Archive for marzo, 2011

25 marzo 2011

[ fatiche ]

 

prigioniera di un sentire scomposto
disteso su pallide nubi
in attesa di comporsi in nuove tracce

[ nel mezzo intrecci di colore e suoni avvolti di nebbia ]

(immagine dal web)

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20 marzo 2011

[ tsunami ]


 

UNA SCOSSA AL CUORE DELLA TERRA
 

L’immenso oceano Pacifico ha reagito alla scossa come uno stagno colpito da un sasso. Le ondate si sono irradiate a catapulta contro ogni sponda, fino al Polo Sud. Succede alla terra quello che succede al cuore sotto la pressione improvvisa di un dolore o di una felicità: scatena nel sangue l’onda di piena fino ai capillari, da lì rimbalza e torna indietro. La terra è un cuore che ha sobbalzi, scosse. La superficie che abitiamo appartiene a un organo vivente, non a materia inerte.
Si sono viste terre, campi, edifici cancellati dalla schiacciante muraglia di oceano lanciato a 700 chilometri all’ora. Per una volta in più si è saputo che la natura è, alla latina, ambiens, cosa che circonda, che può scavalcare qualunque sbarramento e diga. L’energia atomica s’impiega con la presunzione di poterla controllare: sotto la scossa, pure ben prevista, ha fatto saltare il coperchio della sua pentola carica. Il Giappone rasenta la terza devastazione atomica.
Nella devastazione emerge la compostezza e la tenuta civile di un popolo abituato a fidarsi delle sue istituzioni. Nelle condizioni di pericolo un apparato statale si dimostra efficace o superfluo.
Capitasse da noi, sismici come loro ma sotto custodia di protettori civili dei fattacci e sotto autorità senili, imbellettate e in fregola, sperimenteremmo il solo soccorso dell’anarchia.
 
Erri De Luca, da VanityFair  del 23 marzo 2011
 
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Le parole di Erri De Luca racchiudono l'essenza di una tragedia che avrà ripercussioni a lungo, nel tempo. Non solo perchè le ferite della terra non si rimarginano con facilità,  ma anzi hanno provocato danni irreversibili; a pulsare sono anche le ferite nell'anima e nel cuore dei giapponesi, un popolo così dignitosamente composto nel dolore  e  con molta forza nell'affrontare le conseguenze di questo disastro naturale.
Io sono contraria all'energia nucleare, profondamente contraria.
E mi sto impegnando in questo senso. Sto cercando di aiutare chi lavora per sensibilizzare l'opinione pubblica al referendum, ma anche nel mio piccolo cercando di limitare i consumi di energia…e sono convinta che lo si può fare e si può vivere benissimo.
La politica non la pensa così, anzi.

Siamo davvero sicuri che il nucleare sia l'unica via possibile?

Vi lascio due link  qui e qui  su questo argomento in attesa di sentire le vostre opinioni.

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16 marzo 2011

[ 1861 – 2011 ]

 

ITALIA

Sono un poeta
un grido unanime
sono un grumo di sogni

Sono un frutto
d'innumerevoli contrasti d'innesti
maturato in una serra

Ma il tuo popolo è portato
dalla stessa terra
che mi porta Italia

E in questa uniforme
di tuo soldato
mi riposo
come fosse la culla
di mio padre

Giuseppe Ungaretti

 

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15 marzo 2011

 

Piove quieto sulle gemme nuove.
Ombra e luce giocano a rincorrersi sull’asfalto lucido dei pensieri e rimandano alla memoria paesaggi abitati di poesia.
Le gocce cantano sul pentagramma dei rami nudi e l’odore buono della pioggia mi penetra lo sguardo.
Ho riccioli di sillabe appese alle dita del silenzio: brevi note su una tela che attende il colore farsi parola.

[ immagine dal web ]

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11 marzo 2011

[ sussurri ]


 

Inazzurra il cielo
lentamente
e fluttua – in riverberi di platino
la consistenza morbida dei pensieri

tra giochi di ombre e ciglia finte
è netto il confine delle ore
quando la tristezza ne disegna il ritaglio
consumandosi  in un’assenza di contorni.

Fiorirà ancora il tiglio
nei bicchieri della luna

e in grembo avremo fame di parole
da cucire a margine di labbra
assetate di vento.

