Archive for dicembre, 2006

30 dicembre 2006

Un giro di giostra

Le note di un vecchio carillon
riempiono l’aria
 aprendo pagine seppiate dal tempo.

Negli occhi giochi di melodie antiche
appaiono come fiocchi di neve
 e posano arabeschi nel vento dei ricordi.

E tu, cuore bambino, intingi le mani
nel cerchio di fili
sospesi nell’arco delle stagioni
scrivendo la tela di giorni vissuti
portando in dono Amore.

Buoni giorni a Voi, Amici Belli. Con l’augurio che il nuovo anno porti nei cuori la carezza della luce.

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29 dicembre 2006

NELLA NEBBIA

Sfioro una nuvola.
Suoni ovattati
in cornice d’inverno.

Un bianco e nero d’incanto,
nel luccicore della luce fioca del giorno
che m’appare notte.

Stille di acqua sottile
sciolgono sul viso
la poesia degli occhi.

Sulla pelle il calore di una carezza
evapora dentro i confini del mio silenzio
e si addensa nel cuore.
In un punto profondo e vivo
dove Ti sento effondere
in un’essenza di colori speziati.

Il tocco del sorriso, mi stringe da lontano.

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27 dicembre 2006

In costante movimento                                       Movimento incostante
Oltre Il Tempo e Lo Spazio


dove la luce si espande
in onde

dove i colori si uniscono
in fili d’anima

dove le mani si intrecciano
in una sinfonia
di suoni

dove gli occhi ascoltano
fuochi di parole lontane

dove le radici sono segni
impressi nel cuore

in sottile filigrana di Noi

Nelle immagini la fotografia di due quadri tratti da “Senza Radici” di Furio Galli che mi hanno ispirato queste parole.


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23 dicembre 2006

Verso la Messa di Mezzanotte

Natale è un flauto d’alba, un fervore di radici
che in nome tuo sprigionano acuti di ultrasuono.
Anche le stelle ascoltano, gli azzurrognoli soli
in eterno ubriachi di pura solitudine.
Perché questo Tu sei, piccolo Dio che nasci
e muori e poi rinasci sul cielo delle foglie:
una voce che smuove e turba anche il cristallo,
il mare, il sasso, il nulla inconsapevole.
Invisibile aria: Tu impregni ciò che vive
e solo vive se di te si impregna.
Tu sei d’ogni radice l’alto mistero in musica
che innerva il tralcio – lazzaro e lo spinge a fiorire.

Maria Luisa Spaziani –  Natale, 1977

Un abbraccio speciale e cari Auguri di Buon Natale a Voi Tutti.

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20 dicembre 2006

L’aria profuma d’inverno e la sera s’accende di luci. Rientrando a casa a piedi mi lascio avvolgere dal mormorio delle luci che mi salutano dai balconi, dagli alberi dei giardini e dalle luminarie della strada. Tutto è agghindato a festa. Apro la porta di casa e l’affanno del giorno si spegne dentro una goccia di luce: una candela effonde il suo aroma sottile nella luce fioca della stanza. Pochi minuti solo per me, prima che la casa si riempia di voci e di parole. Questi giorni hanno un ritmo che mi toglie il respiro. Il Natale. Tempo di attesa. Ricordi che sfumano dentro un bicchiere colmo di nostalgia. Affetti che non sono più visibili ma ancora qui, nel cuore, ad accogliere il mio sorriso malinconico. Attimi di intensa gioia da stringere nell’anima…e poi…il suono del campanello ad interrompere la magia…asciugo una piccola lacrima…è la piccola di casa che, con la sua folata di vitalità, arriva ad abbracciare i miei occhi.

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18 dicembre 2006

La Memoria.

Prezioso il suo riverbero nellanima.

Immagini sfumate, da ascoltare sfogliandole.
Immagini che ci appartengono.
Immagini impresse in filigrana,
inchiostro dell’anima.

Fotografie di noi.

[immagine Christian Coigny]

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16 dicembre 2006

Ti ho cercato a lungo

nell’irrequieto mormorio dell’anima

ore trascorse a stringere insieme
frammenti di parole taciute

minuti intessuti di fragile desiderio
ore bagnate di vibrante attesa

e Tu eri lì

ad un passo dagli occhi

racchiuso in un bocciolo di luce

[immagine:  lavanda allalba  da  il grande spirito]

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14 dicembre 2006

Sogno

Il mio caduto, il mio tornato polvere,
assunto l’aspetto che ha nella fotografia:
sul viso ombra di foglia, conchiglia nella mano,
si avvia verso il mio sogno.

Cammina per tenebre da mai spente
Per vuoti aperti verso di sé, per sempre,
per sette volte sette e poi sette silenzi.

Appare all’interno delle mie palpebre,
in questo solo mondo a lui accessibile.
Gli batte il cuore trafitto.
Si alza il primo vento dai capelli.

Tra noi comincia a stendersi un prato.
Giungono in volo cieli con nuvole e uccelli.
Montagne esplodono in silenzio all’orizzonte
E un fiume scende giù in cerca del mare.

Si vede già lontano, così lontano
Che giorno e notte sono simultanei,
e tutte le stagioni giungono in una volta.

La luna apre a ventaglio i suoi quattro quarti,
i fiocchi della neve danzano con le farfalle
e cadono i frutti da un albero in fiore.

Ci veniamo incontro. Non so se in lacrime,
non so se sorridendo. Un solo passo ancora
e ascolteremo insieme la tua conchiglia,
quale fruscio di mille orchestre c’è,
quale marcia nuziale c’è, la nostra.

Wislawa Szymborska, da Sale – Libri Scheiwiller

[Foto: Robert Doisneau – Le vélo du printemps]

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13 dicembre 2006

      Raccogli tutti insieme
      Tutti i fiori che puoi.
Soltanto fino a notte dura il giorno.
      Cogli per ricordare.

      La vita è poco e stretta
      Dall’ombra e il non-c’è-cura.
Non si ha norma di cui afferri il senso,
      Sudditi noi senza governo.

    Godi di questo giorno
    Come fosse la Vita.
Uomini e dèi non sanno divinare
    Se non quel che ignoriamo.

Fernando Pessoa – Le poesie di Ricardo Reis

[immagine ornella erminio]

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12 dicembre 2006

Domenica ho scoperto da Maria un blog che è la voce dei clochard della stazione di Milano. Ho letto la testimonianza drammatica di Ina. La sua storia è esplosa dentro come una lama di coltello. Una storia che mi ha fatto riflettere molto sull’egoismo che spesso regna dentro i nostri cuori e sull’indifferenza che a volte ci rende meno umani di quanto dovremmo essere. Posto qui la poesia che Ina ha lasciato da Maria perché la speranza della luce non venga meno. Perché la solidarietà diventi un ponte tra le persone. Per provare a non chiudere gli occhi.

SOLA di Ina V.

In una notte buia
in fondo al mio cuore
un grido di disperazione
un grido senza voce.
In silenzio mi allontano
per le strade di MILANO,
chiedendomi da sola
cosa sarà il mio domani?
Nessuno sa,nessuno saprà.
Cosa resterà
del mio grido senza voce?
Cosa succederà?
Il mio sorriso, la mia allegria
per nascondere il dolore
della vita mia
e sempre disperata
cammino per le strade.
E con lo sguardo nel vuoto
penso se
cè un posto in paradiso
anche per me.

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