Archive for marzo, 2012

[questo non è un post poetico]

31 marzo 2012
Forse  ne uscirà la parte più asprigna di me ma in questi ultimi giorni mi sta veramente montando dentro una gran irritazione; un’irritazione intensa, quasi collera, che la parte più razionale cerca sempre di ricondurre su piani di discussione civile e pacata…ma – appunto in questi ultimi due giorni – leggo e ascolto in tv [su repubblica e rainews, principalmente] che:
il divario prezzi-salari non è mai stato così grande
lo zucchero e il caffè sono carissimi
 la luce aumenterà ancora, così pure il gas
 la metà degli italiani dichiara 15.000 euro
 per vivere dignitosamente una famiglia italiana ha bisogno almeno di 2500 euro mensili
……maddai, ho pensato “finalmente se ne sono accorti!”
Anche se, devo dire, mi pare di essere finita in un altro film, un brutto film…ché per chi deve vivere con uno stipendio da lavoro dipendente, il pane quotidiano è trovare la misura giusta per fare la spesa senza sentirsi salassati, così come pagare le bollette, star dietro ai figli che crescono e si scontrano con il mondo del lavoro che gli chiude le porte in faccia…e fare in modo che le addizionali regionali e comunali e tra poco l’IMU siano il meno possibile invasive….
Nel mio piccolo quotidiano erano lampanti certe storture e leggerlo qui oggi, ha un sapore amarissimo. Sono certa si sapesse già, benissimo ed il malcostume è diventato così normale da farti sentire quasi una mosca bianca, tu che invece sei corretto e le tasse le paghi tutte.
L’Italia, per ritrovare la retta via, deve prima di tutto prendere le distanze dalla disonestà civile che è anche data dall’evadere le tasse. Deve davvero riscrivere il significato della parola equità e i politici devono smettere di litigare e rabberciare idee…devono ritornare ad essere vicini alla gente, ma vicini davvero.

[ la luna ]

30 marzo 2012

La luna

A Marìa Kodama

C’è tanta solitudine in quell’oro.
La luna delle notti non è quella
che vide il primo Adamo. I lunghi secoli
dell’umano vegliare l’han colmata
di antico pianto. Guardala. È il tuo specchio.

Jorge Luis Borges

________

 

 

[Chiedo scusa a tutti per la mia latitanza. La causa principale è – in questo periodo – l’assoluta mancanza di tempo, nonchè problemi al mio vetustissimo PC che ormai mi sta abbandonando….Vi abbraccio, tutti…uno ad uno…]

[e siamo così]

25 marzo 2012

 

[e siamo così]

minuscoli

– in questo tempo che toglie

minuscoli

– e appesi a fili d’incosistente memoria

 

 

[immagine foto_di_signorina]

 

 

 

[la poesia ci salverà?]

21 marzo 2012
Mamma, cosa è per te la poesia?
L’sms di E. arriva, inaspettato, in orario, per lei, di lezione –  mi chiedo come possa la sua prof non accorgersene, non è la prima volta -.
Mi coglie di sorpresa – lei non è particolarmente appassionata di poesia, del resto conosco pochissimi adolescenti che lo sono – e mi chiedo quale possa essere stato l’imput per una domanda così diretta, ma un’idea già comincia a far capolino nella mia testa.
Un sorriso mi si dipinge sul viso per la coincidenza…è la mia mattina libera ed ho appena chiuso una telefonata, molto lunga, con la mia amica poetessa…parlare di poesia con Bea è sempre emozionante, oggi poi  è la giornata mondiale della poesia, e il sapore è stato ancora più morbido del solito.
Infrango tutti i miei buoni propositi di mamma/maestra sulle regole da rispettare a scuola e rispondo; rimanderò ad altro momento l’inevitabile discussione sull’opportunità di usare il cellulare in classe, la poesia non può aspettare e la giornata sarà, per me, lunga…chissà forse stasera, dopo cena, io ed E., potremo magari parlare insieme di poesia…magari, appunto.

 

 

Non scordarti di gioire

Non scordarti di gioire!
Gli alberi saggi sussurrano
e con le ginocchia falciate
con fragore cadono sotto la scure.

Non scordarti di gioire!

Fino a quando starai in piedi
fino a quando andrai incontro al vento
fino a quando respirerai l’altezza.
fino a quando la scure resterà assopita.

Blaga Dimitrova

[Grazie ancora, Bea…tu sai perché…]

[inciampi]

18 marzo 2012

il pruno ha indossato l’abito più bello ed elegante dell’anno: una cascata di minuscoli coriandoli rosa che allargano lo sguardo in un sorriso stupito…

…l’ha fatto quasi di soppiatto, nello spazio di una notte – complice, l’aria di giorni assolati e sorprendentemente tiepidi – …

[così, senza dir nulla, senza che nulla lasciasse presagire]

una mattina in apparenza come molte altre, una mattina abitata da pensieri sospesi

[come di mattine ce ne sono molte]

cammini e pensi freneticamente al quotidiano che sarà, presa in una spirale soffocante di ore prestabilite, scritte in minuti contati
e accade che lì, in quell’immenso brodo di affanni, improvvisamente vedi un colore che ti chiama e apri gli occhi, li spalanchi…

ti fermi e – con gli occhi umidi – ti chiedi come sia stato possibile non vedere, non sentire, non toccare l’odore del risveglio e comprendi con dispiacere quanto ti sia allontanata, allontanata da te stessa…

inciampi
righe senza ritorni
linee discontinue e spezzate
armonie da ricostruire
gesti lenti che richiedono attenzione

…e la cura, cucita negli orli invisibili delle parole…

 

 

 

Peluginoso pubescente marzo.
Gemma tutta da esplodere.

[Maria Luisa Spaziani]

[inebriante]

10 marzo 2012

un abbraccio di luna tutto tondo
avvolto in veli di nubi leggere – brevi sogni a venire

appare e scompare – miraggio nel deserto notturno
accoccolato tra righe di finestre vuote

nel buio, il solitario sorriso di un’anima randagia
scrive l’incendio del silente bisogno di parole piene

[canzone minore]

5 marzo 2012

Darò tutto quanto agli altri,
piangerò la mia passione
come il bimbo abbandonato
di una fiaba cancellata.

Federico Garcia Lorca

[ciao Lucio…]

2 marzo 2012

4/3/43

Dice che era un bell’uomo e veniva,
veniva dal mare
parlava un’altra lingua,
pero’ sapeva amare
e quel giorno lui prese a mia madre
sopra un bel prato
l’ora piu’ dolce prima di essere ammazzato

Cosi’ lei resto’ sola nella stanza,
la stanza sul porto
con l’unico vestito ogni giorno piu’ corto
e benche’ non sapesse il nome
e neppure il paese
mi aspetto’ come un dono d’amore fin dal primo mese

Compiva 16 anni quel giorno la mia mamma
le strofe di taverna,
le canto’ a ninna nanna
e stringendomi al petto che sapeva,
sapeva di mare
giocava a fare la donna con il bimbo da fasciare.

E forse fu per gioco o forse per amore
che mi volle chiamare come nostro Signore
Della sua breve vita e’ il ricordo piu’ grosso
e’ tutto in questo nome
che io mi porto addosso

E ancora adesso che gioco a carte
e bevo vino
per la gente del porto
mi chiamo Gesu’ bambino
e ancora adesso che gioco a carte
e bevo vino
per la gente del porto
mi chiamo Gesu’ bambino
e ancora adesso che gioco a carte
e bevo vino
per la gente del porto
mi chiamo Gesu’ Bambino

Lucio Dalla