando la luna, cercando
danzandoti nella mente,
sfiorando tutta la gente
a volte sciogliendosi in pianto
un canto di sponde sicure
ben presto dimenticato
voce dei poveri resti di un sogno mancato

In sos muntonarzos, sos disamparados
chirchende ricattu, chirchende
in mesu a sa zente, in mesu
a sistrada dimandende.
Sa vida sischidat pranghende
bois fizus e niunu
in sos annos irmenticados
tue ndhas solu chimbantunu
ma paren chent annos.
Coro meu, fonte ia, gradessida
gai purudeo, potho biersa vida.

Dovunque cada lalba sulla mia strada
senza catene, vi andremo insieme.
Spunta la luna dal monte
beni intonende unu dillu
spunta la luna dal monte
spunta la luna dal monte
beni intonende unu dillu
spunta la luna dal monte
beni intonende unu dillu

In sos muntonarzos, sos disamparados
chirchende ricattu, chirchende
in mesu a sa zente, in mesu
a sistrada dimandende.
Sa vida sischidat pranghende

Tra volti di pietra tra strade di fango
cercando la luna, cercando
danzandoti nella mente,
sfiorando tutta la gente
a volte sedendoti accanto
un canto di sponde sicure
di bimbi festanti in un prato
voce che sale più in alto
di un sogno mancato

In sos muntonarzos, sos disamparados
chirchende ricattu, chirchende

Spunta la luna dal monte – Pierangelo Bertoli e Tazenda

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18 settembre 2005

 G. Klimt – Danae

                   essenza

una tavolozza di colori su foglie intrise di linfa

        il profumo dell’erba tagliata impresso nell’anima

un sapore dolce – di polpa succosa e matura

        l’ultimo raggio di sole – riflesso nell’acqua al tramonto

una lacrima asciugata dalla carezza del vento

    il sorriso della luna nel buio della notte
  la melodia di un silenzio sciolto nella mente                                     

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16 settembre 2005

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi

che tu venga all’ospedale o in prigione

nei tuoi occhi porti sempre il sole.

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi

questa fine di maggio, dalle parti d’Antalya,

sono così, le spighe di primo mattino;

i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi

quante volte hanno pianto davanti a me

son rimasti tutti nudi, i tuoi occhi,

nudi e immensi come gli occhi di un bimbo

ma non un giorno han perso il loro sole;

i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi

che s’illanguidiscano un poco, i tuoi occhi

gioiosi, immensamente intelligenti, perfetti:

allora saprò far echeggiare il mondo

del mio amore.

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi

così sono d’autunno i castagneti di bursa

le foglie dopo la pioggia

ed in ogni stagione e ad ogni ora, Istambul.

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi

verrà giorno, mia rosa, verrà giorno

che gli uomini si guarderanno l’un l’altro

fraternamente

con i tuoi occhi, amor mio,

si guarderanno con i tuoi occhi.

Nazim Hikmet

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13 settembre 2005

                  tralci di luce

    attraversano il buio

invadono l’anima

        danzando in punta di stella

schiudono vele argentate

           – su prati d’erba lunare

tracciano arabeschi opalescenti

                  in mondi incantati di fiaba

istanti di sogno etereo

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12 settembre 2005

Passano gli anni ma per me il primo giorno di scuola porta con sé un’emozione unica. La confusione è sempre la stessa: i genitori dei "primini" che si accalcano davanti all’ingresso, più agitati loro dei rispettivi figli, i quali sono un po’ smarriti per la nuova situazione, completamente diversa dalla scuola dell’Infanzia frequentata fino a pochi mesi fa; poi ci sono gli altri, i più grandi che attendono pazienti di entrare e che parlano tra di loro di vacanze, di giochi, di compiti della voglia di stare ancora a casa. I genitori che attendono l’arrivo delle insegnanti per i saluti di rito e per raccontare le ultime imprese dei figli e ti dicono: “Meno male, che è ricominciata la scuola signora, non ne potevo più!”…tutto nella norma appunto…eppure a me piace osservare le espressioni che si dipingono sui visi  e lo stupore negli occhi dei bambini quando entrano in classe e trovano le “sorprese” che noi prepariamo…li guardo e penso alle loro aspettative e alle nostre…ai progetti che dovranno adattarsi ai loro ritmi e ai loro tempi e auguro a me stessa e a loro un anno  che sia il più sereno possibile: lavorare e crescere insieme, rispettando l’individualità.

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10 settembre 2005

Notte e alba sulla montagna

Ascesa lenta

nel chiarore lunare,

mentre il sonno degli uomini ed i lumi

delle strade deserte

stagnano nelle valli –

ascesa – per i prati

vestiti

di seta bianca

e gli alberi,

draghi neri

con occhi di luce

nelle paurose creste –

attonito ruscello, il sentiero

per tracce di ghiaia conduce

alla sua fonte

sul volto

della montagna dormente,

alla fonte

dove crescono le più fini erbe,

arsi capelli

e dalle sigillate pupille

un tremito

sulla vetta

nasce –

Ora lenta una stella s’invola

e già rapida trae

a sé in fondo al cielo lo stormo

delle sorelle:

muti sull’orma spenta

ricadono i battenti celesti

dell’alba –

Ora guance di lontani monti

fra le nebbie si volgono

nel risveglio, al primo

rossore

Già escono dai campanili le voci

delle nuove campane:

a groppa a groppa,

urtandosi, salgono –
gregge in cerca del sole

Antonia Pozzi, 1 ottobre 1933

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