Archive for febbraio, 2007

24 febbraio 2007

[ immagine la donna del mare ]

(…) Ed è qualcosa da cui non puoi scappare. Il mare. Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere, alle volte sparisce, ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non dà risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile. Ma soprattutto il mare chiama. ..
..Non fa altro in fondo, che questo, chiamare. Non smette mai, ti entra dentro, ce lhai addosso, è te che vuole. Puoi anche far finta di niente, ma è te che vuole. Puoi anche far finta di niente, ma non serve. Continuerà a chiamarti. (…)

(…) L’uomo lasciò la locanda la mattina dopo. C’era un cielo strano, di quelli che corrono veloci, hanno fretta di tornare a casa. Soffiava vento da nord, forte, ma senza far rumore. All’uomo piaceva camminare. Prese la sua valigia e la sua borsa di piena di carta, e si avviò lungo la strada che se ne andava, di fianco al mare. Camminava veloce, senza voltarsi mai. Così non la vide, la locanda Almayer, staccarsi da terra e disfarsi leggera in mille pezzi, che sembravano vele e salivano nell’aria, scendevano e salivano, volavano, e tutto portavano con sé, lontano, anche quella terra e quel mare, e le parole e le storie, tutto, chissà dove, nessuno lo sa, forse un giorno qualcuno sarà così stanco che lo scoprirà.

Oceanomare, Alessandro Baricco

…lo scoprirai il giorno in cui troverai la parola per dire MARE…allora il mare lo saprai e lo sentirai arrivare da lontano, come una musica, e ti si scioglierà nell’anima…

…poche parole da lasciare come traccia per chi dopo di me leggerà…il viaggio nel libro è finito e adesso mi sento “orfana” di parole…succede sempre così, ogni volta che un viaggio nelle parole si conclude mi rimane dentro il respiro del tempo sospeso…fino al prossimo libro, fino al prossimo viaggio nelle parole…

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Sono molto felice oggi: il farmaco per Isabella è arrivato, per ora la dose per un mese. Continuiamo a percorrere la strada per ottenere ciò che è Suo diritto. Ti abbraccio forte, Isabella.

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21 febbraio 2007

(…) In verità, il poeta, il vero poeta, possiede l’arte del funambolo. Scrivere è avanzare parola dopo parola su un filo di bellezza, il filo di una poesia, di un’opera, di una storia adagiata su carta di seta. Scrivere è avanzare passo dopo passo, pagina dopo pagina, sul cammino del libro. Il difficile non è levarsi dal suolo e mantenersi in equilibrio sul filo del linguaggio, aiutato dal bilanciere della penna. Non è neppure andar dritto su una linea continua e talvolta interrotta da vertigini effimere quanto la cascata di una virgola o l’ostacolo di un punto. No, il difficile, per il poeta, è rimanere costantemente su quel filo che è la scrittura, vivere ogni ora della vita all’altezza del proprio sogno, non scendere mai, neppure per qualche istante, dalla corda dell’immaginazione. In verità, il difficile è diventare funambolo della parola.

Neve, Maxence Fermine

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– "il filo del tempo
annodato alla terra

porgeva laltro capo alla luna
perchè lo legasse al cielo

passi sicuri
sfioravano la lunga linea
tracciata dalla vertigine di un sogno

pensiero dopo pensiero
avanzava meditando il silenzio
– con armoniosa stabilità –
nell’infinito universo della parola
come audace equilibrista

per raggiungere
quella promessa
dimenticata nel cuore" –

dono di Silenzio Indio

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Cero soltanto
Cero
Intorno mi cadeva la neve

Kobayashi Issa dono di Furio Galli

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la neve si scioglie:
nel villaggio frotte
di bambini

Kobayashi Issa dono di Amo il mare

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Rimane una dolcezza infinita
nel fiore di una donna.

Sotto il silenzio dun dolore
come fosse neve,
germoglia negli occhi dun figlio

la primavera

dono di Beatrice


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Abbiamo ancora bisogno di una mano per Isabella. Visitate il blog degli amici. GRAZIE!!

Cè un appello anche dagli Amici della Stazione. Per chi abita a Milano o nelle zone limitrofe. E importante.  GRAZIE!!!!

