Archive for agosto, 2006

30 agosto 2006

[ Foto Ornella Erminio ]

Le parole accarezzano, scavano, baciano, stringono, feriscono, dissetano, incantano, dipingono, straziano, uniscono, dividono, evocano…

Le parole sono timbri, intrecciati in colori trapunti di Vita, nella traccia impressa nell’anima prendono vita in suoni, trattenuti nei solchi che la puntina della memoria smalta in tinte sfumate. Nel silenzio diventano la voce del cuore che ascolta e ne assorbe l’odore, quasi una scia da seguire, per trovare l’impronta di sé.

Le parole sono immagini, istanti che attraversano gli occhi in onde di calore. Le parole sono rugiada, sciolta nella pelle. Le parole siamo noi, fili sottili attraversati dalla luce. Le parole sono la voce del silenzio.

E per Te, cosa sono le parole?

<!–

–>

29 agosto 2006

[ Foto La Donna del Mare ]

LA MUSIQUE
 
Come un mare la musica m’invita!
     Verso la stella mia chiara,
nelle brume o nella luce infinita,
      le vele spiego nell’aria.
 
Gonfi i polmoni, e il petto in avanti,
      teso al vento come tela,
scavalco dossi di flutti imponenti
      che la notte non rivela.
 
Ogni passione in me vibrare sento
      di un bastimento che geme.
Su quell’abisso immenso il dolce vento
 
      e la tempesta che freme
mi cullano. Poi bonaccia, ove affonda
      questa angoscia mia profonda.
 
Charles Baudelaire


<!–

–>

27 agosto 2006

<img height="479" alt="" width="430" src="http://www.gruppoilgufo.net/foto_soci/gabriella_carta/agg_04_07_2006/i%20colori%20dellamore.jpg&#8221; />

[ Foto Gabriella Carta ]

Scoprire – dun tratto
di non desiderare altro
che il tocco delle tue dita
posarsi sul mio viso
trasformandosi in suoni lenti
di sottile pioggia doro.

<!–

–>

25 agosto 2006

[ Foto D. Tamburrano ]

Su “LaRepubblica” di ieri un articolo ha catturato la mia attenzione per la bella notizia da ascoltare, in un periodo di notizie sempre negative. Un’insegnante elementare abruzzese lascia nel suo testamento venticinquemila euro alla sua classe (la prima elementare del 1971) con l’obbligo di usarli per opere benefiche. Un’idea anticonformista, quasi un richiamo alla disciplina e alla moralità perché nessun richiamo è più forte e indiscutibile delle volontà testamentarie, a maggior ragione quelle di una maestra elementare di paese; quando questo ruolo era tra i più prestigiosi e rispettati mentre oggi è corroso dal decadimento della scuola pubblica e dalla docenza della televisione che è spaesante come afferma Michele Serra e che mi trova in perfetto accordo. Un’idea che ha fatto ritrovare tutti gli ex alunni della classe che nel frattempo avevano una vita altrove da vivere e forse alla maestra non pensavano più. Ma forse no, perché leggendo l’articolo si parla di una donna che amava il suo lavoro oltre misura, di una donna che aveva fatto del suo lavoro una sorta di missione. Una donna che andava a scuola con la Lambretta e che per prima cosa aveva insegnato ai suoi bambini ad avere il senso di responsabilità e che aveva fatto promettere di restare sempre insieme e di aiutarsi l’un l’altro, in un solenne giuramento, prima dello squillo dell’ultima campanella del quinquennio che li aveva visti uniti sui banchi di scuola ad imparare la vita. Una donna che ha lasciato un compito arduo a questi alunni che ora dovranno dimostrare di essere capaci di trasformare in realtà gli insegnamenti ricevuti. Ecco notizie come questa mi fanno pensare che una scuola così non potrà mai più esistere, e lo dico con rammarico. Io ricordo spesso con nostalgia la mia maestra elementare, una signora siciliana di Messina che viveva a Milano che indossava (anche lei come la maestra abruzzese) un grembiule azzurro, profumato di sapone di Marsiglia e che con la sua benevola severità ci insegnava ad essere responsabili e dediti allo studio. Penso ai valori che trasmettiamo che sono gli stessi di allora, almeno per me, ma che in questo periodo che stiamo vivendo non sono riconosciuti come lo erano un tempo. Spero tanto che questi alunni, ritrovandosi possano far tesoro della grande umanità della loro insegnante…


<!–

–>

23 agosto 2006

[ Foto Silvia Ganora ]

