Archive for maggio, 2006

30 maggio 2006

[foto www.gruppoilgufo.net]

 
Chiusa con te
dentro cerchi di luce.
E sentirti –
 respirare sulla pelle.

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28 maggio 2006

Tempo
 
I
 
Mentre tu dormi
le stagioni passano
sulla montagna.
 
La neve in alto
struggendosi dà vita
al vento:
dietro la casa il prato parla,
la luce
beve orme di pioggia sui sentieri.
 
Mentre tu dormi
anni di sole passano
fra le cime dei larici
e le nubi.
 
II
 
Io posso cogliere i mughetti
mentre tu dormi
perché so dove crescono.
E la mia vera casa
con le sue porte e le sue pietre
sia lontana,
né io più la ritrovi,
ma vada errando
pei boschi
eternamente –
mentre tu dormi
ed i mughetti crescono
senza tregua.
 
Antonia Pozzi – 28 maggio 1935

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26 maggio 2006

[immagine ornella erminio]

Noi viviamo in contemporanea tre tempi: il presente del passato che è la storia; ma viviamo anche il presente del presente che è la visione; ma poi ancora viviamo il presente del futuro, che è l’attesa.

S. Agostino – Le Confessioni

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24 maggio 2006

[immagine www.ladonnadelmare.com]


 

Vorrei fermare il tempo

dentro un bocciolo di luna

e donartene

l’intensa fragranza.



 

[colonna sonora del post, "Dream A Little Dream of Me" – Louis Armstrong and Ella Fitzgerald]

 

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22 maggio 2006

Inizio dell’amore

 
O sorriso, primo sorriso, il nostro.
Era una cosa sola: respirare il profumo dei tigli,
ascoltare il silenzio del parco, a un tratto attoniti
volgere l’uno all’altra gli occhi fino al sorriso.
C’era in questo sorriso il ricordo di una lepre
che poco fa giocava là nell’erba;
era questa l’infanzia del sorriso. Più solenni
poi furono infusi i movimenti
del cigno che vedemmo dividere più tardi
lo stagno in due metà
di sera senza suoni. –
E gli orli delle cime contro il libero, puro,
notturno cielo già tutto futuro
avevano tracciato orli a questo sorriso
contro il futuro estatico del volto.
 
Rainer Maria Rilke

…un sorriso che illumina gli occhi di immensa armonia…

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20 maggio 2006

ROSSO E AZZURRO

Ho atteso che vi alzaste
Colori dellamore,
E ora svelate uninfanzia di cielo.

Porge la rosa più bella sognata.

Giuseppe Ungaretti



Adagiata dentro una nuvola, trapunta di sole, respiro il colore del cielo, rugiada dissetante…

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17 maggio 2006

Amore dell’acqua
 
Dalla valle ch’è un lago
di sole – agitato dall’onda
delle campane –
fugge l’ombra
e si aduna
sotto un albero solo
dove il torrente
cade –
 
Tutta l’ombra la frescura del mondo
si serrano intorno
alla fronte accaldata
del bimbo
che – sporto sul ciglio –
l’anima abbandonata
svincolare non sa
dalle argentee braccia
della cascata –
 
Antonia Pozzi – 12 settembre 1933
 
 
Quando la gioia ricama un arabesco di seta e nella pelle  senti un sapore forte, rosso…

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15 maggio 2006

[immagine ornella erminio]

