Archive for febbraio, 2010

25 febbraio 2010

 [marea nera]

 

 
Ho la fortuna di conoscere bene il fiume Lambro, dalla sorgente alla sua foce. Esiste un percorso, lungo il suo cammino, pensato per le scuole, per avvicinare i bambini alla conoscenza del fiume. Un percorso a cui ho partecipato molte volte, ogni volta con la consapevolezza del grande lavoro delle guardie del parco regionale della valle, che porta il suo nome. Un lavoro di recupero capillare dal degrado ambientale in cui versavano le sue rive. Alla foce, lultima volta che ci sono stata, lemozione di vedere le sue acque – finalmente più chiare – riversarsi nel grande Po e il grande fiume che lo accoglie in sè, nella placida maestosità delle sue acque. Le immagini qui in rete e in televisione mi lasciano dentro tanta amarezza. E si commentano da sè….

Ps serale: ho scritto questo post di getto (e si vede), nella mia pausa pranzo di oggi e mi rendo conto di aver – forse – tralasciato molto…ma del resto si sa, io sono così…pelle e cuore. Non ho pensato a ciò che potrebbe aver scatenato questa cosa, certamente chi lha fatto ne subirà consenguenze morali (se una morale la possiede).  Resta il dubbio, se confermato, che la speculazione edilizia abbia mani così potenti da arrivare a tanto. So per certo che, nel tempo, la speculazione ha ottenuto di cambiare piani regolatori del teritorio e che zone protette  – qui nella zona – siano improvvisamente divenute zone edificabili…con buona pace di ancora crede che sia possibile un futuro migliore.  Come possiamo, a scuola ,insegnare ai bambini il rispetto per lambiente, se poi esistono  adulti  capaci di simili azioni?

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21 febbraio 2010

cercami nell’ora più silente della notte
quando la luna lucida le piume delle stelle
e il cielo si tinge blu profondo

sarò il pensiero folle
chiuso nella corteccia del vento
desiderando l’alba delle tue mani


[ immagine Jack Vettriano ]

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15 febbraio 2010

 

 

Come si fa a far funzionare la scuola senza soldi?
Iniziava da qui. Da questa domanda, la puntata di ieri sera di Presa diretta (su raitre, di Riccardo Iacona) dedicata – ancora una volta – alla scuola. Mai domanda fu più azzeccata, visto il periodo. E, mentre si dipanavano le immagini e l’impietosa analisi giornalistica, mi sentivo dentro un grande sconforto, unito ad un senso di ripugnanza che mi partiva dalla pancia e saliva, saliva gorgogliando verso l’alto, fino a trasformarsi in nausea, così forte da farmi quasi paura. È che se uno ci lavora, dentro la scuola, non può non identificarsi con le colleghe intervistate, alle prese con i bambini da distribuire nelle classi, perché manca la supplente e non c’è altra soluzione; o con la maestra che ricicla il riciclabile, pur di far durare all’infinito pennarelli e fogli di carta, merce preziosa e quasi scomparsa; o con la Preside che è rimasta senza fondi già a gennaio per pagare i supplenti temporanei e non sa come fare per arrivare fino a maggio; o ancora con le precarie che si indignano perché hanno passato una vita ad aggiornarsi per avere un posto e si ritrovano con in mano un pugno di mosche. E gli edifici fatiscenti senza manutenzione, affidati alle cure di genitori benevoli. Fa molto, molto male.
Ancora di più sentire le signore della milano bene, disposte ad attraversare la città ogni mattina, pur di portare i figli alla scuola più esclusiva – ottomila euro l’anno, dico ottomila euro -, dove si insegna – dall’infanzia alla scuoa secondaria – contemporaneamente in due lingue (italiano e inglese) e i bambini possono godere di ampi e numerosi servizi, così la mente si apre ed ognuno di loro può scoprire ed ampliare le proprie attitudini e che alla domanda “non ha mai pensato alla scuola pubblica?”,  rispondono schifate e quasi indispettite, “la scuola pubblica? non l’ho nemmeno presa in considerazione!” [certo la scuola pubblica puzza, è sporca, è piena di stranieri e disabili che rallentano il programma]. Peccato che queste scuole private e paritarie, in Lombardia, siano ultra  sovvenzionate dalla regione. Come posso non indignarmi sapendo che la regione Lombardia – dove vivo e lavoro come insegnante io stessa – eroga, alle scuola private e paritarie, più del doppio di quanto eroga alla scuola pubblica ed incentiva, con un bonus, chi vuole  iscriverci i propri figli . Come posso accettare questa disparità quando, quotidianamente, io e le mie colleghe, lottiamo per mantenere ad un livello accettabile l’offerta formativa. Abbiamo appena ricevuto la cifra del fondo d’istituto di quest’anno, praticamente dimezzato! Un fondo prezioso, questo, a cui attingere per mantenere i progetti didattici ed educativi della scuola, nonché poter trovare il modo di sostenere adeguatamente i bambini con problemi di apprendimento e i bambini stranieri.  E con le briciole non potremo fare nulla o quasi.  La scuola è di tutti, forse questo qualcuno lo ha dimenticato. Tutti devono poter accedere ad un livello di istruzione dignitoso, ma allo stato attuale è davvero impossibile. A volte mi sembra di passare le mie giornate in una trincea – devo averlo già scritto qualche tempo fa – e non a scuola; a noi insegnanti viene chiesta preparazione, flessibilità, competenza e rigore professionale ed io aggiungo notevole capacità di gestire emergenze…solo che la scuola non è la protezione civile (e mi si perdoni l’ardire). La scuola dovrebbe essere un giardino tranquillo in cui poter far crescere sani germogli, trasformandoli in alberi rigogliosi. Già ma questa è solo Utopia.
E mentre scrivo ho un retrogusto amaro in bocca, un sapore che non mi piace e che mi accompagna da tempo. Il sapore amaro dell’impotenza…chè non si può continuare a subire e resistere in questo degrado, non se si ama questo lavoro e lo si fa con passione…resto aggrappata a quel guizzo che vedo – sempre meno – balenare  negli occhi dei bambini, ogni volta che si rendono conto di aver appreso un concetto e compreso che, imparare, anche dagli stranieri e dai disabili  fa bene, nonostante tutto.

