Archive for ottobre, 2008

31 ottobre 2008

Pioggia…
Sull’incendio dei colori
che fanno dell’autunno
spogli quadri
d’umbratili memorie.

[Blue]

( immagine Misti )

<!–

–>

Annunci

29 ottobre 2008

Questo blog aderice allo sciopero nazionale della Scuola, previsto per domani.
Il decreto è stato approvato: inutile dire lamarezza e la delusione, in fondo speravo nel buon senso.
Non commento (ho già scritto qualche post sotto cosa penso); vorrei dire ai politici che si riempiono la bocca di parole e pensano che lessere arroganti aiuti, di andare a studiare il funzionamento della scuola primaria, ma di studiare a fondo.
Maestro unico NON è la stessa cosa di maestro prelavente, così si confondono ancora di più le idee a chi della scuola sa poco o nulla.
Quanto a me vedremo cosa ci riserverà il fututo…

[Grazie a Perlasmarrita e Bardaneri per il bannerino]

<!–

–>

27 ottobre 2008

In questo mio non dire, dove sono gli occhi a mostrare.
Semplifico ogni gesto e ritraggo le mani.
Per non dover toccare l’urgenza di vivere che sento graffiarmi il cuore.

[ immagine Justyna Z.]

<!–

–>

26 ottobre 2008

Ciotola di cenere. Nel vuoto
     che separa la cinghia senza vela dei traghetti
nel solco che spacca la bandiera e regge
lasta del sale
     senza-fiume tu conti anelli
stringi catene di banchina.

A te rendo la fronte
fanne uno specchio
carta che fascia i musri
con gli annunci di morti
vento che tiene i vecchi stretti alle ringhiere.

Due ombre cadono
tra le fosse dei pini
avvolte nel tepore.
      Tu lasciami linverno
      e un osso a frusta nel corpo
      per accogliere in piedi ciò che trema.

Antonella Anedda, da Residenze invernali – Crocetti Editore

[ immagine Misti ]

<!–

–>

23 ottobre 2008

sulle mie ciglia nere
un arco di nebbia
descrive
la vertigine bianca
di uno spazio sfuggente

[Blue]

immagine Arsomnia

<!–

–>

21 ottobre 2008


[Maestro unico? No, grazie.]