Giacomo di cristallo

Una volta, in una città lontana, venne al mondo un bambino trasparente. Attraverso le sue membra si poteva vedere come attraverso l’aria e l’acqua. Era di carne e d’ossa e pareva di vetro, e se cadeva non andava in pezzi, ma al più si faceva sulla fronte un bernoccolo trasparente. Si vedeva il suo cuore battere, si vedevano i suoi pensieri guizzare come pesci colorati nella loro vasca. Una volta, per isbaglio, il bambino disse una bugia, e subito la gente potè vedere come una palla di fuoco dietro la sua fronte: ridisse la verità e la palla di fuoco si dissolse. Per tutto il resto della sua vita non disse più bugie. Un’altra volta un amico gli confidò un segreto, e subito tutti videro come una palla nera che rotolava senza pace nel suo petto, e il segreto non fu più tale. Il bambino crebbe, diventò un giovanotto, poi un uomo, e ognuno poteva leggere nei suoi pensieri e indovinare le sue risposte, quando gli faceva una domanda, prima che aprisse bocca. Egli si chiamava Giacomo, ma la gente lo chiamava “Giacomo di cristallo”, e gli voleva bene per la sua lealtà, e vicino a lui tutti diventavano gentili.
Purtroppo, in quel paese, salì al governo un feroce dittatore, e cominciò un periodo di prepotenze, di ingiustizie e di miseria per il popolo. Chi osava protestare spariva senza lasciar traccia. Chi si ribellava veniva fucilato. I poveri erano perseguitati, umiliati e offesi in cento modi. La gente taceva e subiva, per timore delle conseguenza.
Ma Giacomo non poteva tacere. Anche se non apriva bocca, i suoi pensieri parlavano per lui: era trasparente e tutti leggevano dietro la sua fronte pensieri di sdegno e di condanna per le ingiustizie e le violenze del tiranno. Di nascosto, poi, la gente si ripeteva i pensieri di Giacomo e prendeva speranza. Il tiranno fece arrestare Giacomo di cristallo e ordinò di gettarlo nella più buia prigione. Ma allora successe una cosa straordinaria. I muri della cella in cui Giacomo era stato rinchiuso diventarono trasparenti, e dopo di loro anche i muri del carcere, e infine anche le mura esterne. La gente che passava accanto alla prigione vedeva Giacomo seduto sul suo sgabello, come se anche la prigione fosse di cristallo, e continuava a leggere i suoi pensieri. Di notte la prigione spandeva intorno una grande luce e il tiranno nel suo palazzo faceva tirare tutte le tende per non vederla, ma non riusciva ugualmente a dormire. Giacomo di cristallo, anche in catene, era più forte di lui, perché la verità è più forte di qualsiasi cosa, più luminosa del giorno, più terribile di un uragano.

Gianni Rodari

Lettura ad alta voce per i bambini, oggi a scuola, una lettura che ha lasciato tutti a bocca aperta…

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13 maggio 2006

Voglio fare con te ciò che la primavera fa con i ciliegi.
Tu sei la coppa che attendeva i doni della mia vita.
Le stelle più grandi mi guardano con i tuoi occhi.
Vedo nella tua vita tutto ciò che vive.
 
Pablo Neruda

Una corsa – a piedi nudi –  in un prato appena falciato, mano nella mano, dita intrecciate…rotolare nellerba guardando il cielo che lega gli occhi in fili sottili di sole…sentire il respiro della Vita che pulsa dentro la pelle e un abbraccio di baci a fermare il tempo…


[colonna sonora del post,  Stringimi.stringiamoci di Paola Turci]

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11 maggio 2006

 
Qualche giorno fa, sistemando alcune cose in libreria, ho urtato una delle mie scatole, quella di latta, che è caduta rovinosamente in terra; non si è rotta, per fortuna, ma aprendosi, tutto il suo contenuto si è sparso sul pavimento. È una vecchia scatola che conservo da tantissimi anni, ricordo di mia madre, ha una forma rettangolare su cui sono dipinti fiori di campo; una di quelle vecchie scatole che in passato venivano vendute nei negozi di alimentari e contenevano biscotti; ne ho riviste in giro alcune nel periodo natalizio e pasquale, e vedendole ho sorriso ripensando ad un tempo lontanissimo in cui la mamma ne faceva collezione, ne aveva di tutte le misure e ci conservava di tutto: bottoni di madreperla, cotonine, fili per il rammendo, le fotografie…erano tutte splendide, piene di colore e di immagini semplici! Confesso di aver ereditato questa passione ed anche io ho molte scatole in giro per casa. In questa conservo biglietti di auguri, lettere di amici e amiche, biglietti del cinema, del treno, ma anche scontrini fiscali…tutto ciò che per me possiede un valore affettivo particolare e da cui non riesco a separarmi. Questi biglietti e queste lettere per me sono piccoli pezzetti di vita, come impronte che hanno lasciato segni indelebili nell’anima…ogni tanto mi piace riaprirla e riprendere in mano questi petali di carta come se toccandoli, annusandoli e accarezzandoli con gli occhi, io potessi in qualche modo ritrovare il contatto con le persone che le hanno scritte per me, persone che sono uscite dalla mia vita e che non vedo da anni ma che in qualche modo hanno inciso con l’essenza delle parole un solco, una traccia nell’anima che lascia il sapore malinconico di una gioia antica ma sempre viva in me…

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