Archive for maggio, 2012

[modalità stand by]

13 maggio 2012
 
 
 
 
I miei tempi non sono più quelli del blog.
La lentezza e i respiri lenti del leggere, sostando tra le pagine a me care, non sono più tali e non mi concedono la consueta cum-partecipazione.
Per questo ho deciso di interrompere la mia già scarsa presenza qui.
Per quanto non so…
Non è stato facile scrivere queste poche righe, anzi…ma non volevo sparire nel nulla senza prima salutarVi, abbracciando tutti con affetto.
 
 
 
 
Sera d’aprile
Batte la luna soavemente
al di là dai vetri
sul mio viso di primule:
senza vederla la penso
come una grande primula anch’essa,
stupita,
sola,
nel prato azzurro del cielo.
 
 
Antonia Pozzi
 
 
 
 
 
 
 
[immagine foto_di_signorina]
 
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[tre volte all’alba]

4 maggio 2012

[…] Guardava quella casa, davanti a sé, e pensava alla misteriosa permanenza delle cose nella corrente mai ferma della vita. Stava pensando che ogni volta, vivendo con loro, si finisce per lasciare su di loro come una mano leggera di vernice, la tinta di certe emozioni destinate a scolorare, sotto il sole, in ricordi. […]

[…] La donna non disse niente. Se ne stava con gli occhi fissi sulla casa. Ci mise un po’ a dire qualcosa. Stava pensando alla misteriosa permanenza dell’amore, nella corrente mai ferma della vita.

Alessandro Baricco, Tre volte all’alba – Feltrinelli Editore

[immagine foto_di_signorina]

[il vizio di leggere]

2 maggio 2012
Il vizio di leggere.
Un vizio che mi appartiene da sempre.
Un vizio a cui non rinuncerei mai.
Proprio Mai.
La lettura mi ha salvata fin da bambina, in tempi in cui il buio sembrava volermi soffocare nelle sue spire.
Un vizio che vorrei contagiasse ogni essere umano sulla terra…perchè leggere è cibo ed energia per vivere e imparare dalla vita.
Ed ora che viviamo in tempi di crisi e ci sembra di non trovare la luce, la luce della cultura è la nostra àncora di salvezza…leggere, leggere per non trasformarci in esseri senza cuore, senza anima.

Un grazie specialissimo ad Elisabetta Bucciarelli per questo meraviglioso video.

[mai più complici]

1 maggio 2012
Le donne provano la temperatura del ferro da stiro toccandolo. Brucia ma non si bruciano. Respirano forte quando l’ostetrica dice “non urli, non è mica la prima”. Imparano a cantare piangendo, a suonare con un braccio che pesa come un macigno per la malattia, a sciare con le ossa rotte. Portano i figli in braccio per giorni in certe traversate del deserto, dei mari sui barconi, della città a piedi su e giù per gli autobus. Le donne hanno più confidenza col dolore. Del corpo, dell’anima. E’ un compagno di vita, un nemico tanto familiare da essere quasi amico, è una cosa che c’è e non c’è molto da discutere. Ci si vive, è normale. Strillare disperde energie, lamentarsi non serve. Trasformarlo, invece: ecco cosa serve. Trasformare il dolore in forza. Ignorarlo, domarlo, metterlo da qualche parte perché lasci fiorire qualcosa. È una lezione antica, una sapienza muta e segreta: ciascuna lo sa.
Cosa ci induce a non respingere, anzi a convivere con la violenza?
Perché sopporta chi sopporta, e come fa?
Quanto è alta la posta in palio?
Alcune soccombono, molte muoiono, moltissime dividono l’esistenza con una privata indicibile quotidiana penitenza.
Alcune ce la fanno, qualche altra trova nell’accettazione del male risorse per dire, per fare qualche cosa che altrimenti non avrebbe potuto. Grandissimi talenti sono sbocciati da uno sfregio.
Altrettanto grandi sono stati spenti.
Per mille che non hanno nome, una cambia il corso della storia.
Sono alla fine, gesti ordinari.
Chiunque può capirlo misurandolo su di sé.
Sono esercizi di resistenza al dolore.
Concita De Gregorio – Malamore. Esercizi di resistenza al dolore. – Ed. Mondadori
Dora Maar, Lee Miller, Marie Trintignant…tre donne citate nel libro, tre donne che hanno subito violenza dai loro compagni…ma anche altre storie di donne anonime che si sono trovate ad affrontare il dolore della violenza domestica.
In questi giorni si è parlato molto di femminicidio e di come si possa fermare questa assurda, inaccettabile violenza.
Una iniziativa di senonoraquando ci invita QUI a firmare la petizione, io l’ho fatto e tu?