Tra pochi giorni, se non ci saranno ripensamenti – cosa improbabile – il decreto sulla scuola diventerà legge e dal prossimo anno scolastico (ri)avremo nella scuola primaria, il tanto decantato – dal Ministro in primis – maestro unico. Su questo argomento ci sono molte imprecisioni e soprattutto molta disinformazione da parte dei mezzi di comunicazione. Ed è questa una grande mancanza di serietà, a mio modo di vedere, verso chi della scuola fruisce il servizio. Ora, siccome sono coinvolta in prima persona, visto che nella scuola ci lavoro da trent’anni, vorrei usare queste pagine per un piccolo sfogo personale e tentare di chiarire alcune cosucce…spero di riuscire a farlo nonostante sia molto, molto arrabbiata con chi vuole far passare una riforma (?) che in realtà è solo una manovra per risparmiare denaro, una manovra fatta sulla pelle dei bambini!
Parto dall’impossibilità di mantenere lo stato dell’attuale organizzazione scolastica,  con la presenza di un solo insegnante. Mi spiego. Si dice che il tempo pieno non verrà “toccato” ma anzi potenziato laddove ce ne fosse bisogno e che le famiglie non devono preoccuparsi, ma che potranno addirittura scegliere quante ore lasciare a scuola il proprio figlio. Io invece comincerei a preoccuparmi. Vorrei precisare che le scuole che hanno l’organico degli insegnanti a tempo pieno sono in Italia una minoranza, di contro le classi a tempo prolungato sono una realtà molto più numerosa. Il Ministro spesso ha confuso le due tipologie di organizzazione.
Cosa significa tempo pieno e cosa significa tempo prolungato.
Le classi a tempo pieno della scuola primaria:
·    tempo scuola: 40 ore settimanale (compresa la mensa)
·    2 insegnanti per ogni sezione (più l’insegnante di inglese e religione)
Le classi a tempo prolungato della scuola primaria:
·    tempo scuola: 37 ore settimanali (compresa la mensa)
·    3 insegnanti su due sezioni (più l’insegnante di inglese e di religione).
L’orario settimanale di un insegnante, allo stato attuale,  è di 22 ore di lezione frontale più 2 ore di programmazione collegiale.
Ora facendo due conti: il maestro unico a tempo pieno dovrebbe lavorare quaranta ore settimanali, compreso il tempo mensa e la programmazione. A noi sembra qualcosa di inverosimile!
Il Ministro in più occasioni ha confuso maestro unico con prevalente, tempo pieno con doposcuola, compresenza con contemporaneità, insegnanti di modulo con insegnanti  di classe: tutte cose che sono il nucleo fondante della scuola primaria, non sottigliezze. Ho la certezza che lei non abbia ancora compreso che l’insegnamento della lingua straniera, della religione, dei progetti per l’integrazione degli alunni stranieri (ma ora sappiamo dove li vogliono mettere…),  contrastano con la presenza di un maestro unico.
La sorveglianza alla mensa è garantita dalla presenza degli insegnanti e assorbe le ore di contemporaneità (es: il rapporto maestro/alunno è 1 a 25, facendo una media di 130 alunni al giorno, occorrono 5 insegnanti per due ore), possibili ora appunto con l’organizzazione tempo pieno o tempo prolungato.
Tutto ciò come potrà essere garantito alle famiglie che hanno entrambi i genitori che lavorano? Saranno i Comuni a dover prendere in carico tale organizzazione? Con quali fondi? Sappiamo già che questo sarà impossibile.
Ho ascoltato spesso dichiarazioni nostalgiche a sostegno del maestro unico come “figura materna positiva, di riferimento importante per lo sviluppo armonico dei bambini”; ebbene a queste voci, anche sbalorditive perché vengono da persone autorevoli nel mondo della scuola, vorrei dire che non sempre il maestro unico ha lasciato dei segni positivi ma che soprattutto viviamo una realtà completamente differente da quella in cui il maestro unico aveva la sua ragion d’essere. Il maestro non sostituisce la figura materna, non è questo il suo ruolo educativo.  Soprattutto vorrei dire che in vent’anni di organizzazione modulare abbiamo saputo dare una connotazione positiva alla scuola primaria che si colloca al quinto posto in Europa. Vogliamo cancellare con un colpo di spugna qualcosa che funziona e funziona bene?
Ho sentito proprio stamattina il Ministro del Lavoro affermare che l’attuale organizzazione scolastica è nata per salvare posti di lavoro, quando il calo delle nascite creò carenza di cattedre. Ebbene non nego che possa essere così, ma vorrei dire al Ministro che in questi anni gli insegnanti di scuola primaria hanno lavorato e lavorano sodo per dare il meglio agli alunni che quotidianamente incontrano. Questa organizzazione ha dato la possibilità agli insegnanti di specializzarsi nelle discipline loro assegnate e soprattutto la collegialità garantisce una valutazione oggettiva delle dinamiche didattico-relazionali della classe e di ogni singolo alunno.
Vorrei anche sottolineare alcuni punti nodali che sfuggono forse al Ministro Gelmini e a tutti quanti sostengono l’avvento del maestro unico.
All’epoca in cui operava il maestro unico, si assisteva a questo stato di situazioni parallele:
·    costituzione di classi differenziali (detto brutalmente, le classi degli asini)
·    i bambini diversamente abili frequentavano le scuole speciali
·    nelle classi non c’era la presenza di alunni stranieri che non parlavano italiano
·    i bambini che non imparavano venivano semplicemente bocciati.
Ve lo ricordate? Vi ricordate come si sentivano i bambini delle classi differenziali? Io sì, ricordo ancora alcuni compagni bocciati e bollati come asini a vita. Ricordo anche che la mia maestra non faceva nulla per aiutarli.
Dobbiamo ritornare a questo? O la scuola deve essere di Tutti e non solo di chi impara. O forse vogliamo solo la scuola dell’eccellenza? Temo fortemente che con classi di oltre  venticinque alunni (il tetto massimo è ventinove, ma temo possa essere innalzato) sarà difficile garantire la qualità che tanto si va proponendo come modello, tenendo conto che i bambini, oggi, non sono i bambini che noi eravamo…

Vorrei anche spendere due parole sulla mozione dell’onorevole Cota, quella che riguarda classi separate per gli alunni stranieri che  non conoscono l’italiano. Ieri sera, durante la trasmissione “L’infedele” di Gad Lerner, l’ho sentito affermare che non si tratta di un atto di razzismo.
Ebbene vorrei tanto dire all’onorevole che la sua mozione lo è, è un atto di separazione forte.
Nella scuola primaria ci occupiamo da anni di integrazione e i risultati che si raggiungono sono davvero notevoli. Primo: è pedagogicamente assodato che i bambini imparano molto più in fretta stando con i bambini. Secondo: nelle scuole italiane ci sono commissioni che si occupano solo di questo; commissioni che hanno predisposto protocolli di accoglienza precisi per ogni necessità. Terzo: gli insegnanti che lavorano nella scuola primaria si rendono disponibili ad attuare progetti specifici di prima alfabetizzazione della lingua italiana e lo fanno con ore di lavoro aggiuntivo pagate con il fondo d’istituto, lo fanno con serietà professionale e competenza e che tali progetti hanno sempre una validità positiva. Questo però l’onorevole forse non lo sa perché non ha mai visto protocolli e ancor meno ha chiesto a chi questo lavoro lo fa quotidianamente.
Concludo con una piccola provocazione, che mi costa moltissimo dato che a questo tema sono legata in modo particolare, e lo faccio perché già ne ho sentore, visto il clima che stiamo vivendo:  di questo passo, tra un po’, nella scuola pubblica non ci sarà più posto nemmeno per gli alunni diversamente abili.

