Archive for marzo, 2013

[#parole]

30 marzo 2013

Intingo le dita in un catino dei pensieri e nutro il mio sguardo di immagini.
Il fraseggio dei colori è parola di Poesia – a colmare il silenzio dell’anima.

[immagine Misti]

[appunti sparsi pensando alle parole]

28 marzo 2013

I fili nascosti. Cuciti sapientemente tra le parole.

*

Nelle parole l’Anima riconosce un’impronta di Memoria.

*

Cercare, attraverso le parole, la propria unicità.

*

Trovare la chiave di volta che unisce attraverso le parole.

*

Il valore evocativo delle parole.

[le parole]

27 marzo 2013

Le Parole

Abbiamo parole per vendere
parole per comprare
parole per fare parole
ma ci servono parole per pensare.

Abbiamo parole per uccidere
parole per dormire
parole per fare solletico
ma ci servono parole per amare.

Abbiamo le macchine
per scrivere le parole
dittafoni magnetofoni
microfoni
telefoni.

Abbiamo parole
per far rumore,
parole per parlare
non ne abbiamo più.

Gianni Rodari

[milano vista con gli occhi del cuore]

24 marzo 2013

Milano vista dalle sue fronde. Una realtà verde e un po’ rustica

 

GLI ALBERI, SENTINELLE TRA MANAGER E POLITICI, MENTRE SVETTANO (TROPPI) NUOVI E GRIGI PALAZZI

 

 

di Elisabetta Bucciarelli
Se inizi a passeggiare per Milano,  ti accorgi presto che la specie milanese  è rustica. Resistente a  ogni genere di fumo. Scappamenti,  caldaie, sigarette.  Cresce veloce pur senza volontà.  Longeva, elegante, sobria. Compie  il suo lavoro quotidianamente,  dritta, senza movimenti o bizzarrie.  Decorativa e ombreggiante  presidia il Castello Sforzesco,  dove regala ristoro estivo salutare.  Osserva dall’alto del suo fusto,  anche 20 metri, studenti che  bigiano la scuola. Amanti che sospendono  i patti sacri, venditori  di sciarpe e cappelli, code infinite  di giapponesi all’assalto del Museo  d’Arte Antica. All’anagrafe il  nostro primo incontro arboreo è  un Acero riccio, d’indole dura e  penetrante, severo, come la dottoressa  che attraversa il Parco  Sempione, Central Park meneghino,  con le scarpe da ginnastica,  i tacchi di ricambio che sbucano  dalla borsetta, correndo quasi  avesse le ali, sotto i frastagliati alberi  del cielo, gli Ailanti che arrivano  dall’Asia ma solo quelli ermafroditi,  senza il polline per  non aumentare le allergie della  città.  La signorina va di fretta e la vede  passare il vecchio seduto sulla  panchina di legno verde, ciò che  rimane di un arredo urbano garbato,  fatto di materiali veri, il ferro  e il legno, ora quasi del tutto  sostituito da orpelli in plastica,  dicono, più funzionali. Sopra il  cranio imbiancato dell’uomo veglia  una Catalpa dal tronco tozzo  e ricurvo, generosa nell’offrire i  suoi frutti simili a leguminose  pendule, a sigari, capsule che tengono  lontane le zanzare. L’uomo  aspetta altri come lui, con mani  ritorte come radici e nervature  evidenti sulle gambe, staranno  insieme alcune ore a dissertare  di politica e lanciare bocce verso  il pallino, senza accorgersi del Cipresso  calvo o di palude, originario  del Mississippi, alto e maestoso,  che cresce vicino alle acque  salmastre. Se sopravvive a lungo,  arriva a 46 metri di altezza, cambiando  colore di chioma al passaggio  delle stagioni. Ruggine, la  più bella.  S’intuisce a distanza il forte magnetismo  dei Bagni Misteriosi,  una delle sculture più grandi di  De Chirico. Nel giardino della  Triennale, l’Arte chiama l’Arte, e  la sospensione del significato rimanda  altrove. Guardando sempre  in su le chiome si moltiplicano,  tra Aceri, Faggi, Robinie. Percepisci  il Tiglio e speri che rassereni  gli animi con la sua essenza,  poi senti il Pino, balsamico e la  Quercia stabile e frondosa. Talvolta,  forse, materna e combattiva.  Di quercia in quercia si arriva  in Via Palestro, i Giardini Pubblici,  che son di tutti, ancora speriamo  per molto. Bell’albero di  ghiande la quercia, forte, corposa.  La rossa americana, che adombra  più zone del parco, è ben  piantata. Ha forti ramificazioni  che intrecciano rapporti e sodalizi.  Come la rete a.  di lavoro che tesse  trame commerciali poco più  un là, nel centro brulicante di negozi.  La pianta è capace di ricucire  fessure e lacerazioni, cambiare  destinazioni, chiudere e riaprire,  seccare e rifogliare a primavera.  […]
[…] Continua Qui.
*
Un racconto appassionato ed appassionante. Gli alberi che custodiscono la storia delle nostre città e ne sono la memoria. La storia della città e delle persone che la abitano. Di chi scrive il tempo e lo veste di colore….
Buona lettura ! 🙂

[giornata mondiale della poesia]

21 marzo 2013

La corda più silenziosa è quella dei versi.

Alda Merini

[ immagine Olive Cotton ]

[la cura delle parole]

15 marzo 2013

Da non perdere!

Regalatevi del tempo e dedicatelo a  “La cura delle Parole”.

Buon ascolto 🙂

[Donna sola in cammino]

7 marzo 2013

[foto Francesca Woodman]

 

DONNA SOLA IN CAMMINO

Scomodo rischio è questo
in un mondo ancora tutto al maschile.
Dietro a ogni angolo ti aspettano
in agguato incontri vuoti.
E percorri vie che ti trafiggono
con sguardi curiosi.
Donna sola in cammino.
Essere inerme
è la tua unica arma.

Tu non hai mutato alcun uomo
in protesi per sostenerti,
in tronco d’albero per appoggiarti,
in parete – per rannicchiarti al riparo.
Non hai messo il piede su alcuno
come su un ponte o un trampolino.
Da sola hai iniziato il cammino,
per incontrarlo come un tuo pari
e per amarlo sinceramente.

Se arriverai lontano,
o infangata cadrai,
o diventerai cieca per l’immensità
non sai, ma sei tenace.
Se anche ti annientassero per strada,
il tuo stesso partire
è già un punto d’arrivo.
Donna sola in cammino.
Eppure vai avanti.
Eppure non ti fermi.
Nessun uomo può
essere così solo
come una donna sola.
Il buio davanti a te cala
una porta chiusa a chiave.
E non parte mai, di notte
la donna sola in cammino.
Ma il sole come un fabbro
schiude i tuoi spazi all’alba.

Tu cammini però anche nell’oscurità
e non ti guardi intorno con timore.
E ogni tuo passo
è un pegno di fiducia
verso l’uomo nero
col quale a lungo ti hanno impaurita.
Risuonano i passi sulla pietra.
Donna sola in cammino.
I passi più silenziosi e arditi
sulla terra umiliata,
anche lei
donna sola in cammino.

[Blaga Dimitrova]

 

[#parole]

2 marzo 2013

 

 

Il sospiro

è la chiusura

della parola.

Alda Merini

[foto Alex Howitt]