Archive for aprile, 2006

30 aprile 2006

[immagine www.ladonnadelmare.com]

Essere bimbo essere piuma al nascere
Essere la sorgente traslucida e immutabile
E sempre al cuore bianco una goccia di sangue
Una goccia di fuoco che si rinnova sempre

Paul Eluard, da Poesia Ininterrotta

Ancora Eluard e la sua poesia,  stringendo forte negli occhi londa del mio arcobaleno di luce….

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28 aprile 2006

Infanzia

Si dovrebbe riflettere a lungo per parlare
di certe cose che così si persero,
quei lunghi pomeriggi dellinfanzia
che mai tornarono uguali – e perchè?

Dura il ricordo -: forse in una pioggia,
ma non sappiamo ritrovare il senso;
mai fu la nostra vita così piena
di incontri, di arrivederci, di transiti

come quando ci accadeva soltanto
ciò che accade a una cosa o a un animale:
vivevamo la loro come una sorte umana
ed eravamo fino allorlo colmi di figure.

Eravamo come pastori immersi
in tanta solitudine e immense distanze,
e da lontano ci chiamavano e ci sfioravano,
e lentamente fummo – un lungo, nuovo filo –
immersi in quella catena di immagini
in cui duriamo e ora durare ci confonde.

Rainer Maria Rilke

…per non perdere di vista il senso e la bellezza delle piccole cose che fanno grande la Vita…

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25 aprile 2006

Le domando:

“Ti leggevano delle storie a voce alta quando eri piccola?”

Lei mi risponde: “Mai. Mio padre era spesso via per lavoro e mia madre era troppo occupata”.

Le domando:

“Allora da dove viene questa passione per la lettura ad alta voce?”

Mi risponde:

“Dalla scuola”.

Felice di sentire che qualcuno riconosce un merito alla scuola, esclamo, tutto contento:

“Ah! Lo vedi?”

Mi dice:

“Non mi sono spiegata. La scuola ci proibiva la lettura ad alta voce. Lettura silenziosa, questo era già il credo dell’epoca. Direttamente dall’occhio al cervello. Trascrizione immediata. Rapidità, efficacia. Con un test di comprensione ogni dieci righe. La religione dell’analisi e del commento, da subito! La maggior parte dei bambini aveva una strizza enorme, ed era solo l’inizio! Tutte le mie risposte erano giuste, se vuoi saperlo, ma tornata a casa rileggevo tutto ad alta voce”:

“Perché?”

“Per la meraviglia. Le parole pronunciate si mettevano a esistere al di fuori di me, vivevano veramente. E poi mi sembrava che fosse un atto d’amore, che fosse l’amore stesso. Ho sempre avuto l’impressione che l’amore per i libri passi attraverso l’amore tout court. Mettevo a dormire le bambole nel mio letto, al mio posto, e leggevo loro qualcosa. Spesso mi addormentavo ai loro piedi, sul tappeto”.

La ascolto…la ascolto, e mi sembra di sentire Dylan Thomas, ubriaco come la disperazione, che legge le sue poesie con quella voce da cattedrale…

La ascolto e mi sembra di vedere il vecchio Dickens, ossuto e pallido, prossimo alla morte, entrare in scena…il suo vasto pubblico di illetterati improvvisamente immobile, silenzioso, al punto che si sente il libro aprirsi…Oliver Twist…la morte di Nancy!…

La ascolto e sento Kafka ridere fino alle lacrime leggendo La Metamorfosi a Max Brod che non è molto sicuro si capire…e vedo la piccola Mary Shelley offrire lunghi pezzi del suo Frankenstein a Percy e agli amici sbalorditi

La ascolto e appare Martin du Gard che legge a Gide i suoi Thibault…ma Gide non sembra ascoltarlo…sono seduti sulla riva di un fiume…Roger legge, ma lo sguardo di Gide è altrove…gli occhi di Gide sono volati laggiù dove due adolescenti si tuffano…una perfezione che l’acqua riveste di luce…Roger è incavolato…ma no, ha pur letto…e Gide ha ascoltato tutto…e gli dice tutto il bene che pensa di quelle pagine…ma che, però, si dovrebbe forse modificare questo e quello, qua e là…

E Dostoevskij, che non si limitava a leggere a voce alta, ma che scriveva a voce alta… Dostoevskij, senza fiato, dopo aver urlato la sua requisitoria contro Raskolnikov (o Dmitrij Karamazov, non ricordo più)… Dostoevskij che domanda ad Anna Grigorievna, la moglie stenografa:”Allora? Secondo te, il verdetto? Eh? Eh?”