(immagine dal web)

<!–

–>

18 ottobre 2008

Luci bianche e camici verdi.
Sottofondo che sembra Mozart, ma non ne sono sicura – il valium entrato in circolo ha fatto il suo effetto ed i sensi sono rallentatissimi – , una musica rilassante in un luogo che ho sempre associato alla paura.
Aspetto il mio turno e guardo il mondo da una posizione anomala, stesa ed immobile su un letto dospedale la prospettiva cambia radicalmente.
Penso al cielo di stamattina ancora buio quando sono entrata qui e poi grigio, in un attimo rubato alla finestra tra una visita e un prelievo.  Il mio amato cielo.
Un giorno apparentemente uguale agli altri…eppure così diverso nella sostanza.
Cerco nelle mie pieghe la colonna sonora che amo per rubare un briciolo di normalità tra i lampi di paura che piano stringono l’anima, è il senso di impotenza che non so controllare, che sento salire dal basso…
..ma c’è il blu, in tutte le sue sfumature, che mi circonda: blu le porte, azzurre le pareti e le tende, indaco le coperte e mi sembra quasi impossibile…e non è l’effetto del valium è proprio tutto blu…chi ha pensato al colore, qui dentro, non poteva pensarne uno migliore e abbozzo un sorriso che rimane appeso tra me  e il soffitto…
I minuti scorrono lenti, non ho idea di quanto tempo sia passato da quando mi hanno portata quaggiù…ho chiesto e la risposta mi ha spiazzata, così poco per un tempo che a me è sembrato infinitamente lungo, persa dentro tanti pensieri…
…tanti e si rincorrono tra loro come biglie colorate sulla sabbia…e l’onda buona che si frange nello sguardo mi riporta alla mente il suono di una voce amata, così lontana ma talmente vicina da sentirla sulla pelle…
…un’altra voce, sconosciuta stavolta, mi richiama alla realtà…è il mio turno…
La grande porta blu che avevo davanti si spalanca e mi ritrovo in uno spazio che sembra quasi accogliente, ma l’odore di disinfettante è forte e freddo, così come gli strumenti che vedo intorno…vorrei tanto scappare ma non posso…ancora il senso di impotenza che ritorna.
Mi dico che presto finirà e tornerò alla mia normalità…intanto intorno a me visi sconosciuti, ma sorridenti e premurosi mi preparano per  l’intervento.
“Scusi signora se le passo davanti con il braccio,  ma devo darle questo in vena”
“Cosa è che mi ha dato, dottore, non mi sento per niente bene”.
“Eh, sapesse signora…pensi che qui al parco, per questo sballo, pagano e lei oggi lo può provare gratis”.
…sorrido…ed è l’ultima cosa che ricordo prima di cadere dentro il sonno inconsapevole.

[16 ottobre]

<!–

–>

12 ottobre 2008

e non è solo leggere tra le righe.

È qualcosa di più. Un po’ come guardare se stessi dentro le pagine della memoria.
Quelle pagine che sono dell’anima la corteccia del tempo.
Accade spesso – forse più di quanto vorrei – che io incontri queste righe e mi ci perda dentro, così per caso (ma poi non tanto per caso)…forse sono lì perché  devo proprio sentirne lodore…

…allora mi soffermo più del dovuto, indugiando sulle note, su quell’odore che lo sguardo ha percepito…
…faccio piano per non sciupare l’attimo e accarezzo la pelle del cuore – a volte fa male – ma quello che sento e che vedo mi riporta alla mente la vita vissuta e tutto ciò che di bello ho dentro…e me lo tengo stretto quell’attimo, sì…

…di solito ha il colore blu…

[immagine di Misti]

<!–

–>

10 ottobre 2008

Il cuore conta i passi
della distanza.

Abito in  respiri trattenuti…

…e  tra sbafi di colore negli occhi
le mie dita tracciano il silenzio

nell’aria fredda che mi penetra il viso.

[Blue]


(immagine M. Wanli)

<!–

–>

7 ottobre 2008

naso all’insù
per non perdere nemmeno una sfumatura

e se potesse parlare
chissà quanto avrebbe da dire

di pensieri nascosti
di carezze rubate
di speranze mai venute meno
di istanti fatti apposta per essere colti
di baci nascosti tra i rami di luna

sì, naso all’insù, senza stancarmi mai

e le nuvole che “vanno e vengono”, mai uguali ma sempre lì
da rincorrere con lo sguardo, giocando a cercare la forma delle cose
per sentire arrivare da lontano, lo sfiorare bambino del cuore in tumulto

e il colore
tra odore e sapore da trattenere in orli scuciti di parole

l’azzurro intenso quando è di vento
il nero cupo quando è di pioggia
il rosso del tramonto che stringe piano le mani
il rosa che all’alba trascolora lasciando la notte dentro un bianco che profuma di buono

tavolozza speciale a far da cornice a malinconie e sogni

lui…il cielo…

…quanta semplice meraviglia nasconde nel crogiuolo delle ore che del giorno sono la polvere del tempo…

…se solo lo si  impara a guardare…

[l immagine è mia]

<!–

–>