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Aggiornamento del 24 febbraio ore 14.00: il farmaco per Isabella è arrivato, la dose per un mese. Ora continuiamo a percorrere la strada per ottenere ciò che è Suo diritto. Ti abbraccio forte Isabella.

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19 febbraio 2007
In viaggio…

..uno sguardo fiero di donna ti trapassa il cuore e con il suo carico d’umana solitudine ti racconta la Vita, i suoi affanni e le sue salite, il dolore che ha lasciato i segni del tempo sul viso e la forza di andare avanti verso quel futuro ancora tutto da scrivere…verso quel desiderio di casa e d’amore che aspetta di essere ricomposto nella protezione di un rifugio dove, alla fine, trovare accoglienza…e il suo sorriso ti rimane impresso negli occhi come la carezza di un abbraccio…come una goccia di cielo che si scioglie nell’anima…

..l’incontro con persone che hanno in comune con te un diario…la sorpresa di scoprire il piacere dell’ascolto, più forte del filo sottile di imbarazzo che si prova quando non si conosce nessuno ma dove si sente il calore passare attraverso gli sguardi, le parole, le risate…quel sottile imbarazzo che passa presto tra una parola e l’altra e intanto tu ti ritrovi a pensare quanto sia magico trovarsi tra persone così ricche di umanità…

…la galleria con i quadri di Francesca, conosciuta attraverso le parole dei suoi splendidi amici prima e poi attraverso i suoi quadri ad accogliermi e regalarmi un’altra emozione intensa…incanti dai meravigliosi colori che sono rimasti nei miei occhi…alberi sull’acqua che mi hanno trasmesso tanta serenità, l’espressione della poesia nei colori…

…e, mentre il treno corre verso casa, il dispiacere di aver lasciato così presto i suoni di una musica tanto piacevole da ascoltare…i suoni di un giorno da tracciare su fogli ancora bianchi, da riempire con le tracce della musica del tempo…la musica in cui hai sciolto, per qualche ora, la tua inquietudine…

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18 febbraio 2007

[ Robert Doisneau ]

Un semplice gesto
le braccia circondano
l’arco delle spalle
gli occhi chiusi
sospesi, dentro il fiore del piacere
la gioia dell’appartenenza
danza lieve sul tempo

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Il mio abbraccio a Isabella, Giovanni e oggi anche ad Ina angelo silenzioso dalle mille parole nascoste negli occhi e nel cuore.

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15 febbraio 2007

…il leggero rumore dell’inquietudine ad accogliere i miei pensieri aggrovigliati, nella sera appena accennata. Ferma ai margini del tempo, il mio tempo. Lentamente alzo lo sguardo e gli occhi catturano un battito d’ali che viene dal cielo…uno stormo di uccelli disegna nell’aria un gioco di ombre, seguendo la linea del tramonto…tracce d’ali…piccole perle di poesia, danzano nell’aria e si mischiano ai colori caldi del sole…note sfumate tra i fiori del tempo portano l’eco di voci lontane..la mia inquietudine trascolora dentro il volo e accarezza, sulla punta delle dita, i semi di un tempo nuovo, proteggendo nell’anima le pagine dei giorni ancora da sfogliare…
ed io, solitaria in un vortice di pensieri, la carezza del vento sulla pelle, catturo il sorriso di una nuvola e mi sciolgo nell’oceano dei suoni che precedono la notte, annunciando il sapore del buio…

[immagine Christian Coigny ]

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Il mio abbraccio, per Isabella, sempre. Nel blog degli amici di Isabella potete leggere la sua commovente lettera.  La Speranza ha molte sfumature ed Isabella potrebbe essere nostra figlia.

La forza e il calore dellAmore sono la luce della Speranza. Un caldo abbraccio a Giovanni e una carezza a Maria Grazia. Palpiti di Vita. Palpiti d’Amore.

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13 febbraio 2007

Se fosse una storia sarebbe ambientata sul lungomare di una spiaggia lunghissima.
Una spiaggia senza inizio e senza fine.
La storia di un uomo che cammina lungo questa riva e forse non incontra mai nessuno.
Il suo sguardo si sofferma ogni tanto ad osservare qualche oggetto o frammento portato dal mare,
le impronte di un granchio, un gabbiano solitario.
Il paesaggio è sempre la sabbia, il cielo, qualche nuvola, il mare.
Cambiano solo e onde, sempre uguali e sempre diverse, più piccole, più grandi, più corte, più lunghe.

