Archive for maggio, 2009

28 maggio 2009

futur intérieur

Ti cerco così,
senza correrti incontro,
senza frugare nel tuo sguardo
la curiosità silenziosa
in cui ti riconosco.

Questa nostra vita
è una macchina rossa
che in velocità sfiora il vento
senza muovere le foglie.

Il mio per noi
è tutto un futuro interiore
fatto di piccoli sospiri,
di lontananze anagrafiche
nella stessa direzione.

Sei il pensiero distante
che sincammina lento
e che accende fra i rovi

le stelle.

Beatrice Niccolai


[ immagine Misti ]

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26 maggio 2009

…da guardare

…per riflettere e meditare…

[…ché essere  Donna non è questo…ma presenza consapevole….Traccia di Vita nella Terra… Madre che accoglie…]

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24 maggio 2009

[Delle limitazioni e altro.]

Dedicando tempo alla lettura arretrata dei giornali (succede sempre più spesso la domenica mattina) – Repubblica per dovere di precisione – , stamani mi sono fermata, a lungo, a riflettere sulle notizie di  una pagina che ieri è stata dedicata alla scuola.

Due notizie che secondo me meritano attenzione, tanta attenzione…tutta quella che non sento o sento solo marginalmente alla tv.

La prima riguarda i Dirigenti Scolastici del Lazio che hanno inviato una lettera alle famiglie, per spiegare la grave situazione finanziaria in cui versano le scuole (non ci sono più soldi per nulla…neppure per la carta igienica).    Qui per approfondire.

La seconda, ma non meno importante, riguarda quanto successo in una scuola di Milano.
Alcune insegnanti hanno protestato, affiggendo cartelli alle finestre della scuola in cui denunciavano di essere a “meno 1”.
Dove per “meno 1” sta a indicare che per l’anno scolastico prossimo dovranno fare i conti con una cattedra – leggasi un insegnante  – in meno, cancellata per effetti dei tagli previsti dal Decreto Gelmini.
Direte voi embé…siamo abituati alle proteste degli insegnanti!
Il fatto è che alcuni agenti della Digos, si sono presentati alla scuola ed hanno chiesto che venissero rimossi i suddetti cartelli perché trattasi di edificio pubblico…potevano andare bene in cortile ma non lì, sulle finestre.     Qui per approfondire.

Ritengo questa una grave limitazione della libertà di espressione. Al di là del fatto che siamo in campagna elettorale.
Credo che le maestre volessero, con questo loro gesto, sensibilizzare l’opinione pubblica che sembra non avere più un minimo di cognizione di quanto sta accadendo nel nostro Paese. Quasi vivessimo in una sorta di oasi del benessere.
L’anno che sta per chiudersi è stato per me faticosissimo e mi ha vista protagonista delle ricadute nascoste in entrambe le notizie:  i soldi mai arrivati alle scuole, hanno reso difficilissimo poter lavorare in armonia; senza supplenti e senza compresenze, ci siamo trovate a dover affrontare una vera e propria emergenza, quasi andare a lavorare in una sorta di trincea.
Nelle scuole, in ogni classe, ci sono situazioni molto difficili da gestire e quando mancano risorse umane e materiali, non si può nemmeno garantire il diritto all’istruzione…laddove per istruzione si intende poter lavorare in un clima tranquillo e sereno condizione sine qua non perchè l’apprendimento sia tale.

…anche nella mia scuola siamo a “meno 1” – finalmente l’abbiamo saputo! – ma a nessuna viene in mente di protestare e le poche che lo fanno – io tra loro – vengono viste come povere “sognatrici” in cerca di utopia.
Si stanno già facendo dei conteggi fumosissimi sulle ore eccedenti per ogni persona, per ogni team docente; ore eccedenti a cui attingere per tappare i buchi nelle classi dove mancano le ore…(per fare un esempio, potrebbe essere che io, l’anno prossimo, debba entrare in una classe per poche ore la settimana…magari per garantire il servizio mensa, a completamento del mio orario di servizio).

