Archive for the 'immagini danima' Category

[una forma nuova]

27 giugno 2014

cielo che urla

 

Sulle mie dita forgiate da un forma nuova,
il seme del dolore intinge lo sguardo
nella paura di guardare ciò che non voglio vedere.

Una nuova forma.
Che non mi appartiene e non sento mia.
Pelle che non sa come arrivare al cuore.
Pelle cucita con fili che scavano l’anima.

 

[ immagine di Misti ]

Annunci

[nel mese di maggio]

29 ottobre 2013

Nel mese di maggio

Dal mio giardino si vedono così e non si possono spiegare
l’accordo dell’azzurro rarefatto e quello del verde
che sale e si fa spazio in certe mattine di maggio
quando il calore viene sulle braccia scoperte
e tocca il tendine d’azzurro e il tendine di verde
che credevamo spenti, nella nostra testa di oggi,
tanti anni fa. In mattine così, la terra si piega
e si anima in cose inanimate come i sassi
nel brulichio nascosto dalle foglie, nel nostro
essere muti e felici di non avere un nome.

Forse daremo un nome a questa luce sugli occhi,
alla rondine scolpita dall’aria mentre passa,
all’ombra durata un battito sulle nostre mani;
forse saremo infanzia e chiuderemo il pericolo
nel nome del pericolo e allontaneremo le nostre spalle
dalla città abbagliata e splenderanno amate dal caso
e dal vento le nostre impronte quando qualcuna chiuderà
il cancello dietro a noi, e ci guarderà partire.

Pierluigi Cappello, Mandate a dire all’imperatore – Crocetti Editore

[ immagine di Misti ]

[…]

11 settembre 2013

Vedere il cielo estivo
è poesia,
anche se nessun libro la contiene.
La poesia vera è fuggitiva –

Emily Dickinson

 

[immagine di Misti]

[apollo]

26 agosto 2013

Apollo

(Una passeggiata sul lago dei Quattro Cantoni)

 

Il viandante se ne stava solo, sdraiato di fianco al sentiero, sotto il sole caldo. Il suo sguardo seguiva il gioco della luce sulle rocce gialle, l’orecchio si lasciava accarezzare dal rumore scrosciante del torrente alle sue spalle che giungeva da lontano, lieve e continuo. La sua anima, in un tenue dormiveglia, stava come un uccello con le ali spiegate sul paesaggio luminoso della sua infanzia. Una farfalla marrone volò lentamente oltre il muro della strada e attraversò con la linea inquieta del suo volo la silhouette della stretta superficie del lago, che rifletteva la sua luce negli occhi dell’uomo sdraiato. Sul fondo verde scuro e brillante, il colore opaco delle ali della farfalla sembrava più chiaro e più ricco. I bordi delicati tremolavano diventando una striscia di luce biancastra, come se il loro stesso contorno mosso e netto attirasse la luce.

Nella memoria del viandante che si stava riposando riaffiorarono la passione gioiosa dei giorni dell’infanzia, l’eccitante piacere della caccia estiva alle farfalle, tra i grandi fiori del giardino e i profumati prati senza vento, sui quali tremava l’aria calda in onde luccicanti.

Le palpebre ormai pesanti del sognatore si chiusero inavvertitamente sullo sguardo affaticato. Il suo sogno correva in un piacere mozzafiato a caccia di farfalle, lungo prati e pendii familiari, e nel riemergere di ricordi lontani il dormiente fu sopraffatto da un desiderio della sua infanzia: vedere una farfalla Apollo. L’oggetto delle sue aspirazioni di bambino, bianca come la neve con macchie rosse, l’immagine della bella regina delle farfalle stava sospesa davanti a lui nell’azzurro. Altre strane e care melodie, familiari e delicate, sopraggiunsero portando l’eco degli anni passati. Sopra i pensieri del viandante addormentato si incurvava, luminoso e delicato, il cielo della sua infanzia, in sfumature di celeste vivo.

Un vento lieve soffiò fresco dalle montagne di fronte e fiorò il capo reclinato del dormiente. Sorridendo egli aprì gli occhi lentamente, ristorato dalla trasparenza dell’aria pura del lago e dai colori allegri e splendenti del paesaggio. Si alzò con l’animo bendisposto.