Ludovico Einaudi – Le Onde

…il mare e la sua voce…il mare dentro, il mare dell’anima…ascoltando la musica delle onde che arrivano a toccare le corde del cielo.

[ immagine la donna del mare ]

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Grazie a Beatrice per il pulsante, per Isabella un abbraccio di calore.

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10 febbraio 2007


La storia di Isabella l’avevo letta qualche tempo fa, mi pare attraverso i giornali o la tv. Ricordo che pensai subito a come un simile evento può mutare le certezze che abbiamo e modificare completamente la quotidianità della vita. Sul fiume ho trovato un appello e copio qui sotto il post di Kappapera. Non aggiungo altre parole. Penso che noi tutti dobbiamo riflettere ed essere consapevoli che un giorno potrebbe succedere anche a noi. Un piccolo mattone di solidarietà fa grande una casa. Grazie a Tutti.

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Sindrome di Laron


Mi è stato chiesto aiuto indirettamente per un caso che vi descriverò. Vi chiedo di leggere questo post fino in fondo e con la massima attenzione. Grazie.

Isabella ha appena 16 anni ed è affetta da sindrome di Laron, una malattia genetica (sindrome di resistenza primaria all’ormone della crescita), che si manifesta con: bassa statura di grado severo e proporzionata, obesità, acromicria, ipogonadismo e ipogenitalismo. La sola terapia possibile è rappresentata da un farmaco non in commercio in Italia ma prodotto in California dalla ditta Tercica, che da pochi mesi ha ceduto il brevetto ad altra casa farmaceutica (dalle ricerche effettuate credo la Ipsen).

Il farmaco è l’IGF-1, il suo nome commerciale è Increlex. Nel 2005, il Ministro della salute Francesco Storace, al quale era stata segnalata, da parte dei medici e dei familiari di Isabella, la grave inadempienza del Servizio Sanitario Nazionale, è riuscito a recuperare il farmaco, così Isabella, potendo iniziare la cura (aprile 2006) è cresciuta 5 cm e mezzo! L’ultima visita di controllo, oltre a confermare i progressi non solo fisici ma psicologici ed emotivi, ha paventato la nuova difficoltà dell’approvvigionamento del farmaco e quindi la sospensione obbligata della cura. A Isabella è stata così negata la speranza di avere una vita “normale”.

Mi chiedo solo una cosa: come è possibile tutto questo? Sto tentando di fare qualcosa, ma credo che riuscirò solo a muovere un granello di sabbia. Accetto vostri consigli e vi prego di fare tam tam di questo post, almeno per una campagna di sensibilizzazione. Capisco che la sindrome di Laron è considerata malattia rara o orfana (come dice il nome stesso è senza un’azienda che investa in ricerca per trovare un farmaco) e quindi pochi pazienti vuol dire pochi clienti, ma quello che non capisco è l’insensibilità. L’interruzione di un trattamento, nei casi gravissimi come questo, dovrebbe richiamare l’attenzione e le responsabilità di tutti i livelli, principalmente di quello politico.

Mi chiedo come si reagirà se proprio una persona vicino a noi verrà sfortunatamente colpita da una di queste malattie…

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Dal Blog di Massimo:

Aggiornamento (ore 21 del 9.2): il testo è stato inviato via mail alla redazione di Maurizio Costanzo, al Ministro Livia Turco, in attesa di altre proposte. Se qualcuno volesse fornire altre informazioni di iniziative, lo faccia sapere qui o sul blog di Kappa, oltre che, ovviamente, su quello degli amici di Isabella!

