Archive for maggio, 2008

28 maggio 2008

Odore di pane.

Nudo –  nel profilo del mattino
interrompe la malinconia dei passi

s’insinua tra i capelli
separando ciocche  di parole
germogliate nel silenzio

raccolte nell’incavo delle tue mani

[Blue]


(immagine M. Kocjancic)

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25 maggio 2008

Gocce di pioggia.
Ora minute. Ora sferzanti.
Si muovono, ansimanti, in attesa di un rifugio.
Si fondono, insieme a brividi sinuosi, vivi in una distanza.
Gli occhi si riempiono di immagini, di mani, di suoni, di fiducia.
Di cielo dove posare lo sguardo che accoglie: liquido sapore di un attimo.

DImmenso.

[immagine D. Chabanov]

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23 maggio 2008

Funerale senza tristezza

Questo non è esser morti,
questo è tornare
al paese, alla culla:
chiaro è il giorno
come il sorriso di una madre
che aspettava.
Campi brinati, alberi d’argento, crisantemi
biondi: le bimbe
vestite di bianco,
col velo color della brina,
la voce colore dell’acqua
ancora viva
fra terrose prode.
Le fiammelle dei ceri, naufragate
Nello splendore del mattino,
dicono quel che sia
questo vanire
delle terrene cose
 – dolce -,
questo tornare degli umani,
per aerei ponti
di cielo,
per candide creste di monti
sognati,
all’altra riva, ai prati
del sole.

Antonia Pozzi

Una preghiera molto laica la mia, amatissimo zio Pepi.
Qui posso farlo. Lì non potevo, te l’immagini cosa sarebbe successo…sono sicura che oggi non avresti tanto apprezzato quello che è stato detto, ma tant’è tu non potevi decidere…adesso potrai correre tra i tuoi monti, non ci sono più impedimenti e voglio ricordarti così…uno spirito libero, sorridente….


[immagine  di Misti]


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19 maggio 2008

Mondo di ciò che è promesso,
acqua.
Nell’acqua tutto è possibile.

Appoggiato alla ringhiera,
il mondo che resta dietro
nell’acqua mi si fa chiaro,
e lo cerco,
dentro l’acqua, coi miei occhi,
e con l’anima, sull’acqua.
Il monte, corpo di rosa
nuda, indurita dai secoli,
mi si addolcisce nel verde
liquido, rompe catene,
e fugge, lasciando dietro il suo scheletro,
essa fluente, nell’acqua.
I tronchi dritti dell’albero
affidano
la loro linea, già stanca,
alle curve tentazioni
dei riflessi sulle onde.
E d’acqua nascono ai rami,
– bagliori di sole e schiuma –
Ii gennaio, delle foglie.
Perché l’anima del fiume
non ha inverni:
gli fioriscono dal fondo,
sulla sponda, ogni mattina,
dolci primavere morbide.
I vasti fondi del tempo,
delle distanze, si levigano
scordandosi il loro dramma:
separare.
Tutto si unisce e si appiana.
Il cielo più alto vive
confondendosi con l’erba
e con l’amore di Dio.
E chi ha un amore lontano,
vede nell’acqua, che ha un passo,
forme, voce, favolose
presenze di quel che ama.
Gli ordinamenti terrestri
smussano nelle onde i lfilo,
scordano che ci comandano;
possiamo, liberi, amare
quello che amiamo sull’acqua.
Oscillano gli impossibili,
tremanti come le canne
della sponda, ed alla rosa
e alla vita vengon meno
le spine che ci bucavano.
Va così dritta ed allegra
l’acqua verso il suo destino,
che al suo esempio si disarma
il terrore del futuro:
se lei arriva, arriveremo
anche noi, con lei, insieme,
al gran termine dell’ansia.
Ciò che è difficile in terra,
sulla terra,
trionfa nell’acqua esultando.
E mentre ancora si negano
– incostante, della terra –
baci, ed aurore, mattini,
proprio qui sul suolo fermo,
il fiume sicuro canta
gli impossibili possibili,
di onda in onda, le promesse
delle gioie liberate.

La terra nega ogni cosa,
tutto però mi si offre
da dentro l’acqua, sull’acqua.

Pedro Salinas

[immagine A. Syvanen]

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15 maggio 2008

trabocca – dall’argine del maturo esistere

 la piena

                                        del lento cercare

[Blue]

(immagine L. Marino)

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14 maggio 2008

Molto ancora, è probabile, vuole
Esser cantato dalla mia voce:
Strepita ciò che non ha parola,
O affila nel buio la pietra sotterranea,
O s’apre un varco nel fumo.
Non sono chiari i miei conti
Col vento e l’acqua e la fiamma…
Per questo forse i miei assopimenti
Mi spalancano d’improvviso tali porte
E alla stella del mattino mi conducono.

Anna Achmatova

[immagine Wendener huette – photo.net]

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11 maggio 2008

scolpita
sul muro delle ore buie
la mia parola brucia
nel silenzio della polvere
scavando filari di gesti inutili  

[Blue]


(immagine M. Wanli)

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7 maggio 2008

è toccando i miei occhi
che scoprirai il sapore di mani  aperte
nell’arco nascosto che cinge
la dimora delle ore mute

[Blue]

(immagine G. Romano)

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5 maggio 2008

Pensieri. Piccoli cirri o martelli neri che battono sull’incudine del tempo.
Arrivano da dove non so…quando meno te laspetti…
Salgono, prepotenti nel loro farsi sentire, sulle scale dellanima, seminando polvere e frammenti di cielo…silenziosi o rumorosi…appaiono in una danza che scompone il giorno in giochi di colore…cerco di assecondarli…di ascoltare i suoni di cui sono fatti…materia impalpabile di un vissuto che sembra non mio…eppure…eppure…io so che mi appartengono…è il loro essere che mi inquieta perchè fatico a trovarne lorigine…
…la notte, soprattutto…mi sveglio allimprovviso ed ecco che i pensieri sono lì a raccontarmi qualcosa che dovrei comprendere ed invece non sempre E…a volte diventano poesia, altre rimangono muti in cerca di un perché, altre ancora scompaiono prima di aver avuto il tempo di esserne cosciente…fili invisibili di un abito da indossare tra una corsa e una sosta, sui sentieri del cercare…

[immagine E. Lewandowski]

…perchio, che nella notte abito solo,
anchio, di notte, strusciando un cerino
sul muro, accendo cauto una candela
bianca nella mia mente – apro una vela
timida nella tenebra, e il pennino
strusciando che mi scricchiola, anchio scrivo
e riscrivo in silenzio e a lungo… il pianto
che mi bagna la mente…

Giorgio Caproni

dono di Yllo

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1 maggio 2008

mescolo lettere di un alfabeto nuovo
a formare segni d’interpunzione
tra un linguaggio ed un’immagine
sillabe che esplorano significati
tra lunghe pause e logorroiche libagioni
segni nascosti di un narrare
che si compone sulle pagine del Nulla

[Blue]

(immagine P. Dalprato)

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