In quel momento un bagliore bianco gli passò davanti.

Egli si fermò e alzò lo sguardo, in contemplazione. Silenziosa e tranquilla una farfalla chiara scese eseguendo eleganti archi nell’aria, arrivò fino a terra, batté le ali guardandosi intorno e rimase ferma sulla superficie scoscesa e illuminata dal sole di una rupe. Sembrava ascoltasse; mosse le antenne sottili, poi spiegò tutte e quattro le ali, silenziosa, nella luce calda. Una apollo! Sulle bianchi ali di seta spiccavano venature più scure in morbide linee dallo splendore metallico, e nel mezzo del fondo bianco setoso splendevano i magnifici occhi color rosso sangue.

La farfalla richiuse le ali, mostrando la loro elegante forme allungata con la perfetta curvatura delle ali superiori, le aprì ancora una volta, come a riprendere respiro, con un movimento rotatorio, e si alzò in volo. Dalla rupe volò sulla cima di un altro cardo violetto e di lì giù verso il lago, nel fondo buio. Poi si sollevò di nuovo, si librò per un attimo indecisa, all’improvviso fece una serie di esultanti battiti d’ali e scomparve verso l’alto del cielo profondo e luminoso.

[1901]

 

Hermann Hesse, da Frammenti del creato (riflessioni, racconti, poesie sulle farfalle) – Oscar Mondadori

 

[immagine dl web]

[risveglio]

20 agosto 2013

 

Risveglio

Ci si risveglia un giorno e le cose sembrano le stesse
mentre invece dietro a noi si è aperto un vuoto
dopo che tutto è stato fatto per trattenere la vita
in mezzo a un panorama di pietre sparse e tegole rotte.
Allora uno mette il dentifricio sullo spazzolino
mescola lo zucchero al caffè
con l’attenzione che aveva da scolaro
quando ritagliava dalla carta
file di bambini che si tengono per mano,
piccoli pesci che baciano l’aria.

Pierluigi Cappello, Mandate a dire all’imperatore – Crocetti Editore

 

[immagine di Misti]

[natura]

5 agosto 2013

 

Natura è fatta di voci incatenate dentro.
Venite cari ospiti del mattino che fate di ogni giorno una festa.

Mariangela Gualtieri

 

[immagine Misti]

9 agosto 2011

[ rotondità ]


 

stravagante  stare lì a contemplarne la rotondità
si fantasticava – piuttosto – di viverle accanto per riempirsi della sua lattescenza, lasciando che ogni poro della pelle ne fosse ubriaco

era la sua nudità a fare la differenza, ad attrarre come calamita – al di sopra di ogni guado, al di sopra di ogni sospiro [ lasciato lì da inguaribili appassionati in cerca di voci ]

sorprendeva la calma con cui si mostrava al mondo
e la si sarebbe potuta dire inarrivabile
non fosse stato per la sorprendente arrendevolezza con cui si mostrava ad occhi assetati, che la faceva sembrare, invece, piccola e fragile nella sua semplice immensità

 

 
[ immagine Misti ] 

<!–

–>

23 luglio 2011

[ pass (agg) i ]

 

toccarsi – sul confine nudo delle parole
lente spirali d’assenza – riempiono righe vuote
di una pagina da abitare – nelle parentesi del dire

[ immagine Lee Miller ]

<!–

–>

11 luglio 2011

Piena di vuoto

E' un conato di qualcosa
che non sarà riempito.
Un crampo all'intestino quando
è vuoto. Una nausea recidiva.
Il pensiero si dissolve,
l'immagine non riesce
a farsi. La mano preme
il ventre per tenere
e trattenere il tremito
che è la sola cosa
che ha.  Domani è un altro
giorno, dicono le braccia
(grida il bacino), ma oggi
non finisce proprio mai.

Paola Loreto, La memoria del corpo – Crocetti Editore

[ immagine Lee Miller ]
 

<!–

–>

22 giugno 2011

[ . ]

 


 

Sapere che c'è qualcuno, da qualche parte, dal quale ti senti compreso malgrado le distanze o i pensieri inespressi, fa di questa terra un giardino.

Anonimo

 

[immagine  di Misti]

<!–

–>