Archive for maggio, 2013

[…siamo in continuo divenire…]

30 maggio 2013

 

 

 

 

[Ciao, Franca]

29 maggio 2013

 

Scattai questa foto a Milano.
Era il 13 febbraio 2011, SeNonOraQuando.
Le sue parole appassionate ed intensamente dolorose, furono per me motivo di ulteriori approfondimenti e riflesssioni.
Il suo impegno per i diritti delle Donne rimarrà indelebile, a noi tocca non lasciare mai cadere l’attenzione sulla condizione femminile.
E’ sulle pagine di tutti i giornali la violenza che quotidianamente le donne subiscono, spesso senza denunciare.
C’è ancora molto da fare.
Bisogna educare fin da bambini a riconoscere il bene dal male, ad imparare a discernere le emozioni positive e negative. A capire che ogni gesto, anche il più piccolo, produce effetti e può causare dolore. Ma anche portare amore.
E che amare non è possedere, ma donare.
E gli adulti devono accompagnare i bambini verso questo viaggio di scoperta.
Ciao Franca, il mio immenso grazie!

[#parole #Goliarda Sapienza]

28 maggio 2013

[ immagine Francesca Woodman]

Vedi non ho parole eppure resto
a te accanto. Non ho voce eppure
muovo le labbra. Non ho fiato eppure
vivo e ti guardo. E forse è questo
che volevo da te, muta restare
al tuo fianco ascoltando la tua voce
il tuo passo scandire le mie ore.

Goliarda Sapienza

 

 

 

[#parole]

27 maggio 2013

Separare congiungere
spargere all’aria
racchiudere nel pugno
trattenere
fra le labbra il sapore
dividere
i secondi dai minuti
discernere nel cadere
della sera
questa sera da ieri
da domani

 

Goliarda Sapienza,  Ancestrale  –  edizioni La Vita Felice Milano

 

[ immagine Olive Cotton ]

 

Lei, Goliarda, la conosco molto poco. Ho in arretrato da leggere “L’arte della gioia” (uno degli arretrati che accumulo spaventosamente).

La conosco poco, dicevo, al punto da non sapere avesse scritto poesie. Ed infatti questa raccolta è rimasta inedita per lunghissimo tempo. Ed era conosciuta solo a pochi intimi.

In un recente passaggio nella mia libreria preferita, nella sezione poesia, in cui mi fiondo appena entro, ho visto questo  piccolo libro. Un formato di quelli che puoi portare ovunque, con una copertina di un bel giallo zafferano. Ad attirare il mio sguardo, prima ancora di leggere il nome dell’autore è stato il titolo: Ancestrale.

Che bella parola ancestrale. Una parola che da sola contiene tutta l’Umanità.

E leggendo Le sue liriche si sente in ogni singola parola quel suono atavico che accompagna le immagini poetiche…non solo è un poetare quasi carnale, pieno di graffi, di sangue, di passione…c’è tanto rosso in queste pagine. Il rosso di chi ha scavato a lungo e sulla propria pelle il senso di appartenenza.

 

 

 

 

[del dolore]

25 maggio 2013

Come si può far scomparire il dolore quando ti ghermisce la carne con artigli di fuoco e ti lascia senza fiato?

Lo si deve guardare attraversarti come un coltello che affonda nel pane?

Lo si accoglie trasformandolo in forza?

O semplicemente lasciare che sia…lasciare che ti fluisca addosso con tutta la sua violenta volontà.

Ad occhi chiusi. In piccoli solchi di memoria.

 

 

Solo gocce

Sulle palpebre [stanche]

Di antichi dolori

 

 

[#parole]

18 maggio 2013

 

Recidere rami.
Conservare con cura semi.

[In attesa di terreni più fertili.]

 

immagine Misti

[…]

11 maggio 2013

Non so se sono stata donna, non so se sono stata spirito. Son stata amore. Il poco che una donna riesce a realizzare nel campo della poesia è il risultato di una tensione infinitamente più tremenda della tensione virile. La società non mi perdona proprio questo, non mi perdona che io vada sola ed indifesa, io donna, e che così condanni implicitamente, anche in silenzio il suo modo d’essere, le sue corazze, i suoi pugnali, i suoi veleni. Non mi perdona, e si vendica, ed è logico. II canto si è sprigionato da me tardi, tanto tardi, quando mi son trovata per la prima volta lontana da ogni soggezione spirituale, lontana da tutti, sola, con tanto amore in petto, ma libera, nessuno vicino che potesse udire la mia voce, nessuno più che mi tenesse, timida, muta. E gli uomini han creduto che io perseguissi l’arte, la libertà, la voluttà… Ma nello stesso tempo vedevano su di me il segno ineffabile di qualcosa che trascendeva tutto ciò.
Ali intorno alla fronte…
Aliante mondo inespresso…
Parole che furon visioni e ancor non dissi…
Sono tutti motivi che ritornano nei miei poemi a grandi distanze.
Diversa da ogni altra, insostituibile, sola e di me stessa signora.
Perché io son nata poeta, non santa.

Sibilla Aleramo

[prati]

1 maggio 2013

 

Prati

Forse non è nemmeno vero
quel che a volte ti senti urlare in cuore
che questa vita è,
dentro il tuo essere,
un nulla
e che ciò che chiamavi la luce
è un abbaglio,
l’abbaglio supremo
dei tuoi occhi malati –
e ciò che fingevi la meta
è un sogno,
il sogno infame
della tua debolezza.

Forse la vita è davvero
quale la scopri nei giorni giovani:
un soffio eterno che cerca
di cielo in cielo
chissà che altezza.

Ma non siamo come l’erba dei prati
che sente sopra sé passare il vento
e tutta canta nel vent
eppure non sa così crescere
da fermare quel volo supremo
né balzare su dalla terra
per annegarsi in lui.

Antonia Pozzi

 

[la foto è mia]