Archive for dicembre, 2011

[ pensieri in libertà, sul far della sera ]

31 dicembre 2011

Lasciarsi sorprendere.
Seguire un volo dai contorni indefiniti,  immaginandone la mèta.
Coltivare un sogno in bianco e nero con l’idea di farne suono di colore.
Fotografare un istante, imprimerlo nella memoria e gustarne i ritorni, nel tempo che passa.
Sorridere, giocando con le ore del giorno, annusando l’aria che odora di buono.
…e chiudersi nelle poche righe di una pagina senza margini e senza accenti, sottolineando le pause con brevi note di malinconia.
Immaginare il profilo della gioia farsi largo tra incertezze e dubbi e seguirne la forma con dita emozionate.
Abitare i passi del tempo come fossero musica che cola sul tetto del mondo che ascolta.
Mescolare  parole alla ricerca di un senso che racconti l’infinito vuoto dell’accanto…

[ immagine foto_di_signorina ]

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[ Al mio cuore, di domenica ]

29 dicembre 2011

Ti ringrazio, cuore mio:
non ciondoli, ti dai da fare
senza lusinghe, senza premio,
per innata diligenza.

Hai settanta meriti al minuto.
Ogni tua sistole
È come spingere una barca
In mare aperto
Per un viaggio intorno al mondo.

Ti ringrazio, cuore mio:
volta per volta
mi estrai del tutto,
separata anche nel sonno.

Badi che sognando non trapassi in quel volo,
nel volo
per cui non occorrono le ali.

Ti ringrazio, cuore mio:
mi sono svegliata di nuovo
e benché sia domenica,
giorno di riposo,
sotto le costole
continua il solito viavai prefestivo.

Wislawa Szymborska – da Elogio dei sogni – Corriere della sera

_______

Il Corriere della Sera dedica una raccolta a trenta grandi poeti del ‘900.
Da Pasolini a Pessoa, passando per AldaMerini, Neruda, Kavafis, Walcott e altri.

Il primo volume “Elogio dei sogni”, è dedicato a Wislawa Szymborska, poetessa polacca premio Nobel per la letteratura nel 1996. Fino a qualche anno fa a me sconosciuta (devo alla rete la sua scoperta). Di lei amo lo scrivere elegante e raffinato, la ricerca del sapore della parola.

Una raccolta che è anche occasione per scoprire o (ri)scoprire il piacere della poesia e il suo dono salvifico…
Qui il link per approfondire i dettagli dell’iniziativa.

[ immagine di Misti ]

[ natale ]

22 dicembre 2011

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

Giuseppe Ungaretti

[Natale bussa alla porta…natale con le sue mani calde e grandi a dire l’attesa…natale che porta con sè sapori e odori bambini…natale di luce e colore ad abbracciare bagliori di speranza e sguardi lontani in cerca di accoglienza…natale che dovrebbe essere sempre, ogni giorno, nei gesti, negli esempi, nella condivisione, nell’umanità solidale verso l’altro, umanità che sento latitare, nei miasmi dell’indifferenza…natale è ogni giorno, nei visi spauriti e negli occhi preoccupati, nelle corse e nei pensieri, nelle cose belle e in quelle brutte, in un sorriso bambino che accende di gioia, negli occhi di un anziano che segnano il tempo e confondono lo spazio…]

Buon Natale a Tutti

 

[ immagine foto_di_signorina ]

[ Lettera ]

20 dicembre 2011

Se fossi qui, ti scriverei lo stesso
imbucherei la lettera nel collo di
una bottiglia vuota
e la dovresti rompere, per leggere,
col rischio di tagliarti.
Le parole tra noi, soltanto se affilate.

Erri De Luca – Solo andata – righe che vanno troppo spesso a capo – Feltrinelli

[trovata in una pagina piena di parole che cercano casa…]

[ immagine Misti ]

[ poesia d’autore ]

19 dicembre 2011

Se l’arte è una dura sostanza, percorrila in silenzio.
Non troverai alcun uomo in fondo ad aspettarti.
Né troverai l’ulivo della tua pace migliore.
Se l’arte è profonda come tua madre,
ascoltala in silenzio: è lì che si muore.

