Archive for agosto, 2007

31 agosto 2007

L’amore degli angeli è spazio.
Lo spazio cosmico è come presenza
di angeli amanti, colmo
del dono stellato.

Noi nelle notti di lotta,
noi cadiamo di intimità in intimità
e dove l’amata disgela
siamo terra che precipita.

Ma anche qui, dove noi ci troviamo,
sono spazi degli angeli.
Senti: in sacri rapidi passi
si assalgono beati.

Rainer Maria Rilke

[immagine W. Bouguereau – Il primo bacio]

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29 agosto 2007

dita quiete disegnano
sulle labbra il bisogno di sussurri
nascosti negli sguardi del buio

sottovoce

una ciocca di pensieri
ricade morbida
sugli occhi del domani

[immagine D. Agar]

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27 agosto 2007

…e sei lì, sulla punta delle dita, a distendere i tuoi larghi respiri nell’attimo che rimbalza sull’intensità del suono. Non ti muovi e nella penombra il tuo esserci si colma di quella particolare luce ambrata che inonda il cielo quando, al tramonto, l’ultima luce del giorno cede il passo alla notte imminente. Ogni sfumatura affonda le mani nell’arco di una collana di pensieri: baci di rugiada cui attingere per saziarsi, come l’acqua quando si spande sulle zolle di terra assetata. Scrivo, negli sguardi di un’attesa affacciata su una nuvola e misuro le distanze del tempo che ci vive, muovendo i miei passi tra le note di un pianoforte mentre gli occhi restano ancorati nell’abbraccio di un’impronta calda, di colori e suoni…


[immagine M. Jo]

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23 agosto 2007

il tempo del sentire
lo spazio nel dire
la cura dei giorni narrata nella premura di gesti lenti
e
di Noi i silenzi

 nell’armonia che abita il cuore

[immagine U. Weber]

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21 agosto 2007

[ HCB – LIle de la cité ]

Il tempo corre e fluisce e solo la nostra morte riesce ad afferrarlo. La fotografia è una mannaia che coglie nell’eternità l’istante che l’ha abbagliata.

Henri Cartier-Bresson

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[ Robert Doisneau – Jacques Prévert ]

Jacques Prévert mi conosceva bene e un giorno mi disse: “E’ sempre all’imperfetto dell’obiettivo che coniughi il verbo fotografare”. Un’immagine, un odore, una musica in tre tempi mi bastano perché riaffiori in me un ricordo personale.

Robert Doisneau

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Una foto è come una poesia: le parole sono gli sguardi impressi nell’anima delle immagini…

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19 agosto 2007

Taccio –  
e s’adombra il sorriso
se di te non sento
l’odore buono
dello stelo di rugiada
fondersi negli occhi.

 Come quando, io – bambina
 chiusa – nel riparo del cuore
 nascondevo il rumore di suoni
che di me erano gocce di pioggia.

[immagine V. Tron]

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16 agosto 2007

Pagine di un dire, nascosto tra un bicchiere di vino e un caffè.
Pagine…come in un puzzle da comporre nell’attesa di un sorriso, nascosto dentro il bisogno di un gesto lento.
Cercando una tessera, un colore, ci si perde in un particolare dai contorni frastagliati…divagando, tra luci libere e ombre profonde.
Giochiamo, sulla curva del sogno, per trovare la vera forma del nostro essere e ci ritroviamo a stringere tra le dita il nostro quadro, fatto di saggezza e cuore…pane da intingere nel naturale gusto bambino dell’esistere. Magia di un battito d’ali nello sguardo.

[immagine S. Face]

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13 agosto 2007

Un sapore speziato che cola sulla pelle.
Una fragranza che accende negli occhi antichi bagliori.
Un’immagine dai contorni sfuocati, sbiancati dai giorni.
Un cesto di parole, cucite dal filo di memorie lontane.

Il fluire dei giorni s’imprime in segni indelebili, nello sguardo filigranato dal tempo.

Appunti di Vita, stretti tra le mani.

[immagine M. Jansoon]

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11 agosto 2007

Stelle cadenti

Quante! così da pensare
che il vento,
l’immenso
fanciullo supino,
le scagli per gioco oltre il ciglio
della sua culla affondata
di là dai monti,
nelle invisibili valli –

quante! così da pensare
a un improvviso migrare
di luminose rondini, in fuga
davanti al volo
lentissimo della luna –

prodigiose stelle – zampilli
di aeree fontane –
piume scosse da un’ala
di fiamma – sui mondi –

fiori di mandorlo colti
negli orti
infiniti – che la notte disfoglia –

gioia effusa alla soglia
degli alti spazi – per celesti
sponsali –

ombre di faci ed echi
di canti astrali
sulla pena
degli uomini –

Antonia Pozzi

[…in queste notti di stelle cadenti, guardando il cielo, si potrebbe desiderare di sentire la carezza dell’infinito sciogliersi nell’anima…]

(on air: Notturno numero 3 – Chopin)

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10 agosto 2007


Leggo dallamica Ars :


Quando scrivere diventa un atto damore…
Ecco, un padre ha fatto del suo scrivere un atto damore verso lumanità per quellamore che porta a suo figlio. Che ora vive in unaltra dimensione.
Vi invito a fare una visita
qui

Una storia toccante che Vorrei farvi conoscere e magari poter aiutare Franco a realizzare il suo progetto.


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