ANNA:”Condannato!”

E lo stesso Dostoevskij, dopo averle dettato l’arringa della difesa…:”Allora? Allora?”

ANNA: “Assolto!”

Strana scomparsa, quella della lettura a voce alta. Cosa avrebbe pensato Dostoevskij? E Flaubert? Non si ha più diritto di mettersi le parole in bocca prima di ficcarsele in testa? Niente più orecchie? Niente più musica? Niente più saliva? Parole senza gusto? E poi cos’altro! Forse che Flaubert non se l’è urlata fino a scoppiare i timpani, la sua Bovary? Non è forse la persona in assoluto più adatta per sapere che l’intelligenza del testo passa attraverso il suono delle parole da cui scaturisce tutto il loro significato? E non è lui che più di ogni altro sa, lui che si è azzuffato con la musica intempestiva delle sillabe, e la tirannia del ritmo, che il significato si pronuncia? Cosa? Testi muti per puri spiriti? A me, Rabelais! A me Flaubert ! Dostoevskij! Kafka! Dickens, a me! Giganteschi urlatori di senso, accorrete! Venite a soffiare nei nostri libri! Le nostre parole hanno bisogno di corpo! I nostri libri hanno bisogno di vita!

È vero che è comodo, il silenzio del testo…almeno non si rischia la morte di Dickens, che i medici supplicavano di tacere una volta per tutte i suoi romanzi…il testo e se stessi…tutte quelle parole imbavagliate nella delicata cucina della nostra intelligenza…come ci si sente qualcuno nel silenzioso sferruzzare dei nostri commenti!…e poi, giudicando il libro tra sé e sé non si corre il rischio di essere giudicati da lui…perché il fatto è che appena ci si mette di mezzo la voce il libro la dice lunga sul lettore…Il libro dice tutto…

L’uomo che legge a viva voce si espone completamente. Se non sa che cosa legge, è ignorante nelle parole, è qualcosa di penoso, e lo si capisce. Se si rifiuta di abitare la sua lettura, le parole rimangono lettera morta, e si  sente. Se riempie il testo della sua presenza, l’autore si ritrae, è un numero da circo e si vede. L’uomo che legge a viva voce si espone completamente agli occhi che lo ascoltano. Se legge veramente, se ci mette il suo sapere dominando il piacere, se la lettura è un atto di simpatia per l’uditorio come per il testo e il suo autore, se egli riesce a far sentire la necessità di scrivere risvegliando i nostri più oscuri bisogni di capire, allora i libri si spalancano e in essi, dietro a lui, si riversa la folla di coloro che si credevano esclusi dalla lettura.

Diritto imprescrittibile del lettore numero 9; da Come un romanzo di Daniel Pennac

Quanto mi piace leggere ad alta voce! Lo faccio spesso, per la mia piccola e a scuola…oggi, in una pausa, rileggevo per me questo passo del libro di Pennac ed ho ripensato a me stessa da piccola, a quando facevo esattamente come la bambina che leggeva per le bambole (nessuno leggeva per me) e ai visi stupiti dei bambini. Leggere ad alta voce per il puro piacere di trasmettere emozioni con la voce, se fatto bene è emotivamente appagante, e restituisce energia. A scuola fa parte della nostra programmazione: il mercoledì mattina un’ora è dedicata solo a questo. Tutti seduti o sdraiati sui tappeti a vivere attraverso la parola ad alta voce avventure e storie che trasportano in mondi sempre nuovi; e tutti, bambini e adulti avvolti in atmosfere ai limiti del sogno!

