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[la maestra è un capitano]

10 febbraio 2013

[…] Non ce la faccio più. Davvero. Stamattina mi mancano le forze. Stamattina non li sopporto proprio. Li guardo scatenarsi e non dico più niente, non ho neppure un filo di voce, stamattina. Guardali. Sono diavoli, questi qui, mica bambini. Diavoli di quinta elementare. Venticinque diavoli con le corna, la coda e il forcone. Basta sono proprio stufa. Ma chi me lo fa fare? Voglio fare la commessa, io, la cameriera, la segretaria, la pizzaiola, l’accalappiacani. Qualsiasi cosa tranne la maestra. Qui ci vuole un capitano dei carabinieri, mica la maestra. Guardali. Guardali.

Martina tira i capelli a Greta con tutte e due le mani.
Marco sta infilando la matita nell’orecchio di Lorenzo.
Antonio butta giù i quaderni dalla finestra.
Alice beve l’acqua dal vaso dei tulipani.
Si vede che aveva sete.
Luisa disegna una bella casetta sul muro, che sarebbe pure bella, se non fosse che è disegnata sul muro, tra la porta e l’interruttore della luce.
Alessio spalma di vinavil Alessandro.
Lo spalma con cura, con precisione, da professionista della spalmatura. E Alessandro se ne sta buono buono e, col viso rivolto verso l’alto e gli occhi chiusi, si lascia fare, si lascia spalmare per bene, naso, palpebre mento e tutto il resto, come se gli mettessero la crema solare.
Io non faccio niente, non dico niente.
Cosa devo fare? […]

Antonio Ferrara, La maestra è un capitano – illustrazioni di Anna Laura Cantone – edizioni Coccole e Caccole

Un libro bellissimo, per bambini, ma che regalerei a tutte le maestre, sì perchè ogni cosa narrata in queste bellissime pagine è drammaticamente vera.

Recita la quarta di copertina: “Il racconto in prima persona di una coraggiosa maestra dei nostri giorni, alle prese con i mille impegni paralleli della professione e della vita privata. La nostra impavida e umanissima maestra, eroicamente, a volte in solitudine, affronta con la stessa intraprendenza i virus influenzali e la carenza di carta igienica, la convivenza e le tabellone…sempre con entusiasmo, con tenera tenacia. Con formidabile rispetto per i suoi bambini.”

E mai cosa fu più vera del vero 🙂

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