Alda Merini – Delirio amoroso – Editore Frassinelli

[ immagine foto_di_signorina ]

 

[ della scuola in vetrina ]

15 dicembre 2011

Dicembre non è solo natale.
Dicembre è anche il mese in cui si tengono gli open-day nelle scuole.
Open day, parole non italiane per definire aprire le porte ai genitori che vorranno visitare le scuole in cui intendono iscrivere i propri figli [bambini/ragazzi/adolescenti] per l’anno scolastico prossimo venturo; così,  dall’infanzia ai licei, passando per le primarie e le secondarie di primo grado, è tutto un fiorire di proposte/offerte per raccogliere proseliti, leggasi iscrizioni.

S’infiocchettano le classi, le si confezionano come bomboniere succulente, bomboniere ripiene di ogni bendiddio per stupire come – e meglio – degli effetti speciali di un film in treD.

Da genitore, in cerca di una scuola superiore, ho potuto toccare con mano qualche anno fa, questa vetrina: i prodotti confezionati nelle varie scuole erano così invitanti che scegliere non è stato semplice; nel mio caso ha giocato un ruolo importante la razionalità e l’esatta conoscenza dellapreparazione e delle attitudini di mia figlia che poi ne avrebbe fruito.

Da docente di scuola primaria vado incontro a qualcosa che non riesco ancora a condividere e di conseguenza ad accettare.

Sì, perché la scuola italiana – e parlo della scuola primaria – pare abbia perso di vista il punto nodale, cioè il bambino/persona   al centro del processo educativo, cognitivo e culturale.
Il bambino e i suoi bisogni.
E con larghissimo anticipo, mesi prima, ci si affanna per essere pronti, in questo periodo, a presentare il piano dell’offerta formativa futura, un piano che sia qualificante della scuola in oggetto.

Le offerte comprendono progetti paralleli alle attività di insegnamento/apprendimento, progetti  che concorrono alla formazione del soggetto in crescita.
Progetti spesso costosi, tenuti da esperti, che tolgono ore alle discipline curricolari.

In questi ultimi anni mi sono resa conto che questi progetti paralleli, figli della scuola dell’autonomia, hanno tolto molto alla reale preparazione dei bambini , i quali, non essendo macchine, necessitano di tempi adeguati – più o meno lunghi, variabili da bambino a bambino –  per assimilare concetti e tecniche, che vengono sottratti, appunto, dalla presenza di questi progetti con il conseguente rallentamento della programmazione didattica.

La mia è una riflessione personalissima, opinabile, ed oggetto di molte pesanti critiche…ma frutto di un’attenta osservazione di ciò che leggo e che ho letto, quotidianamente, lavorando in classe con i miei alunni, in questi ultimi anni di insegnamento.

Credo che i docenti – e mi ci metto anche io – abbiano perso di vista il vero fondamento della scuola primaria, cioè fornire ai bambini la strumentalità di base, condizione necessaria per acquisire autonomia personale e sociale, base per affrontare le scuole superiori e che in cerca della migliore offerta abbiano – abbiamo – mancato di comprendere che tutto ciò richiede ai bambini tempo e riflessione.

Riflessione approfondita per essere apprendimento permanente.

Così dicembre è diventato il mese dei sabati a scuola; della concorrenza più dura e spietata tra scuole – anche dello stesso istituto comprensivo – per attirare l’attenzione delle famiglie che devono decidere dove iscrivere i figli, sia  che si affaccino per la prima volta al mondo della scuola, sia che debbano proseguire negli studi.

…sabato prossimo anche io farò parte di questo circo mediatico – chè è così poi che appare – e presterò la mia professionalità e competenza informatica all’uopo, mostrando cosa una maestra può inventarsi per attivare l’attenzione e la concentrazione dei possibili potenziali alunni.

Poco importa se per far tutto ciò si perderà di vista il vero senso del rigore e della serietà scolastica…ciò che conta è l’immagine, e più la cartolina apparirà colorata, più sarà certa la scelta della famiglia e con essa i numeri che faranno la differenza…

[ immagine dal web ]

[ tutti gli addii ho compiuto ]

9 dicembre 2011

Tutti gli addii ho compiuto.
Tante partenze
mi hanno formato fino dall’infanzia.

Ma torno ancora, ricomincio,
nel mio ritorno si libera lo sguardo.

Mi resta solo da colmarlo,
e quella gioia impenitente
d’avere amato cose somiglianti
a quelle assenze che ci fanno agire.