Aggiornamento del 10.2come ha scritto Kappa, è attiva una mail ufficiale:

 amicidiisabella@yahoo.it

Inoltre, Kappa mi ha fornito anche tutta una serie di indirizzi utili, la copio anche qui:

Per maggiore praticità selezionate  il “blocco” di indirizzi mail per fare invii a più indirizzi:

 

dilloamarrazzo@regione.lazio.it
presidente@regione.lazio.it
ld.gabinetto@comune.roma.it
redazione@ilmanifesto.it
redazione@ilriformista.it
direttore.italiasera@libero.it
rubrica.lettere@repubblica.it
segreteria_roma@repubblica.it
capitale@liberazione.it
posta@liberazione.it
redazione@indipendenteinrete.it
elisabetta.subissati@puntocomonline.it
prioritaria@ilmessaggero.it
cronaca@ilmessaggero.it
presidenza@touringclub.it
architettiroma@archiworld.it
w.veltroni@comune.roma.it
lettere@metroitaly.it
lavostraemail@rai.it
cronacarm@rcs.it
cityroma@rcs.it
r.morassut@comune.roma.it
ds@regione.lazio.it
margherita@regione.lazio.it
prc@regione.lazio.it
gruppolistamarrazzo@regione.lazio.it
verdi@regione.lazio.it
sdi@regione.lazio.it
ci@regione.lazio.it
gruppoudeur@regione.lazio.it
gruppoitaliadeivalori@regione.lazio.it
an@regione.lazio.it
udc@regione.lazio.it
d.robilotta@regione.lazio.it
gruppomisto@regione.lazio.it


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Aggiornamento del 12 febbraio ore 9.30:

Nei blog di Massimo e Kappa trovate il testo della lettera da inviare; Vi informo anche che il sito degli Amici di Isabella è attivo e sarebbe bello, se volete,  lasciare una traccia dei vostri pensieri attraverso i commenti per far sentire ai familiari di Isabella il nostro calore.

Vi ringrazio di cuore e Vi auguro un buon inizio di settimana.

A presto!

Blue

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8 febbraio 2007

…e poi abbandonarsi in quell’arco di armonia che stringe gli occhi tra i fili del tempo
quell’arco di cielo dove l’anima ha il profumo delle nuvole trapunte di sole
soffiare un palpito di pace sulla cresta delle colline
nel cuore del sogno
lieve, come un battito d’ali

e laggiù,
in profondità,
nel punto più nascosto dell’anima
dove si è nudi
cogliere l’essenza
il fiore più bello, la perla lucente di terra

una finestra…aperta su un mondo nuovo
abbraccia gli occhi nel lento incedere del colore dei suoni

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7 febbraio 2007

[ Gustav Klimt – Der Sumpf ]

Grande numero

Quattro miliardi di uomini su questa terra,
ma la mia immaginazione è uguale a prima.
Se la cava male con i grandi numeri.
Continua a commuoverla la singolarità.
Svolazza nel buio come la luce d’una pila,
illumina solo i primi visi che capitano,
mentre il resto se ne va nel non visto,
nel non passato, nel non rimpianto.
Ma questo neanche Dante potrebbe impedirlo.
E figuriamoci quando non lo si è.
Anche se tutte le Muse venissero a me.

Non omnis moriar – un cruccio precoce.
Ma vivo intera? E questo può bastare?
Non è mai bastato, e tanto meno adesso.
Scelgo scartando, perché non c’è altro modo,
ma quello che scarto è più numeroso,
è più denso, più esigente che mai.
A costo di perdite indicibili – una poesiola, un sospiro.
Alla chiamata tonante rispondo con un sussurro.
Non dirò di quante cose taccio.
Un topo ai piedi della montagna materna.
La vita dura qualche segno d’artiglio sulla sabbia.

Neppure i miei sogni sono popolati come dovrebbero.
C’è più solitudine che folle e schiamazzo.
Vi capita a volte qualcuno morto da tempo.
Una singola mano scuote la maniglia.
La casa vuota si amplia di annessi dell’eco.
Dalla soglia corro giù nella valle
silenziosa, come di nessuno, già anacronistica.

Da dove venga ancora questo spazio in me –
non lo so.

Wislawa Szymborska, da Grande numero – Libri Scheiwiller

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5 febbraio 2007

polvere di seta
sulle ali di una farfalla
il sogno di una bimba
indossa i colori del cielo

goccia di desiderio
smarrito tra le pieghe del tempo
sospeso, nel cuore
di bimba stupita

una crinolina rosa
e il sogno
respira di vento

[colonna sonora Fly me to the moon – Nina Simone ]

L’invito di un’amica a scrivere parole guardando un’immagine, ascoltando una musica. Gli occhi che trovano i segni del tempo. Grazie, Beatrice. Scrivere è stato un piacere.


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