Stiamo subendo, passivamente, unimposizione che ci porterà a vedere lo sfascio della scuola pubblica.
E di questo le famiglie ancora non hanno la piena coscienza, ne sono certa…amaramente, a me vien da dire, che l’importante è sapere i figli siano a scuola, non importa come, dove e con chi faranno lezione.

[…ripensando alle insegnanti di Milano se fossi stata lì, forse, mi sarei rifiutata di rimuovere i cartelli…e come scrive Scalfari oggi, ascoltando certi individui ed il loro delirio viene voglia di espatriare…]

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21 maggio 2009

in quel mare
dove il buio della solitudine
si veste di attesa
nel vuoto di un tempo evanescente

[ immagine:  Nude Series VIII – Georgia OKeeffe ]

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19 maggio 2009

e quei passi
tracce di un noi possibile
nel divenire di un ancora

[immagine Marc Chagall – The window ]

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16 maggio 2009

[…] Le azioni compiute, i fatti, agiti o subiti, con l’andare degli anni si deformano, spesso alla fine non ne rimane niente ed è come se niente fosse mai accaduto.
Che differenza esiste, dunque, tra ciò che è stato e ciò che non è stato?
Nessuna, verrebbe quasi da dire, ma forse da qualche parte ne rimangono segni, impercettibili tracce.
Può essere che esili forme se ne stiano per un po’ sospese nell’atmosfera e che in certe condizioni riappaiano, seppure modificate, per poi tornare subito a svanire, componendosi e ricomponendosi come nubi.
Il destino delle parole è ancora più evanescente; la parola è, per natura, ‘alata’.
Tutto ciò che viene detto è solo fumo, lo sanno bene anche gli autori dei dialoghi delle soap-opera televisive, che spesso fanno affermare o negare la stessa frase allo stesso personaggio per renderlo reale, dato che è così che avviene, e in fondo la coerenza, a ben guardare, non è nemmeno una delle massime virtù.[…]

[…] Del resto, nessuno di noi ha una vera casa. A brandelli ci aggiriamo per le vie, dolenti e però in apparenza incolumi.
Dove andrà a finire tutto il dolore?
Forse naufraga al largo delle isole, viene assorbito dalla sabbia, si concentra nei grappoli neri di uova di seppie, acini di uva di mare.  […]

Adriana Libretti, Un dolore senza fissa dimora – ATì Editore

...ci sono dolori che lasciano ferite i cui lembi faticano a rimarginarsi, ripercorrerne il senso, a ritroso nel tempo, aiuta a sgranare il contatto con sé…a trovarne la misura (se ne esiste il contorno).
Una storia ben scritta, densa di immagini poetiche…in un’apnea di lucide emozioni.

Qui potete leggere il blog dell’autrice.

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13 maggio 2009


nellombra, il flusso
– incessante –
di segni graffiati

strappati alla luce

sapore greve
di pelle bruciata

di vita

restituita al vuoto degli occhi

  [ immagine Georgia OKeeffe ]

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8 maggio 2009

Andare. Tornare. Sostare. E poi ricominciare.
Un altro foglio ancora per sbriciolare parole. Fino a farne un impasto di visioni.
Quel poco che ti sfugge dalle dita da vestire di buono, di premure, di cura, in quell’intorno affannato di ritorni. La presenza del dire, tra il nero delle ombre e l’odore del giorno.
Con il dubbio di essere ad un passo dal restare.
In solitudine…e continui a sbriciolare.
Fino a quando accade: il modo di vedere ciò che volevi sentire


[ immagine H. Tamas – Photo net ]

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5 maggio 2009

Prendimi nell’accanto.
Fragile accento –
tra virgole e parentesi –
di una pagina
incompiuta.


[ immagine Justyna Z. – Photo Net ]

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