Archive for settembre, 2009

29 settembre 2009

[come don chisciotte?!]

Tre settimane dall’inizio della scuola e siamo, sono,  già in apnea. Alle volte sembra di essere dentro una trincea, dove i colpi da sparare sono lessere bravi a fare i salti mortali e le capriole per arrivare indenni a fine giornata, senza vedersi rosicchiare ore da dedicare alle supplenze… Sì perché oltre a mancare ancora i supplenti che dovrebbero sostituire chi è in congedo per maternità, ci si ammala anche noi  comuni mortali e quindi capita che si debba sostituire, in una settimana, tre persone con le sole compresenze…
…ma chi siamo noi maestre?…delle novelle wonder woman che si sdoppiano e fanno uscire dal mantello l’alter ego che fa il suo lavoro e quello di un’altra?…con quali ore, ah sì quelle che accumuli e poi recuperi…recuperi quando?…suvvia non stiamo troppo a sottilizzare sul dove, come, quando noi siamo tutti fannulloni e dunque zitti e mosca.
Zitti dicevo… anche quando non ci sono tutti gli insegnanti di sostegno e viene meno il diritto all’istruzione degli alunni disabili?…o quando arrivano freschi di nomina e ti senti dire che non sono in grado di gestire bambini con gravi patologie?…o quando leggi che si vuole digitalizzare ogni scuola  fornendo lavagne multimediali o creare registri online?…Per carità nobile sforzo questo…ma siamo sicuri che in tutte le scuole del paese esistano laboratori multimediali in grado di funzionare, dotati di macchine e quant’altro?
Non sarebbe meglio partire dal piccolo quotidiano e trovare i fondi necessari per far funzionare gli istituti che languono perché mancano i soldi per comprare la carta igienica e il sapone, per non parlare dei registri e della colla e del toner per la fotocopiatrice o per il fax?
E cosa dire dei bidelli, ops collaboratori scolastici, in numero insufficiente a garantire la pulizia e il minimo richiesto per avere ambienti igienizzati?

…intorno a me vedo solo musi lunghi (anche il mio) di adulti che non fanno altro che lamentarsi e protestare nei corridoi, accettando passivamente le imposizioni dall’alto.
Sono amareggiata da colleghi che sembrano aver perso il senso profondo del nostro mestiere, il senso dell’essere maestri e dell’educare.  Abbiamo dimenticato che la scuola non è una trincea ma è fatta di bambini e che i bambini non hanno bisogno di spari o urla o briciole di ore rimediate alla rinfusa ma hanno bisogno di serenità perché possano apprendere e comprendere.
Che fare dunque?
Come riuscire a far bene il proprio lavoro dentro una scuola che tutto sembra tranne essere scuola, appunto?
Una scuola che svilisce chi si impegna.
Sembra di essere quasi dei maestri don chisciotte…
 
Come dire…mi sento leggermente inadeguata e un filo demotivata…
Forse ho dato tutto alla scuola o forse la scuola non ha più nulla da darmi.

[immagine dal weeb]

Aggiornamento del 7 ottobre 2009, ore 2120:

Qui una chicca da non perdere….

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23 settembre 2009

 

[ intervallo ]


( grazie a Misti per limmagine )

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21 settembre 2009

scorre – tra le dita del mattino
la vertigine bianca
raccolta nel lenzuolo dell’altrove


[ immagine M. Wanli – photo.net ]

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16 settembre 2009

Traccia la linea di un suono
il filo invisibile
che affonda nel palmo di una mano – graffiandola.

La buccia della malinconia
nutre le mie ore nude

e la parola si fa vuoto

dormendo sul fianco
delle mie labbra increspate.

