Archive for dicembre, 2007

31 dicembre 2007

Per quanto sta in te

E se non puoi la vita che desideri
Cerca almeno questo
Per quanto sta in te: non sciuparla
Nel troppo commercio con la gente
Con troppe parole e in un viavai frenetico.

Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.

Constantinos Kavafis

_______

Una poesia che amo molto. Una poesia dal significato profondamente intenso. E fermarsi,  un momento, a riflettere sull’ accoglienza dei valori che sono, del Vivere, la nostra essenza.
Buon Anno…di pace ed armonia a Tutti Voi.

<!–

–>

Annunci

29 dicembre 2007

silenzioso cielo d’inverno
ti raggomitoli tra braci ardenti d’attesa

nel buio accendi la chiarità di uno sguardo

intima voce di poesia
a colmare lo spazio della solitudine

[Blue]


(immagine S. Butterworth)

<!–

–>

27 dicembre 2007

L’armonia delle parole.

Yakamoz è una parola turca dal suono apparentemente privo di morbidezza. Dico apparentemente perché è stata eletta la parola più bella del mondo. Il segreto è da ricercare nel suo significato: “Riflesso di luna sull’acqua”. Potevo non essere catturata da una notizia così insolita, io che adoro la luna e che passo ore a contemplarne il lucore? La notizia è di oggi, l’ho trovata su Repubblica ed ho letto avidamente ogni riga,  presa da grande curiosità. Così scopro che una rivista tedesca ha organizzato una gara tra parole provenienti da tutto il mondo ed alla fine una giuria ha scelto, appunto, yakamoz. Si sono classificate anche saudade, parola brasiliana che significa “nostalgia”; oppholdsvaer, parola norvegese che significa “la luce del giorno dopo la pioggia” (a me pare invece uno scioglilingua); hu lu parola cinese che significa “sospirare”. L’Italia si è classificata al diciassettesimo posto con la parola “iella”. Non sono superstiziosa ma certo è un caso che mi ha fatto un po’ sorridere.
Per tornare alla parola vincente. Il criterio di scelta doveva tener conto della musicalità e del significato. Ripetendola ad alta voce di musicalità ne ho sentita poca, anche provando a modulare la voce (meno male che in casa non c’era nessuno) il suono restava sempre troppo duro, quasi un colpo di scure. Impossibile per me associarlo al significato poetico. Bartezzaghi, nel commentare il motivo di tale vittoria, afferma che: […] ”Il problema è la confusione tra parola e concetto. Si può amare una parola, ad esempio tovagliolo, senza provare particolare propensione per il concetto o addirittura per l’oggetto designato: semplicemente si ammira una sequenza di suoni o di lettere, una combinazione di morfemi. Al momento buono (dovendo votare) ce ne dimenticheremo e voteremo la parola che significa “riflesso di luna sull’acqua” perché ci piace che in almeno una lingua questo concetto abbia un nome tutto suo. […] parole come spleen, esprit, movida e yakamoz, appunto, sono amate perché ritagliano in un solo “gesto” linguistico una porzione di mondo, sintetizzando in un concentrato di sapienza semantica un’impressione che altrimenti resterebbe ineffabile…[…].

Riflettendoci…io continuerò ad amare i “riflessi di luna sull’acqua” per l’essenza poetica che sanno narrare allo sguardo, senza pensare alla parola yakamoz!


[immagine la donna del mare]


<!–

–>

26 dicembre 2007

Catena pensante…

Beatrice ha segnalato il mio diario al blogger thinking award…cioè sarei, secondo lei, uno tra quei blog che stimolano pensieri! Presa da molti dubbi sul fatto che io possa far pensare, ora dovrei a mia volta nominare…
Le regole da seguire sono molto semplici ma nello stesso tempo creano disagio per la difficoltà della scelta.

Le regole sono queste:

1. Partecipare solo se si è stati nominati.

2. Lasciare un link al post originario inglese

3. Quindi inserire nel post il logo del Thinking blog award.   

4. Indicare i 5 blog che hanno la capacità di farti pensare.

Per la verità ognuno dei diari che leggo è fonte di grande riflessione e mi piace soffermarmi ad ascoltare il dire nascosto tra le righe; in alcuni sono una presenza silente chè l’armonia delle parole non sempre ha bisogno di pensieri, resta dentro il respiro di un battito.

Come scegliere dunque?
Esclusi quelli che avrei voluto ma già nominati, ho deciso di far scegliere al caso, ed ho sorteggiato.  Sì…un sorteggio con gli occhi bendati.

Ecco qui i nominati:

Alessandro 62,  con le sue lettere a nessuno lascia sulle labbra del tempo pensieri nascosti nella memoria.

