Archive for settembre, 2006

30 settembre 2006

[ Christian Coigny ]

Nella neve

Edere? stelle imperfette? cuori obliqui?
Dove portavano, quali messaggi
accennavano, lievi?
Non tanto banali quei segni.
E fosse pure uno zampettìo di galline –
se chiaro cantava linvito
di una bava celeste nel giorno fioco.
Ma già pioveva sulla neve,
duro si rifaceva il caro enigma.
Per una traccia certa e confortevole
sbandavo, tradivo ancora una volta.

Vittorio Sereni (Mendrisio, 1948)

Ho visto la mia gioia nello scintillio degli occhi di un angelo. Un seme, carico dei frutti del sole, vive protetto nei solchi dellanima.

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28 settembre 2006

Assenza

Dopo il vino ho bevuto il sonno.
Fino a ubriacarmi di lacrime,
il serale risveglio.
Cerano tutti i pensieri, lì.

Mancavo solo io.

Beatrice Niccolai

Fili che si intrecciano. Tempo fa il mio filo trovò sulla strada il filo di Beatrice, per caso ma non poi così tanto. Diventai, da lei, una presenza quotidiana e silenziosa. Aprendo la sua porta di casa avevo spesso la sensazione di sentirmi un po a casa mia. Con stupore tra le sue pagine, scoprivo spesso qualcosa di me. Nelle sue poesie lanima si fa carne e si trasforma in parole di pelle e lacrime, parole che graffiano e fanno anche male per lintensità che esprimono e per come scavano dentro, quasi lame di coltello. Tempo fa le scrissi che nelle sue poesie io vedo LAnima dellAmore. Lamore totalizzante, passionale, forte, graffiante. LAmore che è il Tutto. Lamore che sa donare senza ricevere. LAmore che è gioia e sofferenza. LAmore che prende e che toglie. Lamore che tra i rami fioriti del cuore, fissa le parole nel tempo.
Da oggi le sue parole sono diventate un libro. Grazie per averle scritte e per avermi concesso di pubblicare questa sua intensa "assenza" che sento un po mia.

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26 settembre 2006

[ Christian Coigny ]

Lento – l’incedere del passo della sera
trascolora i miei occhi
in un intreccio di ombre e luci.
Insieme –
in armonica danza –
respirando
il sapore del caldo fiume che sfiora i confini dell’anima.
Denso – il mio sentire
scorre tra colori trapunti di gemme
dove – in un calice di silenzio
ho raccolto per te
l’onda trasparente del mio amore.

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25 settembre 2006

[ Foto Ornella Erminio ]

Elévation

Volando sopra stagni sopra monti e vallate,
sopra foreste e nubi e mari senza fine,
oltre il sole oltre letere, e lestremo confine
ancora sorpassando delle sfere stellate,

tu vai, spirito mio, vai con agilità
e come un nuotatore che sinebria dellonda
lietamente attraversi limmensità profonda
preso da unindicibile e forte voluttà.

Vola, vola ben oltre i fetori malsani,
purificati in alto, nellaria fatta tersa,
bevi, come liquore che il cielo puro versa,
il chiaro fuoco che gli spazi empie lontani.

Scrollandosi la noia e le altre grandi pene
che opprimono la vita e la fanno nebbiosa,
felice chiunque può con ala vigorosa
slanciarsi verso terre luminose e serene,

chi sente i suoi pensieri come allodole in viaggio
nel cielo del mattino in libertà volare,
chi plana sulla vita e così può ascoltare
delle tacite cose e dei fiori il linguaggio.

Charles Baudelaire
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23 settembre 2006

[ Christian Coigny ]


Ogni volta che mi rivolgi la parola, o il pensiero, io lo sento. Come ora, in questo momento. A volte mi risvegli nel bel mezzo del sonno e allora io so che mi hai sognata. Non riesco a spiegarlo. La mente e il cuore sobbalzano dentro di me e, a giudicare da quei sussulti interiori, ho limpressione che tu non smetta di parlarmi negli ultimi giorni, a qualunque ora, in città e in campagna, in cucina e in bagno…

(…)

Tu
sei lunico a cui voglio dare quello che risvegli in me.



David Grossman, Che tu sia per me il coltello

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21 settembre 2006

[ Foto Massimo Minglino ]

Il cielo nella pelle.

Ti ho respirato – in unoasi di rugiada verde.