[ immagine Marc Chagall ]

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13 settembre 2009

[ cartoline in bianco e nero ]

Fotogrammi d’anima. Da sgranare.  Ascoltandone l’odore nei chiaroscuri di sguardi seppiati.  Fragranze mai sopite. Da inalare, andando dentro l’aroma denso della vita che sai è trascorsa, in un quando e un dove fatto di tempo semplice, raccolto nella carta velina, di ore e giorni rilegati in cornici di ricordi: le ciglia spezzate dal vento, le corse e gli affanni in cortili di lacrime, i passi taciuti nell’amalgama di una speranza, i sogni attutiti dall’incedere fitto che toglie respiri…pagine in filigrana…sovrapposte e nascoste, tra passato e presente, protese in uno squarcio bianco di futuro.

[ immagine Edouard Boubat ]
 

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10 settembre 2009

[…e di cantare non può più finire…]

[…] come nella rena restano, nelle rughe della pelle, dei granellini sparsi, così anche del tempo che passa resta a noi la traccia. Forse è perchè quella rimasta in me è particolarmente lieta, forse perchè, se pure alcunchè di doloroso o di violento è passato nella mia vita tranquilla, io ho vissuto questa vita intensamente, godendo quasi della mia stessa sofferenza, esultante per la gioia di poter vivere dentro di me, di sentirmi dentro, chiusa come in uno scrigno, unanima, unanima palpitante, ridente, nostalgica, appassionata; è forse per questa piena di sentimenti, per cui in una giornata soffro e godo ciò che apparentemente si può soffrire in tutta unesistenza che rimpiango il passato; perchè sono contenta di essere io, con i miei difetti e con le mie poche virtù, perchè non so se in avvenire potrò essere ancora così.

Antonia Pozzi, da i Diari

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Sapete bene quanto io ami questa poetessa…e…domani 11 settembre, alla 66° Mostra dArte  Cinematografica di Venezia come "evento speciale" nella sezione Giornate degli autori, alle ore 12 ,verrà proiettato il film "Poesia che mi guardi" della regista Marina Spada (Miro film). Io non potrò esserci – ma quanto vorrei – e mi auguro di poterlo vedere presto in sala (non sono riuscita a capire se poi lo sarà), sarebbe un bel regalo insieme ad un altro film che sto aspettando, sul poeta Keats.
..chissà magari qualche fortunato potrà essere lì e poi raccontarmi…

[immagine: ritorno serale di  Antonia Pozzi]

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6 settembre 2009

[limiti]

Guardare senza vedere. Toccare senza sentire. Ascoltare senza capire. Camminare in attesa di un accenno.

Parlo un’altra lingua e calpesto angoli spiegazzati d’insofferenza. Mi piego al silenzio e ripongo le ali nelle parentesi di un accanto.
Nel bisogno di ritorni, il volo è una traccia scomposta.
Di domande senza risposte, di perché rimasti in sospeso, di dubbi insondabili e dolorosi…
…di forse, in cui mantecare la serena onestà.

[ immagine Justyna Z. – http://www.photo.net ]