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24 aprile 2006


[immagine S. Dodig da  www.photo.net/gallery]


MANDOLINATA

Mi levigo
come un marmo
di passione

G. Ungaretti

…del "sentire", del "toccare", del "vedere", del "gioire", dell"essere", dell"amare"…e di molto altro ancora…

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21 aprile 2006

Fuoco
      liquido tra le dita.
Plasmato dalle tue mani – splende
      il mio desiderio morbido.
Attraversa il cuore
      liberandosi in sottili
onde purpuree.

Blue


[colonna sonora del post  Blue Eyes,  E. John]

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19 aprile 2006

[immagine www.ladonnadelmare.com]

Molti mari e fiumi
attraverserò,
dentro la tua terra
mi ritroverai.
Turbini e tempeste
io cavalcerò,
volerò tra i fulmini
per averti.
Meravigliosa creatura,
sei sola al mondo,
meravigliosa paura
di averti accanto,
occhi di sole
bruciano in mezzo al cuore
amo la vita meravigliosa.
Luce dei miei occhi,
brilla su di me,
voglio mille lune
per accarezzarti.
Pendo dai tuoi sogni,
veglio su di te.
Non svegliarti, non svegliarti ancora.

Meravigliosa creatura,
sei sola al mondo,
meravigliosa paura
di averti accanto.
Occhi di sole,
mi tremano le parole,
amo la vita meravigliosa.

Meravigliosa creatura,
un bacio lento,
meravigliosa paura
di averti accanto.
All’improvviso
tu scendi nel paradiso.
muoio damore meraviglioso

Meravigliosa creatura, Gianna Nannini


In silenzio, respirando il profumo del vento…

 

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17 aprile 2006

[immagine ornella erminio]


Io saprò disegnare come le mani sposano
La forma del mio corpo
Io saprò disegnare come la luce penetra
Proprio in fondo ai miei occhi

E farà il mio calore distendere i colori
Sul letto delle notti
Sulla natura nuda dove occupo un luogo
Più grande dei miei sogni

Paul Eluard, da Poesia Ininterrotta

Velluto blu,  nelle pieghe dell’anima…magia di colori dipinti su tela di cristallina purezza…

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15 aprile 2006

Il mio abbraccio per Voi, cari Amici, con laugurio affettuoso di giorni sereni, insieme allinvito a riflettere sullintensa profondità delle sue parole, perle di luce per lanima.

Auguri luminosi!

Blue

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14 aprile 2006

[immagine isola di s. andrea – gallipoli da www.ladonnadelmare.com]

Innisfree, l’isola sul lago

Mi leverò e andrò, ora, andrò a Innisfree.

e costruirò una capanna laggiù, fatta d’argilla e canne,

nove filari a fave avrò laggiù, un’arnia per le api da miele,

e solo starò nella radura ronzante di api.

E avrò un po’ di pace laggiù, chè la pace discende goccia

                                             a goccia,

discende dai velami del mattino fin dove canta il grillo;

la mezzanotte laggiù è tutto un luccichio, il meriggio

                                        purpurea incandescenza,

la sera è pena d’ali di fanello.

Mi leverò e andrò, ora, chè sempre notte e giorno

odo l’acqua del lago lambire con lievi suoni la sponda;

stando in mezzo alla strada, sui marciapiedi grigi,

la sento nella fonda intimità del cuore.

I WILL arise and go now, and go to Innisfree,
And a small cabin build there, of clay and wattles made;
Nine bean rows will I have there, a hive for the honey bee,
And live alone in the bee-loud glade.

And I shall have some peace there, for peace comes dropping slow,
Dropping from the veils of the morning to where the cricket sings;
There midnights all a glimmer, and noon a purple glow,
And evening full of the linnets wings.

I will arise and go now, for always night and day
I hear lake water lapping with low sounds by the shore;
While I stand on the roadway, or on the pavements gray,
I hear it in the deep hearts core.


[grazie a Massimo per avermi donato la versione in lingua originale]

W. B. Yeats

Silenzio e immensità per avvolgere l’anima in suoni di fragrante armonia…

 

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12 aprile 2006


La mente è un prodigio
di dimenticanza.

Alda Merini,   da Uomini miei

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