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[sull’orlo]

8 maggio 2014

soffione e rete

 

SULL’ORLO

Salire scale pericolanti
con borse cariche di sofferenze e rabbia.

Oltrepassare sbadata il proprio piano
e inchiodare la testa nel buio della soffitta.

Gettare dall’alto uno sguardo sul baratro
e dal basso il baratro lo sguardo in te.

Proprio accanto percepire un’assenza
e tu stessa lontana da lei.

Ma perché? – gridare a nessuno.
E turbinosa l’eco ti risponda: – Perché?

Dalla riva del tempo sgretolata
crollare in un vuoto atemporale.

Sull’orlo dello strazio arrivata,
ti fermarai sfinita sull’orlo?

Oppure là, fuori, lungo quella scala
a fatica giungerai sull’orlo del mistero?

 

Blaga Dimitrova, Dalla raccolta Sull’orlo 1996

 

[ immagine di Misti ]

 

 

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[sala d’aspetto]

11 marzo 2014

SALA D’ASPETTO

L’intero spazio della mia vita
fu una sala d’aspetto da soglia a soglia,
racchiusa da vetri con aria in cornici d’acciaio
sotto le picche incrociate
di lancette d’orologio.

Stare in ascolto. Sussurrare. Trattenere il respiro.
Attendere un qualche segnale.
Ritardo. E di nuovo.
Ancora un poco. Già domani. Ancora
un attimo di pazienza infinita.

Se sbattevo l’ala contro l’aria vitrea,
invece di infrangerla,
era l’aria a spezzare la mia ala.

Sono già trascorsi i miei secondi.

Non saprò aspettare. Ma confuso
come in un sogno apparve
attraverso i vetri sporchi,
quasi in uno specchio nella nebbia,
il mio volto riflesso.

Era il volto stesso dell’attesa,
giunto al punto di pietrificazione.

E ho capito, all’improvviso:
c’è sempre un’ultima scadenza
per infrangerlo col naso –
per smuovere quest’aria inchiodata.

Non arriverà più un treno da altri luoghi.
Non più.

Dovrò io stessa diventare
il fischio di un treno lontano,
e un ritmo affannoso
sempre più veloce, sempre più vicino,
sempre più qui!


Blaga Dimitrova,
Dalla raccolta Spazi, Sofia, 1980

[Donna sola in cammino]

7 marzo 2013

[foto Francesca Woodman]

 

DONNA SOLA IN CAMMINO

Scomodo rischio è questo
in un mondo ancora tutto al maschile.
Dietro a ogni angolo ti aspettano
in agguato incontri vuoti.
E percorri vie che ti trafiggono
con sguardi curiosi.
Donna sola in cammino.
Essere inerme
è la tua unica arma.

Tu non hai mutato alcun uomo
in protesi per sostenerti,
in tronco d’albero per appoggiarti,
in parete – per rannicchiarti al riparo.
Non hai messo il piede su alcuno
come su un ponte o un trampolino.
Da sola hai iniziato il cammino,
per incontrarlo come un tuo pari
e per amarlo sinceramente.

Se arriverai lontano,
o infangata cadrai,
o diventerai cieca per l’immensità
non sai, ma sei tenace.
Se anche ti annientassero per strada,
il tuo stesso partire
è già un punto d’arrivo.
Donna sola in cammino.
Eppure vai avanti.
Eppure non ti fermi.
Nessun uomo può
essere così solo
come una donna sola.
Il buio davanti a te cala
una porta chiusa a chiave.
E non parte mai, di notte
la donna sola in cammino.
Ma il sole come un fabbro
schiude i tuoi spazi all’alba.

Tu cammini però anche nell’oscurità
e non ti guardi intorno con timore.
E ogni tuo passo
è un pegno di fiducia
verso l’uomo nero
col quale a lungo ti hanno impaurita.
Risuonano i passi sulla pietra.
Donna sola in cammino.
I passi più silenziosi e arditi
sulla terra umiliata,
anche lei
donna sola in cammino.

[Blaga Dimitrova]

 

[testamento]

30 gennaio 2013

 

Testamento

Cercami nelle parole
che non ho trovato

[ Blaga Dimitrova ]

 

[immagine da flickr]

[erba]

25 aprile 2012

 

 

 

 

 

 

 

 

Erba

Nessuna paura
che mi calpestino:
calpestata l’erba
diventa un sentiero.

Blaga Dimitrova

[immagine Misti]

[la poesia ci salverà?]

21 marzo 2012
Mamma, cosa è per te la poesia?
L’sms di E. arriva, inaspettato, in orario, per lei, di lezione –  mi chiedo come possa la sua prof non accorgersene, non è la prima volta -.
Mi coglie di sorpresa – lei non è particolarmente appassionata di poesia, del resto conosco pochissimi adolescenti che lo sono – e mi chiedo quale possa essere stato l’imput per una domanda così diretta, ma un’idea già comincia a far capolino nella mia testa.
Un sorriso mi si dipinge sul viso per la coincidenza…è la mia mattina libera ed ho appena chiuso una telefonata, molto lunga, con la mia amica poetessa…parlare di poesia con Bea è sempre emozionante, oggi poi  è la giornata mondiale della poesia, e il sapore è stato ancora più morbido del solito.
Infrango tutti i miei buoni propositi di mamma/maestra sulle regole da rispettare a scuola e rispondo; rimanderò ad altro momento l’inevitabile discussione sull’opportunità di usare il cellulare in classe, la poesia non può aspettare e la giornata sarà, per me, lunga…chissà forse stasera, dopo cena, io ed E., potremo magari parlare insieme di poesia…magari, appunto.

 

 

Non scordarti di gioire

Non scordarti di gioire!
Gli alberi saggi sussurrano
e con le ginocchia falciate
con fragore cadono sotto la scure.

Non scordarti di gioire!

Fino a quando starai in piedi
fino a quando andrai incontro al vento
fino a quando respirerai l’altezza.
fino a quando la scure resterà assopita.

Blaga Dimitrova

[Grazie ancora, Bea…tu sai perché…]