Rainer Maria Rilke

[Grazie a Bea per questo dono prezioso, arrivato in un pomeriggio in cui il quotidiano mi aveva tolto qualsiasi parvenza di normalità…la poesia forse non salverà il mondo – per come pensano molti – ma sa sempre cucire parole in immagini d’anima che scaldano e abbracciano la pelle del cuore…poi Rilke sa prenderti per mano e condurti in luoghi dell’anima che respirano d’immenso….]

[ immagine di Misti ]

[ dei sacrifici ]

6 dicembre 2011

Sa, ministro Fornero domenica mi ha quasi riconciliata con la politica.
Ero lì presa dalle sue parole chiarissime ed esplicite, sul mio devastante futuro pensionistico, che Lei sapeva dipingere in modo avvincente, quasi fosse un cielo poetico, quand’ecco che la sento tremare e commuoversi sulla parola sacrificio.
Sacrificio, una parola da tanti politici usata e abusata negli ultimi tempi,  ma da pochi – secondo me – compresa nel suo significato più profondo ed essenziale.
Mi ha spiazzata questo suo commuoversi.
Mica siamo abituati a ministri che si commuovono. Di solito i ministri parlano e basta. E spesso ciò che dicono è talmente lontano dalla realtà che vien da chiedersi se loro, i ministri, sono dentro la nostra realtà quotidiana e se la vivono con polso.
Vede ministro da ciò che leggo sui giornali con la nuova riforma pensionistica per me si profila un futuro che fatico ad accettare.
Sono una maestra, con 33 anni di anzianità di servizio e 52 anni d’età…per cui, se ho compreso bene, tra otto anni arriverò a 41 anni di servizio con 60 anni d’età e, sempre se ho compreso bene, non avendo 62 anni, volendo congedarmi dal lavoro, la mia pensione sarà decurtata.
E questa per me è un’ingiustizia, pagherò di tasca mia scelte sbagliate nel passato che ci hanno portato ai giorni nostri.
Ha presente le baby pensioni? Ha presente i dipendenti pubblici che sono andati in pensione con vent’anni sei mesi e un giorno a quarant’anni d’età [ e ne conosco molte di queste persone]…praticamente dei bambini!
Sa ministro Fornero la cosa non mi piace per niente perché lavorare con i bambini già ora è difficilissimo per tutta una serie di fattori che ora non le starò ad elencare, lavorare con i bambini richiede energia fisica e mentale non indifferente…mi sono vista tra dieci anni in un’aula e ciò che ho visto non mi è piaciuto…sa, ministro a me piace fare la maestra ed ho ben presente ciò che occorre per stare insieme a piccoli diavoletti in crescita e non so se ne sarò all’altezza come dovrebbe essere.
Mi sarebbe piaciuto vedere i sacrifici applicati a tutti, ma proprio tutti e non solo ai soliti noti, non solo a noi che abbiamo un reddito dichiarato fino all’ultimo eurocent.
I sacrifici per alcuni saranno molto duri da sopportare ed è questo che fatico ad accettare chè la politica non credo l’abbia chiaro, anzi proprio non lo vede.
Se il nostro potere d’acquisto si assottiglia sempre di più, come faranno i consumi a decollare e l’economia a riprendersi?
Come faranno i nostri figli a costruirsi un futuro con contratti a tempo determinato e a mille euro al mese?
Come potranno vivere senza i genitori che li aiutano?
Ecco ministro la sua commozione, mi ha fatto capire che lei forse ha a cuore tutto questo e lo tocca con mano…ma cosa mi dice della politica, quella che doveva sorvegliare su tutto quanto e non farci arrivare all’orlo del baratro, quelli che sono lì e parlano parlano senza sapere la vita com’è, dove erano quando l’Italia chiedeva giustizia ed equità?
Esiste ancora la possibilità che la politica capisca bene i bisogni dei cittadini italiani e la smetta di riempirsi la bocca di parole senza comprenderne il significato ma concretizzi interventi verso un futuro migliore?

[una pagina sull’argomento da leggere con attenzione per riflettere e capire…]

[ all’imbrunire ]

3 dicembre 2011

è all’imbrunire
– quando il velo della maschera cade
rivelando –  nell’ombra – l’essenza di fragile nudità

che il riflesso di un sogno bambino irrompe nello sguardo –  rotolando sulle ciglia del tempo
per sciogliersi – lentamente – nella trasparente fugacità di un bicchiere di ricordi

[ immagine foto_di_signorina ]