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1 settembre 2009

Arrivo trafelata, all’ultimo momento perché trattenuta da problemi contingenti…quasi correndo e con la testa intrisa di pensieri cupi, che non vogliono tacitarsi.
Appena varcato il cancello mi sento invadere da una grande tristezza, l’estate finisce, la scuola riparte, i problemi irrisolti di giugno che istantaneamente si formano nella mente, come ragnatele inestricabili in cui dovrò per forza mettere le mani e strane sensazioni a cui non so dar forma…suvvia mi dico, prendi un bel respiro, di quelli che ubriacano e  scuotono e vedrai che poi starai meglio…ho l’abitudine di camminare a testa bassa e solo all’ultimo momento vedo i colleghi occupati in chiacchiere, ancora sparsi nel cortile e più in là nell’atrio…strano, di solito si inizia puntuali ed avevo sperato di evitare – dato il ritardo – la trafila dei baciabbracci, delle abbronzature ostentate, dei sorrisi di circostanza…ed invece mi tocca rallentare il passo, stringere mani e baciare l’aria accanto alle guance “facendo buon viso a cattivo gioco” – se potessi diventare invisibile in queste circostanze lo farei senza esitare-.
Chiedo come mai ancora tutti fuori e scopro che la Dirigente è trattenuta in ufficio ad accogliere i colleghi nuovi nominati, si dovrà attendere ancora per l’inizio del primo Collegio Docenti della stagione. Approfitto della confusione tipica di questi momenti per scomparire nella sala che accoglie le riunioni e prendo posto – il mio solito da anni, immaginoci  si possa leggere l’impronta del mio nome – , aspettando che abbiano inizio le danze. Finalmente vedo entrare lei, la nostra dirigente, nel suo massimo fulgore. La osservo e riconosco all’istante il suo sguardo truce e arrogante, tipico di chi è abituato a comandare ed ottenere, una che passa sul tuo cadavere senza manifestare la minima emozione:  si siede e subito prende possesso del microfono e con due parole secche zittisce  la platea e manda in scena lo spettacolo, la prémiere.
Saluti di rito, nomina del vicepreside e del segretario, lettura verbale seduta precedente, approvazione, ordine del giorno. Mentre ascolto – distrattamente – la lettura del verbale  penso che tra poco mi chiederà se voglio ancora far parte del suo staff e non ho risposta. O dovrei dire piuttosto che la me razionale vorrebbe smettere (troppe tensioni caratteriali con la dirigenza) mentre la me passionale (amo il mio lavoro)  vorrebbe continuare. Sbuffo e mi rendo conto di non aver ancora superato certi miei limiti: non so giocare sporco – come direbbe una mia amica, sono troppo corretta e rispettosa – e quindi spesso mi ritrovo in situazioni di tensione che mi tolgono energia. E poi voglio dedicare più tempo alla mia classe e l’incarico aggiuntivo, di per sé, è un impegno piuttosto oneroso in termini di ore e stress mentale…la verità è che forse comincio a manifestare i sintomi tipici della mancanza di motivazione e quello che sto ascoltando ora, non fa che aumentare la mia ansia e anche se vogliamo la mia frustrazione – quasi rabbia. La Dirigente ci informa che se da un lato dobbiamo essere contenti perché l’organico per quest’anno è senza perdenti posto (mavalà), dall’altro la situazione delle cattedre di sostegno fa acqua da tutte le parti (altro mavalà). La sento dire “il ministro dice in tv che tutto è a posto e non ci sono problemi per un inizio tranquillo, ma dovete sapere che così non è” (ancora mavalà). Le dotazioni organiche sul sostegno sono state predisposte sulla base dei numeri dello scorso anno, ma ci sono state come avviene sempre, nuove segnalazioni. Ad oggi in provincia il numero degli alunni è aumentato di molte unità. Morale: non sarà possibile garantire quanto promesso e sbandierato dal ministro all’opinione pubblica, quel rapporto insegnante/alunno disabile non potrà essere &frac12; perché non si possono nominare più insegnanti di quelli previsti, bisogna far quadrare i numeri. Sarà tanto se potremo avere un rapporto di 1/3, io sono pessimista e credo arriveremo a &frac14; (grazie Tremonti). Inoltre i comuni hanno tagliato di quasi la metà le ore assegnate agli educatori – figure preziosissime per l’integrazione degli alunni disabili – venendo meno le risorse economiche che lo garantivano (ancora grazie Tremonti). Ed ora chi lo spiegherà alle famiglie? Dovremo litigare tra noi per risicare le ore? Dovremo arrampicarci sui vetri per continuare a garantire quanto fin qui applicato?…ecco che la nausea si fa sentire ancora e ripenso alle brutte sensazioni provate appena varcato il cancello…chiedo chiarimenti e non ho risposte certe, dobbiamo ancora aspettare le indicazioni dell’ufficio scolastico provinciale immerso nel caos…e arriva la domanda che tanto temevo…prendo tempo: l’incarico nello staff  riguarda questo ambito, con tutto ciò che ne consegue.

…sì…le vacanze sono proprio finite…e stasera non riesco nemmeno a vedere la luna, troppe nuvole…come quelle che sento sulla pelle.

[immagine dal web]

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