Klimt, un curioso del mare e delle mille e più  sfumature del blu. Leggere le sue pagine è come aprire il cuore bambino che ognuno di noi custodisce dentro sé. Uno sguardo pieno di stupore e incanto.

Mel, un’impronta sul vivere dai sapori speziati e densi e poi è il prof. ideale d’italiano, quello che avrei voluto avere per me e le mie figlie.

Monica perché mi piace perdermi nel suo catino di pensieri…un catino in cui sa cucire l’Amore nella cura e nella premura dei giorni.

Nair, la Signora in Rosso che ti porta ad un passo dai sogni…


<!–

–>

23 dicembre 2007


Lettera 1951

Natale non è che quest’immenso
silenzio che dilaga per le strade,
dove platani ciechi
ridono con la neve,

altro non è che fondere a distanza
le nostre solitudini,
sopra i molli sargassi
stendere nella notte un ponte d’oro.

Sono qui, col tuo dono che m’illumina
di dieci stelle-lune,
trasognata guidandomi per mano
dove vibra un riverbero
di fuochi e lanterne (verde e viola),
di girandole e insegne di caffè.

Van Gogh, Parigi azzurra…

                                 Un pino a destra
per appendervi quattro nostalgie
e la mia fede in te, bianca cometa
in cima.

Maria Luisa Spaziani

Auguro a Tutti Voi, cari viandanti, di trascorrere giorni lievi e sereni.

Blue

 [immagine H. Singh]

<!–

–>

21 dicembre 2007

Delicato graffito di rugiada

                                                    appeso nell’intrico di rami
   
disteso sulla nuda terra.

Hai cura del mio  sguardo
stretto in una corolla di pensieri bianchi
intessuti nel germoglio del giorno che s’apre.

E il cuore s’infiamma di piacere…

[Blue]

(immagine J. Pillon)

<!–

–>

18 dicembre 2007

…e mi soffermo ad ascoltare il senso di suoni che fanno della vita, il colore del profondo esistere. Mi soffermo… indugio…ne saggio la consistenza, l’intensità e il ritmo, l’altezza e il timbro, la forza e il vigore…percorro sentieri, nascosti tra le righe di  fogli ingialliti, scritti nella premura di un’ancora di silenzio… di fogli sovrapposti su sguardi infiniti,  lontani,  perduti negli orli del tempo…di fogli ritrovati nella memoria taciuta tra i respiri del vento… di fogli cuciti nell’anima, strappati alla voce della solitudine…malinconici chiaroscuri da amare.

… e lo sguardo è  immobile, in quellOltre da contenere in un respiro lento…

[Blue]

*on air "Come sei veramente", Giovanni Allevi – immagine U. Abresch

<!–

–>

16 dicembre 2007

sulle labbra  lucore bianco
di semi di luna
a proteggere sapori nascosti
in lacrime
stese ad asciugare sullo sguardo del silenzio

[Blue]

(immagine Yiannis G.)

<!–

–>

13 dicembre 2007

pensieri arruffati
tutti in fila – da  cardare
come piccoli bioccoli di lana

morbide onde di calore

[Blue]

(immagine T. Leffler)

<!–

–>

10 dicembre 2007

Giorni fa, a scuola, mi sono trovata a dover gestire una situazione che aveva un che di grottesco. Minacce ed insulti di un padre arrogante, alle prese con un figlio il cui comportamento è fuori controllo. E la colpa è sempre delle insegnanti. Confesso di aver avuto anche paura che la situazione degenerasse (come quando si legge sul giornale “genitore prende a pugni insegnante”) e mi sembrava di essere finita in un incubo. Non credevo possibile stesse succedendo a me. Una forte irritazione è salita dalla mia pancia e si è trasformata in una serie di pensieri poco professionali all’indirizzo del signore (??) in questione. Tutto ciò mi sta procurando, da quel giorno, una leggera inquietudine. Il mio ruolo di educatore prevede di mantenere la calma e di trovare il dialogo costruttivo, nonché una mediazione al conflitto in corso, non di scendere allo stesso livello dell’aggressore. Sono andata contro tutti i miei principi. La relazione educativa con i bambini, per essere significativa ed avere un senso nel tempo, deve coinvolgere la famiglia e chi mi conosce sa che credo fermamente in questo principio e più volte ne ho parlato tra queste pagine. Sarebbe stato più civile un confronto basato sullo scambio reciproco ed invece pare che ormai sia uso comune attaccare ed aggredire sul piano dell’offesa personale e delle scelte di metodo, quest’ultima prerogativa dell’insegnante. In questo modo diviene difficile trovare la mediazione e tacere mi è stato pressoché impossibile. Non riesco più a tollerare la prepotenza. Non mi riconosco più in questa scuola.  Devo cominciare a pensare di cercare un altro lavoro?
Urge terapia psichiatrica di sostegno.

[Blue]

<!–

–>