[ Ieri Repubblica dedicava alcune pagine a ciò che accade in Francia ai professori, io credo che di questo passo anche noi, qui in Italia,  avremo bisogno di interventi simili e ne sono terrorizzata. Qui se volete approfondire. ]
 

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12 febbraio 2010

 

 

in una riga

dove le virgole
sono passi di un’assenza

e la fragilità è una scheggia di sale
cucita nell’orlo di umide notti

[in attesa che il pensiero si formi parola]

 


[ immagine Misti ]

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[ 13 Febbraio. Quando si dice sorpresa…adoro le sorprese, farne e riceverne…ma questa mha lasciato sospesa, a mezzaria. Il mio Blog in Nomination !! Qui insieme ad altri Blog letterari. Ringrazio di cuore Robert e la Redazione di Manuale di Mari per questa stupenda sorpresa che mi piace condividere con Voi che avete la pazienza di leggermi. Amo la Poesia che tutto accoglie e sa, ma questo si era capito da tempo….Un sorriso e buon we. ]

[  15 Febbraio. Blog dellanno è stato proclamato miskin, un blog di grande spessore che Vi consiglio di leggere. E qui, nei miei link, ma ne avevo perso le tracce. ]

 

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8 febbraio 2010

[ la memoria di alda ]


 

[…] Non avevo intorno che un senso di buio e incertezza. L’inquietudine era soverchia. Paralizzava persino i miei  movimenti. E ciò nonostante, credo dentro quel buio avrei trovato una via di uscita. Tendevo l’orecchio ai possibili rumori, ai suoni, al disegno dell’alba. Ma nulla che venisse a travolgermi, a coinvolgermi. Il mio guscio doveva essere di durissimo osso, impenetrabile. E allora mi accoccolavo per terra, vinta, ma con il proposito di tornare a combattere. Quella non era che una pausa; non poteva essere che una pausa segreta. Io volevo che la vita mi toccasse, che mi desse i suoi contatti così travolgenti. […]

Alda Merini, da L’altra verità – Diario di una diversa  ed. Rizzoli

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Ho seguito in questi giorni su Repubblica, nelle pagine di Milano, la vicenda del patrimonio artistico della nostra Alda. Dico nostra ché qui so siamo in tanti ad amarla, per tutto ciò che ha rappresentato e ancora rappresenta nella nostra cultura, soprattutto per le nostre Anime. Mi ha fatto male sapere che tutto ciò che abbiamo di lei, giaceva nella sua casa, quasi dimenticato, in attesa che il Comune di Milano rispondesse alle domande delle figlie su cosa volesse fare di tutti i suoi manoscritti, visto che il padrone di casa aveva nel frattempo richiesto l’uso dell’appartamento di Ripa di Porta Ticinese…io pensavo fosse automatico agire per preservare la sua memoria, la memoria delle Parole. La memoria tracciata nei solchi della Poesia che si trasforma in gesto…ma viviamo in un paese dove la cultura e la memoria sono solo parole.
Ho pensato alle pareti della sua casa e a quelle scritte che sono i suoi gesti e la sua memoria e l’idea che qualcuno possa cancellarle mi è insopportabile…

[ Qui se volete leggere l’articolo completo]

(immagine dal web)

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4 febbraio 2010

 

 

mi veste la lingua
dei tuoi silenzi
e la mia nudità
non è che pelle
da sbucciare –

nella graffiante lentezza
di un rintocco

[ immagine Foto_di_Signorina ]

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1 febbraio 2010

 

 

 

nivea [mi sciogli]

in lenzuola di umide fronde
mordendo il fianco alla notte


[ immagine
Misti ]

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