Nelle pagine bianche della mia anima

hai sciolto la carezza serica

dei tuoi semi di luce

<!–

–>

21 agosto 2006

Cammino nell’abbraccio di un dagherrotipo dai colori seppiati. Avorio, rosa antico, rosa polvere, seppia, grigio, terra di siena, accompagnano i passi del mio stupore. Colori come una poesia che reca incisi i segni del tempo, sfumature che lasciano trasparire la luce del passato. I miei occhi sono affascinati, completamente catturati dalla profondità di ciò che possono “vedere”, “toccare”, “sentire”. Ascolto i suoni che segnano il percorso e silenziosa ne assorbo il profumo. Un miscuglio di voci e di volti diversi eppure uguali perchè uniti dalla meraviglia. Gli occhi si posano sui segni del fluire del tempo e si fermano in profonda contemplazione della Storia che appare viva in ogni forma, scolpita o dipinta da mani d’artista che si trasfigurano in quadri di passione, prova tangibile di perfezione grandiosa. Cammino e ad ogni passo sento fluire emozioni mai sentite. Le tocco e hanno una consistenza piena, traboccante di note speziate e colme di linfa vitale. Le ho dipinte nell’anima, impresse in una pagina speciale. Una pagina che continuerà ad avvolgermi con le tracce della sua eco. Roma mi ha rubato un pezzetto di cuore.

(18 agosto 2006 – colonna sonora, Giovanni Allevi – No concept )

<!–

–>

12 agosto 2006

[ Foto G. Ruvolo ]


Le valigie sono pronte. Per me solo l’indispensabile. Ho infilato nella borsa alcuni libri e le mie poesie preferite, non potrei farne a meno. I miei taccuini e qualche matita per scrivere, per fotografare ciò che vedo con il cuore e sento con gli occhi. Nel lettore mp3 la “mia” musica. Tutto qui. Tra poche ore parto, qualche giorno lontana da casa, incontro a nuovi colori.
Vi lascio un sorriso, un grande abbraccio e l’augurio di giorni sereni.
 
 
Uno squarcio d’azzurro –
una pennellata di grigio –
qualche chiazza scarlatta per via,
compongono un cielo alla sera –
Un po’ di rosso – passato in mezzo –
dei calzoni rubino messi in fretta –
un’onda d’oro –
una sponda di giorno –
ecco schizzato il cielo al mattino.
 
Emily Dickinson
 

<!–

–>

10 agosto 2006

<img width="500" height="395" src="http://www.ornellaerminio.eu/cagliari/appuntamento-damore.jpg&#8221; alt=”” style=”width: 500px; height: 340px;” />

[ Foto Ornella Erminio ]

 

All’imbrunire

quando il sole gioca a dipingere la tavolozza del cielo

io Ti incontro nei suoi colori.

Accoglimi tra le pieghe morbide della tua anima

e ascolta il mio silenzio.

Sentirai

l’aroma intenso

dell’erba appena falciata

delle foglie umide di pioggia

dell’acqua che addolcisce la sete

della luna che protegge i miei baci in un catino di stelle.

 

<!–

–>

9 agosto 2006

[ Foto Massimo Minglino ]


Preghiera alla poesia
 
Oh, tu bene mi pesi
l’anima, poesia:
tu sai se io manco e mi perdo,
tu che allora ti neghi
e taci.
 
Poesia, mi confesso con te
Che sei la mia voce profonda:
tu lo sai che ho tradito,
ho camminato sul prato d’oro
che fu il mio cuore,
ho rotto l’erba, rovinato la terra –
poesia – quella terra
dove tu mi dicesti il più dolce
di tutti i tuoi canti,
dove un mattino per la prima volta
vidi volar nel sereno l’allodola
e con gli occhi cercai di salire –
Poesia, poesia che rimani
il mio profondo rimorso,
oh aiutami tu a ritrovare
il mio alto paese abbandonato –
Poesia che ti doni soltanto
a chi con occhi di pianto
si cerca –
oh rifammi tu degna di te,
poesia che mi guardi.
 
Antonia Pozzi – Pasturo, 23 agosto 1934

<!–

–>

7 agosto 2006

[ Foto Rocco Bertè ]


“La mia anima è una misteriosa orchestra; non so quali strumenti suoni e strida dentro di me: corde e arpe, timballi e tamburi. Mi conosco come una sinfonia”.


Fernando Pessoa, da Il libro dell’inquietudine di Bernardo Soares
 


<!–

–>