[ immagine dal web ]

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8 marzo 2011

 

Le nostre donne

Le nostre donne siamo noi
e tutto quello che ci contiene
ha odore di biancheria lavata a mano
nello scrittoio dei segreti

Le nostre donne sono girasoli in fiore
nella battaglia dei giorni

e odore di bucato fresco pulito
sempre steso fuori, dopo il calar del sole.

Le nostre donne siamo sodalizio taciuto
sottoscritto con la vita
la tenacia, la dolcezza, gli errori.
Delle nostre donne, io sono l’errante

Le nostre donne
parliamo lingue diverse
alla stessa tavola

ma nell’inguine mai interrotto di Dio
lavate dalle stesse acque del Giordano-dentro
bagnate ognuna d’un colore diverso,

insieme,
le nostre donne formiamo

una bandiera

Beatrice Niccolai – da Sans papier

[ immagine di Francesca Woodman ]

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5 marzo 2011

[ dalla parte della scuola pubblica ]
 

 

Dalla Costituzione:

Articolo 33

L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo stato.
La legge nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statatli che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. […]

Articolo 34

La scuola è aperta a tutti.
L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto dir aggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere distribuite per concorso.

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[…]  La Costituzione stabilisce dunque una chiarissima gerarchia. Assegna allo Stato il dovere di
provvedere all'educazione dei cittadini (obbligatoria per i primi otto anni) e di garantirne l'uguaglianza con provvidenze ai "capaci e meritevoli". Fa della scuola di Stato il modello a cui le scuole private devono adeguarsi, e non ipotizza nemmeno alla lontana due modelli di educazione alternativi e concorrenti. Ma come può esser mantenuta l'efficacia del modello, se la scuola pubblica viene continuamente depotenziata tagliandone personale e risorse, e per giunta irridendo chi ci lavora? Lo smottamento in direzione della scuola privata comincia coi governi di centro-sinistra (decreti Berlinguer del 1998 e 1999, legge 62 del 2000, governo D'Alema), e coi governi Berlusconi diventa una frana: si taglia la scuola pubblica e si incrementano i contributi alla scuola privata, sia in forma diretta che con assegni alle famiglie, e senza alcun rispetto per il merito degli allievi. A meno che il merito non consista, appunto, nell'aver scelto una scuola privata. Ed è dal 1999 (riforma Bassanini) che il ministero oggi ricoperto dall'on. Gelmini non si chiama più "della Pubblica Istruzione", ma "dell'Istruzione" (senza "pubblica").  […]

Salvatore Settis, su LaRepubblica del 1 marzo 2011 qui tutto l’articolo (che consiglio vivamente)

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La scuola pubblica è fatta di persone serie e preparate, persone che quotidianamente si confrontano, affrontando con determinazione, le difficoltà che i tagli  di bilancio hanno determinato, in un ambiente che dovrebbe essere il più sereno e tranquillo possibile.
Non dirò quanto io abbia a cuore la scuola pubblica – ci lavoro ormai da trent’anni, per scelta – e non ho mai pensato di potermi arrogare il diritto di “inculcare nelle menti principi contrari a quelli delle famiglie”. Anzi. Ho sempre avuto la ferma convinzione, tanto da farla diventare un punto fermo nella mia professionalità, che collaborare insieme alla famiglia nella crescita educativa, oltrechè culturale dei bambini con i quali ogni giorno costruisco pezzetti di vita, sia imprescindibile per creare percorsi che abbiano come fine una crescita equilibrata, costruita nel confronto con gli altri, anche con i diversi. Solo così un cittadino consapevole può operare scelte meditate nella pluralità di idee e culture. Vorrei continuare a lavorare in una scuola che abbia mezzi e strumenti idonei per continuare a farlo. Una scuola che promuova la formazione continua dei docenti che già vi operano. Una scuola che possa disporre di fondi per progetti di approfondimento e che per farlo non debba essere costretta a chiedere alla famiglia contributi extra, dal momento che la scuola è di tutti e che per i primi otto anni è obbligatoria e gratuita.

 

[ immagine dal web ]

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Piccolo Aggiornamento :

Qui , Qui  e Qui  per approfondire con altre riflessioni.

Qui, se volete firmare a sostegno della Scuola Pubblica.
 

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