Archive for ottobre, 2006

31 ottobre 2006
<img width="500" height="341" src="http://digilander.libero.it/avisarona/Ago/Avvenimenti/Foto/LAutunno%20sul%20lago.jpg&#8221; alt=”” />

Scapitozzano i gelsi; batton cerchi
a botti. Si rovescia sui selciati
la legna per l’inverno e suona d’ascia
ogni corte.

La castagna che frombola nei boschi
liberala dal riccio, castagnaio!
insaccala; ché già in città fan ressa
alla padella delle caldarroste,
con le mani intascate e i nasi rossi,
i ragazzi all’uscita da scuola.
E pure noi la sera, chiacchierando
tra il vino con gli amici, sgusceremo
bruciate; ché non è più saggia cosa.

Guarda la terra la sua genitura,
affaticata madre che, tra il pianto
tremandole un riso, il nato guarda
che la fece gridare…

l’anima fascia una raccolta pace;
e la tiene a spiar, di là dei vetri,
lo stambugio, le nere
mani ciabattino, come fosse
in quel cerchio di luce la pensata
felicità.

Che il borbottar della pignatta esali
un odor di legumi, altro non chiede,
e al suo deschetto lo ritrovi all’alba.
E la sera nel gotto denso vede
avverare le povere speranze
che pure a lui fanciullo
avranno fatto palpitare il cuore.

Autunno, primavera della terra:
serba l’albero il fuoco dei passati
soli,
come l’anima il caldo dei ricordi.
Autunno, tarda nostra primavera:
tempo che sull’amara
bocca dell’uomo
spunta il fiore tremante del sorriso.

Camillo Sbarbaro

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Stasera ho fermato miei pensieri tra queste parole…ho ritrovato il sapore forte dei colori di un tempo lontano…l’odore della legna in casa della nonna, la pentola delle castagne sul fuoco, la corsa a scuola per non sentire il freddo…

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30 ottobre 2006

Ho camminato tanto, dentro i colori del bosco. Assorbendo il profumo della terra che si prepara a dormire. Intorno i suoni del silenzio e dentro gli occhi la voce dell’anima a ricordare chi sono. Da tempo non mi concedevo una pausa. La mente satura di pensieri, in continuo movimento, ad impedirmi l’ascolto del cuore. Bisogno di fermarsi, riprendere fiato, riprendere il filo. L’aria tiepida – come una carezza – sulla pelle, aperta al sentire. Percepire i giochi del sole tra i rami e camminando sul sentiero godere le sfumature del tramonto. Scie striate di rosa dipingono il cielo terso che saluta il giorno…lo stupore di scoprire, poco a poco, l’alba della luna rendere ancora più luminosa la sera che incombe. Chiudo gli occhi. Voglio scrivere questo momento su un foglio indelebile d’anima per conservarlo con la cura che si riserva agli oggetti preziosi.
Scrivere, l’essenza del mio respirare. Colore che si espande e si allarga in cerchi di luce che arrivano dal cuore. Intreccio di mani e sorriso di serenità. Una canzone sale dal profondo…

In sos muntonarzos, sos disamparados
chirchende ricattu, chirchende
in mesu a sa zente, in mesu
a sistrada dimandende.
Sa vida sischidat pranghende
bois fizus e niunu
in sos annos irmenticados
tue ndhas solu chimbantunu
ma paren chent annos.
Coro meu, fonte ia, gradessida (cuore mio, fonte chiara e pulita)
gai purudeo, potho biersa vida. (dove anch’io posso bere alla vita)

Dovunque cada lalba sulla mia strada
senza catene, vi andremo insieme.
Spunta la luna dal monte
beni intonende unu dillu
spunta la luna dal monte

Disamparados ( Spunta la luna dal monte) – Tazenda

[ immagine Marco Branchi ]

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29 ottobre 2006

Ci presentiamo a pianeti ed a fiori
senza difficoltà
ma con noi stessi
siamo riguardosi
proviamo imbarazzi
tremori

Emily Dickinson

[ Foto Christian Coigny ]

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25 ottobre 2006

Gustav Klimt – Bisce dacqua

Il respiro della notte

Amami
nel silenzio della notte che ci accoglie con il suo respiro.
Asciuga la rugiada che bagna la mia pelle
con il rumore delle tue carezze.

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24 ottobre 2006

TAPPETO

Ogni colore si espande e si adagia
negli altri colori

Per essere più solo se lo guardi

Giuseppe Ungaretti

Il caldo abbraccio dellautunno…

[ immagine marco branchi ]

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21 ottobre 2006

Nel mio mare profondo – ti effondi in onde.
Scintille di fuoco – sbocciano nel buio.
Fermo le dita sulle tue labbra –
morbide curve dove rallentare la corsa dei baci.

Nelle tue mani il mio abbandono.

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18 ottobre 2006

Oggi non scriverò. Sono un torrente
di poca acqua e troppi sassi. Mormora
e cozza al fondo un buio di graniglia
con sterile frastuono.

Scavando con la penna troverò
forse il linguaggio del non-detto? Il fiume
che ero solo ieri, rapinoso,
è un déjà-vu?

Maria Luisa Spaziani

[Foto – Le mille bolle blu, Ornella Erminio ]

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16 ottobre 2006

Il fanciullo incantato, uscito per il mondo, fu colpito da innumerevoli stupori. Distinto, neppur lui sapeva come li taduceva in oggetti.
Così in una stoffa possedeva la tinta dun albero a primavera, indicibile; in una schegia di vetro, un riso docchi infantili…
E le sensazioni più sottili i brividi più rari, distillò in essenze, sigillò in fiale: lincertezza dunora su una piazza allaccendersi dei primi lumi; il sentore del vicino inverno; in unestate cittadina il passare duna donna scollata…
Incontentabile, anche allanima segreta volle dare forma. Finchè un giorno, come altri un cardellino, imbalsamò il suo ricordo più lontano e tremante.
Tratti dalla fama, dai più remoti paesi venivano gli uomini a scaldarsi il cuore a quella fucina di bellezza. Ma il bambino incantato morì di freddo in mezzo alle sue cose belle.


Camillo Sbarbaro – Apologo, da Scampoli I

Ancora Sbarbaro a incidere parole negli spazi "rubati" al mio tempo…

[colonna sonora del post: Under pressure – Queen]
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14 ottobre 2006
Il mio cuore si gonfia per te, Terra,
come la zolla a primavera.
                                  Io torno.
I miei occhi son nuovi. Tutto quello
che vedo è come non veduto mai;
e le cose più vili e consuete,
tutto mintenerisce e mi dà gioia.

In te mi lavo come dentro unacqua
dove si scordi tutto di se stesso.
La mia miseria lascio dietro a me
come la biscia la sua vecchia pelle.
Io non sono più io, io sono un altro.
Io sono liberato di me stesso.

Terra, tu sei per me piena di grazia.
Finchè vicino a te mi sentirò
così bambino, fin che la mia pena
in te si scioglierà come la nuvola
nel sole,
io non maledirò desser nato.

Io mi sono seduto qui per terra
con le due mani aperte sopra lerba,
guardandomi amorosamente intorno.
E mentre così guardo, mi si bagna
di calde dolci lacrime la faccia.

Camillo Sbarbaro

[ Foto Mario Maggiordomo ]

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11 ottobre 2006

Tienimi dentro te.
Nascosta in un piccolo spazio.
Cercami quando le ombre della sera
posano sui tuoi occhi i colori e la musica del silenzio.
Sarò la mano che Ti attraversa
come la carezza di una poesia.

[ foto Rocco Bertè ]

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