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19 settembre 2006

[ Foto Massimo Minglino ]

Caminavo solo per la strada che attraversa il campo mentre il tramonto nascondeva lultimo raggio doro come un avaro. La luce del giorno affondava sempre più nelloscurità e il campo mietuto giaceva silente dopo il raccolto. Allimprovviso si levò nel cielo una voce acuta di bimbo. Attraversò linvisibile buio lasciando nel silenzio della sera leco del suo canto. La sua casa nel villaggio giaceva lì al limite della terra incolta, oltre il campo di canna da zucchero, nascosta tra le ombre dei banani e delle sottili palme, delle noci di cocco e degli alberi del pane dal colore verde cupo. Mi fermai per un istante durante il mio solitario cammino sotto la luce delle stelle e vidi distesa innanzi a me la terra oscura che abbracciava innumerevoli case piene di culle e di letti, di cuori materni e di lampade notturne, di giovani vite liete di una letizia che nulla sa del suo valore per il mondo.

La Casa, Rabindranath Tagore

Profumo di vaniglia e una carezza nella quiete silenziosa dellanima…
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17 settembre 2006

[ Foto Christian Coigny ]

Urlano le tue carezze nel silenzio dei miei occhi.
Graffi di malinconia nellanima
e linfinito mio respiro si scioglie
in onde di colore
nel battito del tuo cuore.

[ Grazie a Giulia per avermi fatto conoscere la poesia delle foto di Christian Coigny ]

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15 settembre 2006

[ Foto Ornella Erminio – Pan di Zucchero ]

 
L’ Uomo Onda


Adorava il tramonto: nelle sue sfumature percepiva l’essenza del silenzio. Erano queste le ore in cui poteva incontrare l’Uomo Onda. Aspettava trepidante quell’ora per lasciare ogni cosa e correre da lui, dentro la sua spiaggia di luce. Si sedeva sullo scoglio levigato dal tempo e chiudeva gli occhi per ascoltare i suoni portati dal vento, come note di una sinfonia di colori e lasciava che l’acqua le accarezzasse la pelle. Lei che si sentiva come una conchiglia di pace, respirava quell’incanto in larghe sorsate. L’Uomo Onda aveva catturato i suoi occhi riempiendoli d’amore dolce. Lui. Il suo cielo. Un cielo terso e profumato di sole che aveva il sapore rosso delle ciliegie mature. L’Uomo Onda era entrato nella sua vita a poco a poco e l’aveva riempita di profonda verità, la verità dell’amore puro, l’amore che sa donare amore. Due anime solitarie e silenziose che incontrandosi avevano imparato ad amare, amandosi.
L’ Uomo Onda possedeva una casa sospesa nel tempo ed in questa casa c’era una stanza a forma di onda che lui aveva dipinto con la poesia di se stesso. Lei in quella stanza trovava la dimensione della realtà che diviene sogno. Ogni sera lui intrecciava le dita con quelle di lei e la conduceva là, percorrendo il breve tratto di mare in silenzio. La teneva per mano con delicatezza, come si fa con i cristalli preziosi per paura che lei potesse rompersi. La adorava per i brividi di piacere simili a sorrisi che lei sapeva donare. Si sentiva spesso come un bambino con lei e questo a lui piaceva, gli donava una gioia grande che lo faceva sentire libero come mai prima era stato. Così come lei aveva ritrovato il gusto di ridere di se stessa ed essere un po’ bambina. Con il tempo aveva imparato a conoscerne ogni fragilità e a condividere con lui le proprie, grata per ogni momento passato insieme che si imprimeva nel cuore come una filigrana indelebile: ne sentiva la consistenza liquida tra le pieghe dell’anima e per ore poteva ascoltarne l’eco. Così l’Uomo Onda e la sua conchiglia di pace, chiusi in quella stanza cantavano la silenziosa armonia delle carezze ed ogni notte addormentandosi abbracciati solo da quel lato, sognavano una ghirlanda di baci intrecciati in fili sottili di ombra e di luce.

Vi invito a leggere tutti i racconti dellUomo Onda nel blog degli autori. Troverete storie di grande intensità emotiva.

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13 settembre 2006

[ Robert Doisneau ]

Ti guardo e il sole cresce

Ti guardo e il sole cresce
Presto ricoprirà la nostra giornata
Svegliati cuore e colori in mente
Per dissipare le pene della notte
 
Ti guardo tutto è spoglio
Fuori le barche hanno poca acqua
Bisogna dire tutto con poche parole
Il mare è freddo senza amore
 
E linizio del mondo
Le onde culleranno il cielo
E tu vieni cullata dalle tue lenzuola
Tiri il sonno verso di te
Svegliati che io segua le tue tracce
Ho un corpo per attenderti per seguirti
Dalle porte dellalba alle porte dellombra
Un corpo per passare la mia vita ad amarti
 
Un corpo per sognare al di fuori del tuo sonno
 
Paul Eluard
 
 

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