Archive for marzo, 2007

30 marzo 2007

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Polvere di luna

una goccia
un battito
un’esplosione
una carezza
un bisogno
una pioggia sottile
un fiocco di neve
un dono
un sussurro negli occhi

arriva ed è onda di piena

cerchi in un lago di luce
 lacrime pungenti d’incantevole

rimango immobile
senza respiro

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28 marzo 2007

Soffiando piano
tra germogli di luce
piccole carezze
colori dai riflessi tenui
ad abbracciare unanima
limpida e pura

Dedicata a Isabella. Non dimentichiamoci di Lei. Un grande abbraccio.

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26 marzo 2007

[ immagine ornella erminio ]

Hervé Joncour sentì qualcosa premere sulla sua testa, e piegargli il capo verso terra.
– E’ un fucile, francese. Non alzate lo sguardo, vi prego.
Hervé Joncour non capì subito. Poi sentì il fruscio di quella processione in fuga, il suono dorato di mille minuscoli campanelli che si avvicinava, a poco a poco, risaliva la strada verso di lui, passo dopo passo, e benché nei suoi occhi ci fosse soltanto quella terra scura, poteva immaginarla, la portantina, oscillare come un pendolo, e quasi vederla, risalire la via, metro dopo metro, avvicinarsi, lenta ma implacabile, portata da quel suono che diventava sempre più forte, sempre più vicino, così vicino da sfiorarlo, un dorato frastuono, proprio davanti a lui, ormai, esattamente davanti a lui – in quel momento – quella donna – davanti a lui.
Hervé Joncour alzò il capo.
Stoffe meravigliose, seta, tutt’intorno alla portantina, mille colori, arancio, bianco, ocra, argento, non una feritoia in quel nido meraviglioso, solo il fruscio di quei colori a ondeggiare nell’aria, impenetrabili, più leggeri del nulla.
Hervé Joncour non sentì un’esplosione sfasciarli la vita. Sentì quel suono allontanarsi, la canna del fucile staccarsi da lui e la voce di Hara Kei dire piano
–    Andatevene, francese. E non tornate mai più.

Seta, Alessandro Baricco

L’essenziale è invisibile agli occhi perché vive, custodito nel cuore…essenziale e invisibile, impalpabile come la seta, delicato come il silenzio che accarezza le pagine di questo libro.

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23 marzo 2007

nell’ombra del silenzio
dove l’infinito ha il colore della notte
 ho rubato alla luna
tralci di luce
per cucire nella mia anima nuda
i fili del Tuo cuore accogliente

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20 marzo 2007

Granelli di solitudine
riempiono la mia clessidra di tempo sospeso.

Gocce – calde di rugiada
cadono sulla sabbia rosata
dove i miei piedi nudi
muovono passi incerti nella terra delle parole.

In cerca di segni
da imprimere nei germogli della notte.

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Aggiornamento del 21 marzo, ore 22.10: Isabella non può curarsi.
Il 7 marzo, come prescrive l’iter burocratico, è stata inviata da parte del direttore generale della ASL 4 di Cosenza la richiesta ufficiale per l’acquisto del farmaco per Isabella al Ministero della Salute. Questo ci aveva riempito di infinita speranza, che nel frattempo si è trasformata in altrettanta amarezza, perché nostro malgrado dobbiamo constatare che ad oggi non abbiamo ancora ricevuto nessun riscontro… e Isabella attende!!!

Se qualcuno conoscesse giornalisti che possano in qualche modo intervenire sui giornali, lo scriva in una mail allindirizzo che trovate nel blog degli amici di Isabella e intanto, se potete e volete, passate a lasciare una parola. Più siamo più la nostra voce si farà sentire. Grazie!

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18 marzo 2007

Dedicato alla poesia…


[immagine  Christian Coigny ]

Il poeta

Ora che batti, da me t’allontani.
Apri in me piaghe con la tua ala.
Ma che farò io di questa mia bocca?
O del mio giorno? Della mia notte?

Io non ho amata, non ho dimora,
non ho per vivere, un luogo certo.
Ed ogni cosa a cui mi dono
diventa ricca e mi spende.

Rainer Maria Rilke

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I poeti lavorano di notte

I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.
I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere Iddio.
Ma i poeti, nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.

Alda Merini

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Lopera darte
si deve realizzare con il cuore
una sorta di storia damore tra artista e lettore
qualcosa di più
di unespressione di consapevolezza
E unalba espressa
ed espressa con tale dolcezza
e spirito di comprensione
da trovare il cuore dellaltro
e far sorgere lalba anche in lui

Gibran

(dono di Silenzio Indio)

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Concorso di Emozioni: la “Giornata Mondiale della Poesia”
per dare il via al più innovativo evento letterario del web

Sarà la Giornata Mondiale della Poesia, che ricorre mercoledì 21 marzo 2007, a tenere a battesimo la terza edizione del Concorso di Emozioni.

Prende il via, difatti, l’innovativa iniziativa letteraria, ideata e promossa dal Blog Manuale di Mari, Poesie e Storie dAmore, che coinvolge centinaia di blogger, poeti e scrittori invitandoli a condividere emozioni damore, manifestate in poesia e prosa.

Per un mese intero, la home page di Manuale di Mari, www.manualedimari.it/blog, ospiterà due poesie o racconti scelti tra più di cento opere inedite, selezionate dal Comitato Organizzatore, ed inserite nell Antologia del Concorso di Emozioni, il libro edito da Kimerik che sarà presentato il prossimo 11 maggio durante la Fiera Internazionale del Libro di Torino.

Grazie ad importanti partnership, questanno il Concorso di Emozioni si svolge sotto i riflettori di Dols.net, http://www.dols.net, il Sito delle Donne on line e di Radio Web Stereo, http://www.radiowebstereo.it, media partner delliniziativa che seguirà con i propri programmi lintero svolgimento del concorso proponendo interviste, dialoghi con gli autori, letture e commenti delle opere pubblicate.

Sarà Nicla Morletti, la madrina delledizione 2007, illustre scrittrice ed ideatrice del celebre Premio Letterario Internazionale "Il Molinello", ad inaugurare con una sua lirica il Concorso di Emozioni.

Tutti gli amanti della lettura, della scrittura, della poesia e delle emozioni damore sono invitati a partecipare attivamente, leggendo e commentando le opere degli autori.

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16 marzo 2007

Chiudere gli occhi un istante…nel silenzio dei suoni…tracciare i “miei” suoni, sulla tavolozza dell’anima…segni del tempo che scorre nelle vene…e il sentire fluisce…incessante…
una marea oceanica che si muove nello spazio di un respiro… infinito, nell’immenso lago della vita…tentare di catturare l’onda, l’orma, l’odore, un solco, un bagliore…e fermare quell’attimo negli occhi attraverso un colore, una musica, una linea che ne racchiuda tutte le sfumature, per ritrovarlo quando nell’anima si affaccia la malinconia…
scoprire un giardino dove i fiori sono giochi d’emozione e sorrisi, dove il rifugio è la seta del filo che accarezza la gioia e l’armonia, dentro mani intrecciate…dove le ombre sembrano meno scure…

[on air Casta Diva – Maria Callas ]

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14 marzo 2007

Bambinerie in tinta chiara

Ieri, in campagna, ero rimasta sola,
in un prato, a snidare violette.
Il cielo si era chiuso indifferente
in un suo pastranello grigio chiaro,
spolverato da sbuffi freddolini:
ma la terra, in compenso, mi alitava
sulle mani il suo fiato umido e caldo
e a districare piano i ciuffi d’erba
mi sembrava d’insinuar le dita
fra i capelli d’una persona viva.
Pensavo intensamente al mio fratello
e una lenta tristezza m’invadeva,
diffusa come uno stupore bianco.
Mi dicevo che forse nella vita
non potrò dargli mai neppure un fiore:
un fiore ch’io abbia colto in questi prati
dove, bambina, camminavo scalza
per un’ebbra ed inconscia frenesia
di contatti selvaggi con la terra.
Ieri, s’egli mi fosse stato accanto,
non gli avrei regalato delle viole:
odoravano troppo sottilmente
e, a toccarle, sembravano aggricciarsi
già col presentimento d’avvizzire.
Avrei preso due o tre margheritine,
i più dimessi fiori, i più sereni,
che si lasciano coglier senza brividi,
che non odoran tanto son puri.
Con pure offerte,
gettata tutta la mia vita inquieta
in uno stordimento blando e chiaro,
che mi riconduceva lievemente
la mia rinata fanciullezza intatta.

Antonia Pozzi

[ foto: gallery.photo.net ]

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12 marzo 2007

Carezze. Piccoli gesti d’affetto. Gesti lenti nel cerchio dell’appartenenza. Fiori di un giardino nascosto ad occhi che non sanno sentire e toccare il velluto della leggerezza di un sorriso che è dono. Aprire le mani, stringerne il calore cucendolo nell’orlo delle pieghe dell’anima, in quello spazio tra cielo e mare dove l’orizzonte si veste nella luce di un raggio di sole.


L’ILLUMINATA RUGIADA

La terra tremola
di piacere
sotto un sole
di violenze gentili

Giuseppe Ungaretti

[on air   Come sei veramente – Giovanni Allevi ]


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9 marzo 2007

Essenza che si mostra senza veli.
Una donna. Nella sua più pura veste.
Una veste fatta di graffi, di ferite, di colori forti – a volte molto scuri – e tenui. Tutti insieme in un arcobaleno che gioca sul respiro del tempo. E nel tempo si libera il colore dell’anima. Il caldo abbraccio del cielo che avvolge e dona sollievo. Qualche volta lo spazio si dilata in un percorso fatto di strade tortuose. Strade tutte necessarie perché alla fine ci conducono sempre lì, nel punto più profondo e nascosto: il nostro IO.
E poi amarci. Amare. Essere amate.
Essere parte dell’Infinito e scoprirne ogni sfumatura. Sentire sulle dita le gocce della fragilità accarezzare l’anima e divenire forza….come corde di violino…sulla musica del tempo…sugli sguardi dellincanto…sul sapore della vita.

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